Tregua Usa-Iran innesca euforia delle Borse, volano anche oro e Btp. Petrolio crolla a -16%
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Quando mancavano solo 88 minuti alla scadenza dell’ultimatum imposto da Donald Trump è arrivato il tanto atteso accordo di tregua tra Washington e Teheran. Immediata la reazione dei mercati con futures di Wall Street in volta a e petrolio che fa dietrofront a due cifre.
Cessate il fuoco di due settimane
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato su Truth Social di voler dichiarare un cessate il fuoco di due settimane proposto dal Pakistan. “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi all’Iran per un periodo di due settimane. Questo sarà un cessate il fuoco bilaterale!”, ha scritto The Donald chiedendo l'”immediata, sicura e completa” apertura dello Stretto di Hormuz.
L’Iran ha risposto poco dopo: “Se gli attacchi contro l’Iran cessassero, le nostre potenti forze armate interromperebbero le operazioni difensive”. L’intesa prevede, per un periodo di due settimane, il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz grazie al coordinamento con le Forze Armate iraniane.
Colloqui di pace a Islamabad
Successivamente Trump ha precisato che la proposta in dieci punti pervenuta dall’Iran “costituisce una base valida su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti che in passato erano stati oggetto di controversia sono stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e concludere l’accordo”.
L’inizio dei colloqui per pervenire a una pace duratura è previsto tra due giorni a Islamabad. Nella capitale pachistana si riuniranno rappresentanti americani e iraniani, tra cui il vicepresidente statunitense J.D. Vance e gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff.
Petrolio crolla del 15%, scatto di oro e Btp
La reazione dei mercati è stata subito molto violenta, con in primis il petrolio a fare dietrofront. I futures sul Brent sono crollati di oltre il 16%, arrivando a toccare un minimo di circa 90 dollari al barile. Anche i futures sul benchmark statunitense Wti sono scesi fino a -16% poco sopra i 94 dollari (toccato minimi a 91,1 dollari).
Di contro balza l’oro (+2,7% a 4.870 dollari l’oncia), così come l’argento (+8%) di pari passo con il calo dei rendimenti obbligazionari sulla speranza che la de-escalation geopolitica porti a uno smorzarsi delle tensioni inflattive. Oltreoceano il Treasury a 10 anno segna un rendimento del 4,23%. Ancora più marcato il movimento in Europa con Bund decennale che rende il 2,9%, mentre il Btp di pari durata segna un calo dell’8 per cento circa dei rendimenti in area 3,65%, mentre il biennale tricolore rende il 2,68%.
“È ora prevedibile un attento monitoraggio del flusso di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, dove un aumento significativo dei volumi peserebbe ulteriormente sui prezzi del petrolio e invertirebbe le tendenze di stagflazione degli investimenti osservate sui mercati nell’ultimo mese”, osserva Chris Turner, Global Head of Markets and Regional Head of Research for UK & CEE di Ing.
Sul valutario il dollaro cede circa l’1% contro l’euro. Rally anche delle crypto con Bitcoin a quasi +5% in area 71.700 dollari.
Wall Street e Borse Ue
Atteso un mercoledì sprint per l’azionario. I future di Wall Street indicano rialzi corposi: i futures legati all’S&P 500 salgono del 2,7%, mentre quelli sul Nasdaq 100 del 3,3%.
In Europa atteso un avvio a oltre +5% per Dax di Francoforte e indice EuroStoxx 50, che sarebbe il balzo maggiore dal lontano 2022.
Ieri, prima dell’annuncio della tregua, gli analisti di IG avevano indicato le possibili reazioni dei mercati in base a quale scenario si palesasse. Nello scenario di de-escalation, il più costruttivo per i mercati, tra i settori a giovarsene di più sono indicati industriali, consumer e trasporti.