Notizie Notizie Italia BF: arriva l’Opa di Vecchioni e di Dompé, nessun delisting

BF: arriva l’Opa di Vecchioni e di Dompé, nessun delisting

21 Aprile 2026 13:09

Arum (holding del ceo Federico Vecchioni che detiene il 24,15% di BF) e Dompè Holding (che fa capo a Sergio Dompé e che ha in mano il 24,97% di BF) hanno annunciato la decisione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sul restante 50,88% del capitale di BF, società attiva nel settore agroindustriale quotata a Piazza Affari. Con una precisazione: “l’offerta non è finalizzata a ottenere la revoca delle Azioni dalle negoziazioni su Euronext Milan”, ovvero al delisting.

Intanto a Piazza Affari il titolo BP sale di oltre l’11% a 4,92 euro, avvicinandosi al prezzo dell’offerta pari a 5 euro.

I dettagli dell’offerta

L’offerta riguarda oltre 133 milioni di azioni (rappresentative del 50,88% del capitale dell’emittente), con gli offerenti che pagheranno un corrispettivo in denaro pari a 5 euro per azione. Si tratta di un premio del 13,8% rispetto alle quotazioni alla chiusura di ieri.

“L’offerta rappresenta il mezzo attraverso il quale gli offerenti intendono consolidare la propria influenza sull’emittente, pur senza conseguire una partecipazione complessiva tale da determinare il Delisting”, si legge in una nota nella quale si precisa che “gli offerenti intendono perseguire l’obiettivo di accrescere le rispettive partecipazioni detenute nel capitale sociale dell’Emittente e cristallizzare taluni profili di governance di BF, anche al fine di garantirne la stabilità degli assetti proprietari, investendo ulteriormente nella crescita e nello sviluppo dell’Emittente”.

Il rafforzamento delle partecipazioni detenute dagli offerenti nel capitale di BF si inserisce in una strategia volta a consolidare l’assetto proprietario e a incrementare il grado di coesione dell’azionariato di riferimento. In questa direzione si colloca anche la sottoscrizione del Patto Parasociale.

Secondo gli offerenti, una struttura azionaria solida e ben coordinata rappresenta un elemento chiave per assicurare al management un contesto operativo caratterizzato da visibilità e continuità strategica. Ciò consente di pianificare ed eseguire con maggiore efficacia investimenti selettivi, in particolare lungo le filiere produttive e nei processi di innovazione tecnologica. L’operazione si inserisce dunque in un più ampio percorso di rafforzamento competitivo di BF, società che ha già evidenziato una crescita progressiva in un comparto ad alto valore strategico come l’agritech. L’obiettivo è sostenere un’ulteriore espansione, sia sul mercato domestico sia sui mercati internazionali, valorizzando il posizionamento del gruppo nell’ambito dell’eccellenza del made in Italy.

“L’offerta è finalizzata ad un rafforzamento del controllo di Arum e Dompè di BF (entrambi a ridosso della soglia d’Opa obbligatoria) senza raggiungere una partecipazione complessiva da determinarne il delisting (in caso di adesione sopra al 90% verrà quindi ripristinato il flottante). L’accordo prevede infatti anche un patto parasociale tra Arum e Dompè volto a rafforzare il controllo su BF per sostenere l’attuazione dei piani strategici e industriali di medio-lungo periodo“, sottolineano gli analisti di Equita ricordando che la valutazione a 5 euro per azione corrisponde a una market cap di 1,3 miliardi di euro” e, sulla base degli ultimi risultati riportati (primo semestre 2025) la sim milanese calcola “un multiplo della parte operativa (ex-valutazione dei terreni di Bonifiche Ferraresi e di BF International valutate al deal price di 400/390 milioni di euro) EV/EBITDA 2025-2026 intorno a 13-11,5 volte, multipli che a nostro avviso riflettono le opzioni di sviluppo”.

Azionariato BF: soci minoranza

Sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, nella nota pubblicata oggi vengono indicati anche gli azionisti titolari di un numero di diritti di voto esercitabili nelle assemblee di BF superiore al 5% dei diritti di voto totali:

  • Fondazione Cariplo, che detiene 15.164.711 azioni, rappresentative del 5,791% del capitale sociale;
  • ENI Natural Energies, che detiene 13.919.837 azioni, rappresentative del 5,315% del capitale sociale;
  • Inarcassa, che detiene 10.483.292 Azioni, rappresentative del 4,003% del capitale sociale;
  • I.S.M.E.A. – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, che detiene 11.300.642 azioni, rappresentative del 4,315% del capitale sociale.