Notizie Notizie Italia Ferrari grande malata in Borsa, scintilla da conti di domani? Per analisti il titolo può correre (e molto)

Ferrari grande malata in Borsa, scintilla da conti di domani? Per analisti il titolo può correre (e molto)

4 Maggio 2026 09:30

Archiviata un’altra delusione in Formula 1 con Charles Leclerc che ha visto sfumare il podio all’ultimo giro del GP di Miami complice un guasto, i fari del mercato sono ora tutti puntati sui numeri trimestrali che Ferrari diffonderà domani.

Effetto dazi, titolo giù

Numeri chiamati a risollevare le sorti del titolo che nella giornata di oggi si trova invischiato nella debolezza generale di tutto il settore automotive dopo l’annuncio di Trump di un innalzamento dei dazi sulle auto Ue al 25%.
In avvio Ferrari cede l’1,3% scivolando sotto i 290 euro, sui minimi a circa un mese. “Per Ferrari prevediamo un impatto molto limitato dei maggiori dazi. Sebbene importi il 100% dei propri veicoli, riteniamo che la società disponga del potere di determinazione dei prezzi e della flessibilità necessari per trasferire l’intero importo dei dazi sui clienti finali, senza praticamente alcun impatto sulla domanda dei clienti”, commentano gli analisti di Banca Akros.

Sabato Donald Trump ha annunciato che i dazi per le auto europee importate negli Usa saliranno al 25% in quanto “l’Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale”, ha scritto il presidente Usa. “È pienamente inteso e concordato che, qualora tali auto saranno prodotte in stabilimenti americani, non verrà applicato alcun dazio.

Molto dura la replica di Bruxelles. “Il piano di Trump di imporre dazi del 25% sulle auto dell’Ue è inaccettabile”, sono state le parole del presidente della commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lange, che bolla il partner Usa come “inaffidabile” e spiega come il Parlamento europeo stia rispettando l’accordo siglato in Scozia, lavorando per finalizzare la legislazione. “Mentre l’Ue mantiene gli impegni, la controparte statunitense continua a non rispettarli”, sottolinea Lange in un post su X.

Attesa per conti 1° trimestre

La casa di Maranello diffonderà i numeri nel corso della giornata di domani, seguiti dalla conference call dell’ad Benedetto Vigna.

Gli analisti di Jp Morgan prevedono per i primi tre mesi dell’anno che il calo dei volumi sarà compensato dall’aumento dei prezzi. La casa d’affari statunitense stima un lieve rialzo del fatturato a 1,8 miliardi di dollari, ritenendo che l’azienda sarà in grado di mantenere almeno gli stessi livelli di ebit ed ebitda su base annua grazie a un rigoroso controllo dei costi e a una disciplinata transizione dei prodotti. “Ciò dovrebbe tradursi in un flusso di cassa di almeno 620 milioni di dollari nel primo trimestre, nonostante maggiori investimenti”, rimarca JPM che ha rating overweight sul titolo.

Bank of America indica nella sua preview un utile operativo trimestrale a 545 milioni di euro, sopra i 495 mln delle stime di consensus, mentre i ricavi trimestrali sono visti a 1,83 miliardi. Per BofA il traino arriverà da un rapporto qualità-prezzo più forte delle offerte speciali e dell’F80, insieme a un vento favorevole sul fronte FX (previsione 2026 basata su euro/dollaro a 1,20). Bofa pone l’asticella sul titolo Ferrari a 350 euro, tagliato lo scorso mese a causa di una contrazione dei multipli settoriali e dei premi al rischio più elevati dovuti alla guerra in Iran.

Titolo a fari spenti

Da inizio anno le azioni Ferrari segnano un saldo negativo di circa il 9%, che diventa quasi -30% se si allunga l’orizzonte agli ultimi 12 mesi. Le azioni Ferrari hanno subito il 9 ottobre scorso un tonfo del 16%, il più forte di sempre complici le proiezioni finanziarie al 2030 risultate inferiori alle attese degli analisti, con ricavi stimati per circa 9 miliardi di euro ed ebit rettificato di 2,75-2,8 miliardi.
Rispetto ai picchi storici di febbraio 2025 il titolo è sotto di circa il 40 per cento.

Ma tra gli analisti fioccano i buy

I giudizi degli analisti sono improntati all’ottimismo. Ben 24 sono le raccomandazioni “Buy” (77,4%), 7 “Hold” (22,6%) e nessun “Sell”. Il target price medio risulta a quota 383,12 euro che implica un upside potenziale superiore al 30% rispetto alle valutazioni a cui viaggia attualmente il titolo. Tra i più positivi sulla Rossa spicca Deutsche Bank che accompagna al giudizio buy un target price a 460 euro; cauta invece Citi che dice neutral con tp a 320 euro, così come Banca Akros (neutral e tp a 310 euro).