Notizie Dati Bilancio Italia Tim e Poste volano oltre il test dei conti. Tlc, energia, dividendi: prendono forma le sinergie

Tim e Poste volano oltre il test dei conti. Tlc, energia, dividendi: prendono forma le sinergie

7 Maggio 2026 09:46

Dal mobile (tlc) all’energia fino ai dividendi, prendono forma le sinergie tra Tim e Poste che, in parallelo, hanno diffuso in queste ore i conti del primo trimestre. “La combinazione delle attività di Poste Italiane in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di Tim creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni”, ha detto l’ad Del Fante presentando i conti e spiegando che “nel comparto dell’energia è stata raggiunta una customer base di 1,1 milioni di utenze, beneficiando dello sviluppo della partnership con Tim”. La chiusura dell’offerta di Poste su Tim è attesa entro il terzo trimestre 2026. Il 24 luglio Poste presenterà il nuovo piano al 2030.

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I numeri di Poste

Ricavi record per Poste Italiane nel primo trimestre del 2026, pari a 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8% su base annua, grazie al solido contributo di tutte le divisioni di business. Anche la redditività si attesta su livelli record: il risultato operativo (Ebit) rettificato è pari a 905 milioni di euro, in crescita del 14% anno su anno, a conferma di una continua ed efficace razionalizzazione dei costi in un contesto inflazionistico. L’utile netto è di 617 milioni di euro, in crescita del 3% su base annua.

Più nel dettaglio, il gruppo ha registrato ricavi da terzi di corrispondenza, pacchi e distribuzione pari a 1 miliardo, in crescita del 5,7%; ricavi dei servizi finanziari a 1,6 miliardi, in crescita del 10,5%; ricavi dei servizi assicurativi a 469 milioni, in crescita del 6,1%; ricavi dei servizi postepay a 425 milioni, in crescita del 6,8%.

Le attività finanziarie investite dei clienti del gruppo hanno raggiunto 606 miliardi, in crescita di 5,3 miliardi da dicembre 2025. E’ risultata solida la raccolta netta nei prodotti di investimento, pari a 1,7 miliardi, grazie a un trend commerciale favorevole sul risparmio postale e a depositi stabili.

Remunerazione

Il cda di Poste ha ravvisato l’opportunità di sottoporre all’assemblea del 18 giugno una nuova proposta di autorizzazione all’acquisto e all’eventuale successiva disposizione di azioni proprie per un massimo di 5 milioni di azioni ordinarie della società, rappresentative dello 0,383% circa del capitale sociale, per un esborso complessivo fino a 125 milioni di euro. Nel periodo compreso tra il 31 marzo e il 2 aprile, la società aveva già acquistato 1.773.263 azioni proprie, equivalenti a circa lo 0,13% del capitale sociale di Poste Italiane, un servizio di piani di incentivazione basato su strumenti finanziari destinati ad amministratori e dipendenti del gruppo.

Considerate le 1.773.263 azioni proprie acquistate in attuazione dell’autorizzazione assembleare del 30 maggio, nonché le azioni proprie in portafoglio destinate a coprire il fabbisogno derivante dai piani di incentivazione precedentemente assegnati, la società ferma 13.767.373 azioni proprie (al lordo delle azioni in consegna), pari allo 1,054% circa del capitale sociale.

“Il dividendo per azione implicito nella guidance 2026 è confermato – spiega Del Fante – e la politica dei dividendi futuri risulterà accrescitiva rispetto allo scenario standalone. La leva finanziaria pro-forma è attesa a 1,4 volte l’Ebitda al netto del costo dei contratti di leasing entro la fine del 2026, e in progressiva riduzione negli anni successivi, e il nostro credit rating è stato ad oggi confermato dalle principali agenzie di rating.

I numeri di Tim

Nel trimestre Tim ha registrato un rallentamento con ricavi in salita dell’1,4% a 3,3 miliardi ma ebitda in calo del 2,7%. Il rosso è cresciuto a 211 milioni. A generare la piccola frenata è la flessione temporanea dei ricavi da operatori Mnvo (mobili virtuali), all’avvicendamento sulla rete Tim tra Fastweb e Poste Mobile come partner wholesale. Un andamento che era già stato anticipato dal management del gruppo che ha confermato i target

Quasi la totalità dei ricavi è derivante dai servizi, che arrivano a 3,1 miliardi (+0,2% in Italia e +6,5% in Brasile). Escludendo le attività di Mnvo, i ricavi totali crescerebbero del 3,1% e quelli da servizi del 4,1%. Scendono invece i margini del gruppo. L’ebitda cala dell’ 1,7% a 1 miliardi, zavorrato dalla netta flessione del domestico (-7,1%), mentre l’ebitda after lease diminuisce del 2,7% a 0,8 miliardi (-8,2% in Italia). L’indebitamento netto, complice la stagionalità del business, risale a 7,3 miliardi.

“I primi tre mesi del 2026 sono in linea con le previsioni e con la guidance fornita al mercato per l’intero esercizio” commenta l’ad Pietro Labriola ricordando che le tempistiche “prevedono una decisa accelerazione nella seconda parte dell’anno”. “Il riposizionamento delle diverse attività, avviato negli scorsi anni, continua a dare buoni risultati – spiega Labriola – con Tim Consumer che mostra una top line resiliente, Tim Enterprise che prosegue nel proprio percorso di crescita e Tim Brasil che si conferma fra i migliori operatori mondiali di tlc”.

La controllata latinoamericana cresce a ritmi sostenuti, con ricavi a 1,17 miliardi (+6,5%), un Ebitda al netto del leasing di 435 milioni (+7,8%) e un utile di 141,8 milioni (+1,3%). I ricavi di Tim Consumer sono invece scesi del 3% a 1,4 miliardi e quelli di Tim Enterprise sono cresciuti del 3,2% a 0,8 miliardi.