Le rivali big tech Usa unite contro la repliche cinesi. Cos’è e come funziona la distillazione
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OpenAI, Anthropic e Google hanno avviato una collaborazione inedita per contrastare i tentativi di alcuni operatori cinesi di sfruttare i modelli di intelligenza artificiale più avanzati sviluppati negli Stati Uniti. Al centro c’è il timore che l’estrazione non autorizzata di output e capacità dai sistemi americani possa accelerare la crescita di concorrenti in grado di sfidare i big Usa sul piano dei costi, della diffusione commerciale e del presidio tecnologico.
Lo scambio di informazioni, portato avanti attraverso il Frontier Model Forum, riflette l’inasprirsi della competizione globale sull’AI e accende i riflettori su un nodo sempre più sensibile per il settore: la difesa del vantaggio tecnologico, commerciale e strategico dei colossi americani.
Big tech Usa, stretta sulla protezione dei modelli AI
La collaborazione tra OpenAI, Anthropic e Google segnala quanto sia diventata sensibile, anche sul piano industriale e strategico, la tutela del vantaggio competitivo americano nell’intelligenza artificiale. Al centro delle preoccupazioni dei grandi gruppi statunitensi c’è il rischio che alcuni operatori, soprattutto in Cina, utilizzino tecniche di adversarial distillation per replicare capacità sviluppate dai modelli più avanzati, riducendo tempi e costi di sviluppo e aumentando così la pressione competitiva sui player Usa.
Secondo fonti vicine alle valutazioni delle autorità americane, questa pratica sottrarrebbe ogni anno miliardi di dollari di potenziali profitti ai laboratori della Silicon Valley, aprendo al tempo stesso un fronte legato alla sicurezza nazionale. OpenAI ha confermato la partecipazione allo scambio di informazioni avviato attraverso il Frontier Model Forum e, in un memorandum inviato al Congresso, ha indicato DeepSeek tra i soggetti che avrebbero cercato di beneficiare delle capacità sviluppate dai laboratori statunitensi. Google, Anthropic e lo stesso Forum non hanno invece rilasciato commenti.
Modelli AI, la distillazione apre un nuovo fronte competitivo
La distillazione è una tecnica che consente di addestrare un nuovo modello di intelligenza artificiale a partire dalle capacità di un sistema già esistente, trasferendone parte delle prestazioni con tempi e costi molto più contenuti rispetto allo sviluppo di un modello originale. In diverse applicazioni questa pratica è considerata lecita e viene utilizzata anche dagli stessi laboratori per creare versioni più leggere ed efficienti dei propri sistemi o per favorire applicazioni esterne che non entrano in concorrenza diretta con i modelli di partenza.
Il tema cambia però natura quando la distillazione viene impiegata da soggetti terzi per replicare tecnologie proprietarie senza autorizzazione. È su questo terreno che si concentra l’allarme dei gruppi statunitensi, secondo cui l’uso di questa tecnica da parte di operatori legati a Paesi come Cina o Russia potrebbe comprimere il vantaggio industriale dei player americani e aprire anche un fronte più delicato sul piano della sicurezza, nel caso in cui modelli avanzati vengano ricostruiti senza le protezioni previste dai sistemi originali.
DeepSeek primo campanello d’allarme
La distillazione è salita tra le priorità dei grandi sviluppatori statunitensi di intelligenza artificiale dopo il debutto di R1 da parte di DeepSeek, che all’inizio del 2025 ha attirato l’attenzione dei mercati globali e riacceso il confronto sulla tenuta del vantaggio tecnologico americano. In Cina continuano intanto a diffondersi modelli open source sempre più avanzati e il settore guarda con attenzione ai possibili prossimi sviluppi del gruppo.
In questo contesto, la condivisione di informazioni tra le aziende Usa sui casi di “adversarial distillation” richiama un modello già consolidato nella cybersicurezza, dove lo scambio di dati su minacce e tecniche di attacco viene utilizzato per rafforzare le difese. L’obiettivo, anche nell’AI, è rendere più efficace l’individuazione di queste pratiche, risalire ai responsabili e limitare la capacità degli operatori non autorizzati di replicare risultati ottenuti dai modelli più avanzati.