Sfida aperta tra Lovaglio e Palermo ai vertici di Mps. Il cda scrive ai soci
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Inizio di settimana in salita per Mps (-1,1%) che vive in questi giorni, e in vista dell’assemblea del 15 aprile, uno scontro interno legato all’esclusione dell’ad Luigi Lovaglio dal prossimo cda della nuova banca post operazione con Mediobanca. Una lettera agli investitori del presidente Nicola Maione e del presidente del Comitato Nomine, Domenico Lombardi ne spiega le ragioni.
Il tutto dopo che il board ha deciso di revocare a Lovaglio le deleghe esecutive, un passaggio che ha segnato un evidente irrigidimento dei rapporti ai vertici della banca.
La lettera ai soci
Nel contesto di cambiamento di Monte dei Paschi, “il consiglio ha deciso di non includere l’ex amministratore delegato Lovaglio nella lista del consiglio di amministrazione, sulla base di considerazioni legate alla prossima fase di sviluppo della banca”, scrive il presidente dell’istituto senese, Nicola Maione, e il presidente del comitato nomine, Domenico Lombardi, nella lettera agli investitori.
“Il processo di autovalutazione del consiglio – spiegano – ha evidenziato la necessità che la leadership esecutiva della banca sia dotata di competenze, capacità e visione strategica maggiormente allineate alle imminenti sfide di mercato, che caratterizzeranno il futuro percorso di trasformazione della banca; favorisca una maggiore apertura al dialogo e un’interazione più inclusiva ed efficace all’interno del consiglio, per garantire solide dinamiche di governance. Pertanto, tale esclusione si basa su una valutazione che non è riconducibile esclusivamente a caratteristiche relative a osservazioni in corso e al loro potenziale Impatto sulla reputazione della banca”.
Nel dettaglio, si chiarisce che la “maggioranza dei soci” che hanno partecipato alle consultazioni sui nomi dei candidati non hanno inserito Lovaglio nei loro desiderata. Tra i partecipanti alle consultazioni non figurano il ministero dell’Economia (4,9%) e Delfin (17,5%) che ha detto la sua solo sui criteri di selezione, mentre si sono espressi Caltagirone (10,2%), Bpm (3,7%), Blackrock (4,9%) e i fondi rappresentati da Assogestioni.
La qualità del “processo, la solidità della composizione proposta e il chiaro allineamento con le priorità strategiche della Banca – assicurano – forniscono una base robusta per il successo dell’esecuzione del Piano Industriale e del processo di integrazione, nonché per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli azionisti. Per queste ragioni, invitiamo con convinzione a sostenere la lista del consiglio di amministrazione”.
Le ragioni sotto traccia
Dietro lo scontro sulla governance si intravedono divergenze più profonde legate alla strategia industriale. In particolare, alcune tensioni sarebbero emerse in relazione alle mosse della banca nei confronti di Mediobanca, dossier che avrebbe contribuito ad accentuare le distanze tra Lovaglio e parte degli azionisti rilevanti.
La sfida delle tre liste
Nonostante l’esclusione il banchiere lucano si è candidato alla guida della lista alternativa della famiglia Tortora che si scontra con quella del cda che indica Fabrizio Palermo nel ruolo di ad e con una terza lista di minoranza presentata da Assogestioni.
Montepaschi ha precisato in una nota che tutte e tre le liste con i candidati al consiglio di amministrazione della banca possono essere votate all’assemblea dei soci del prossimo 15 aprile. Una precisazione “alla luce delle interlocuzioni preliminari con le Autorità Consob e Banca centrale europea, per quanto di rispettiva competenza, e sulla base delle informazioni ricevute sinora”.
L’ammissione al voto della lista con Lovaglio è dunque legittima (come ribadito nelle scorse ore dalla Consob) e abilitata al voto. Una decisione che, di fatto, mantiene aperta la competizione su tutti i fronti, inclusa la corsa alla carica di amministratore delegato.
Le date chiave
Il 2 aprile è la record date per partecipare all’assemblea e l’indicazione di Iss e Glass Lewis avrà il suo peso rispetto alla comunità degli investitori istituzionali. Il 7 aprile, invece, il consiglio si riunirà per approvare i conti del terzo trimestre da comunicare alla comunità finanziaria il giorno dopo.