Stagflazione: quale impatto per le quotate a Piazza Affari? L’analisi di Banca Akros
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Le tensioni geopolitiche continuano a dominare la scena. Ogni notizia e sviluppo in arrivo dal Medio Oriente viene monitorato da vicino sui mercati, con impatti sul petrolio che continua a essere volatile. Gli scenari continuano a cambiare e anche rapidamente: se infatti venerdì scorso i listini festeggiavano la riapertura dello stretto di Hormuz, nel fine settimana è stato chiuso e la situazione si è ribaltata.
L’attenzione è ora focalizzata sui potenziali nuovi negoziati tra Usa e Iran (dopo il primo tentativo) previsti per questa settimana.
In questo scenario si allunga l’ombra della stagflazione, un periodo in cui l’inflazione sale e l’economia mostra segnali di debolezza (spesso accompagnata anche dall’aumento della disoccupazione).
Gli esperti di Banca Akros analizzano proprio uno scenario in cui si prolila il rischio stagflazione, con un focus sui potenziali impatti sulle quotate di Piazza Affari.
Rischio stagflazione: quale impatto per le quotate a Piazza Affari?
“L’avvio del conflitto in Iran lo scorso 28 febbraio ha innescato un deterioramento del quadro macroeconomico, traducendosi in una revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil e in un incremento delle aspettative di inflazione, sebbene il “nuovo” scenario di base rimanga altamente incerto, a causa della scarsa visibilità sui danni “reali” alle infrastrutture energetiche locali e dell’evoluzione dei negoziati in corso per il cessate il fuoco”. Inizia così il report di Banca Akros nel quale si guarda ad alcune ipotesi aggiornate per l’economia europea e italiana, incluso lo scenario di base e uno scenario avverso (BCE, FMI, Banca d’Italia). Gli analisti forniscono inoltre una stima del potenziale impatto sugli utili qualora l’economia globale finisse in uno scenario di stagflazione (che al momento non è lo scenario base di Banca Akros).
“Abbiamo stimato il potenziale impatto sugli utili per una selezione di società in esame, ipotizzando per l’esercizio 2026 uno scenario avverso con una crescita del Pil pressoché piatta, prezzi del petrolio a 100 dollari al barile, prezzi del gas a 50 euro a megawattora, e infien un aumento dei tassi di interesse con un incremento maggiore nella parte a breve termine della curva”, suggeriscono gli esperti.
“Il contesto descritto si configurerebbe come favorevole per le società energetiche (in particolare per le utility con capacità di generazione, stimiamo un potenziale impatto positivo sugli utili che va da percentuali da singola a doppia cifra), neutro o leggermente positivo per le banche, mentre è negativo per le società industriali e di beni di consumo (con venti contrari che vanno da percentuali a una cifra elevata fino a circa il 40%)”, segnalano ancora.
Chi entra e chi esce
A partire da ieri (20 aprile), Akros ha aggiornato la selezione delle ‘top picks’, includendo nel FTSE MIB Recordati e BPER (in sostituzione di Campari e Saipem), nel FTSE MID Rai Way che prende il posto di De Longhi e nel segmento SMALL Cap Datrix in sostituzione di First Capital.
Ecco le best picks di Akros suddivise per segmento
FTSE MIB
- Azimut (Buy, TP EUR 40)
- BPER (Accumulate, TP EUR 13,8)
- Lottomatica (Buy, TP EUR 27)
- Moncler (Buy, TP EUR 65)
- Recordati (Buy, TP EUR 65)
FTSE MID
- Intercos (Buy, TP EUR 17.5)
- MFE (Buy, TP A shares EUR 4.3)
- Moltiply (Buy, TP EUR 45.0)
- Rai Way (Buy, TP EUR 7.1)
- Reply (Buy, TP EUR 165.0)
SMALL Cap
- ABP Nocivelli (Buy, TP EUR 8,7)
- Datrix (Buy TP EUR 2,5)
- Fila (Buy, TP EUR 12,5)
- General finance (Buy, TP EUR 28)
- Orsero (Buy, TP EUR 24).