Avio sbarca nel Ftse Mib: l’andamento nelle prime fasi di scambio
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Da oggi, lunedì 23 marzo, Avio entra nel Ftse Mib, prendendo il posto di Banca Popolare di Sondrio in seguito all’ultima revisione trimestrale degli indici di Piazza Affari. Per l’istituto valtellinese si apre invece una nuova fase, destinata a concludersi con l’integrazione nel gruppo Bper.
L’esordio dell’azienda aerospaziale nel principale listino milanese si inserisce però in un contesto di mercato complesso. Nelle prime battute della seduta, il titolo Avio arretra di circa il 3%, scendendo a 34,05 euro, in linea con un Ftse Mib prevalentemente negativo, appesantito dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Pochi i titoli in controtendenza, con il listino che si muove quasi interamente in territorio negativo.
Nel frattempo, tra i candidati per un eventuale ingresso futuro nell’indice restano sotto osservazione nomi come Interpump Group, Banca Generali, Pirelli & C e Reply.
Cosa fa e dove opera Avio
Avio è un gruppo internazionale leader attivo nel settore aerospaziale, specializzato nello sviluppo di sistemi di lancio spaziale ma anche di propulsione sia solida sia liquida e tecnologie avanzate per satelliti e applicazioni missilistiche. La società è quotata a Piazza Affari, nel segmento STAR, e rappresenta uno dei pochi operatori europei in grado di offrire capacità autonome e complete di accesso allo spazio.
Avio opera lungo l’intera filiera dei lanciatori spaziali, occupandosi della progettazione e costruzione di razzi, dello sviluppo di motori per applicazioni civili e militari e della realizzazione di tecnologie avanzate per missioni spaziali. Il principale programma industriale del gruppo è il lanciatore Vega, utilizzato per il posizionamento in orbita di piccoli satelliti nell’ambito delle missioni dell’Agenzia Spaziale Europea. In questo contesto, Avio si colloca tra i pochi operatori europei in grado di contribuire in modo diretto all’accesso autonomo allo spazio, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei.
Avio potrebbe essere percepita come una mid cap italiana con un ruolo marginale nel panorama industriale. Tuttavia, questa interpretazione risulta riduttiva. Il gruppo ricopre infatti una funzione strategica a livello europeo, partecipando a programmi chiave come Vega, Vega C e Ariane 6 e contribuendo in modo diretto allo sviluppo di una capacità autonoma di accesso allo spazio. In questa prospettiva, la dimensione finanziaria della società non riflette pienamente il suo peso industriale e tecnologico, che resta rilevante nel contesto dell’industria aerospaziale europea.
I conti 2025
Il gruppo attivo nei lanciatori spaziali ha chiuso il 2025 con un utile netto pari a 11,6 milioni di euro, in crescita dell’81,6% rispetto all’anno precedente e superiore alla guidance, a fronte di ricavi netti pari a 542 milioni (+22,7%). L’Ebitda reported si è attestato a 32,3 milioni, in aumento di circa il 25%, mentre l’Ebit reported ha raggiunto i 12 milioni (+42,7%).
Nel corso dell’esercizio, gli ordini acquisiti si sono attestati a circa 1 miliardo di euro. La componente principale è riconducibile ai contratti per i servizi di lancio Vega, acquisiti nell’ambito del trasferimento delle responsabilità da Arianespace ad Avio. A questi si aggiunge un accordo di valore superiore a 200 milioni di euro siglato con ArianeGroup per la produzione di componenti destinati ad Ariane 6. Completano il quadro commesse per circa 250 milioni di euro nel segmento della propulsione solida per la difesa, sottoscritte con controparti sia europee sia statunitensi.
“Il 2025 ha rappresentato per Avio un anno di forte consolidamento dei propri risultati e di importante svolta strategica. Il successo delle missioni Vega C e il contributo determinante al programma Ariane 6 testimoniano l’affidabilità delle nostre tecnologie e il ruolo centrale di Avio nel sistema europeo dei lanciatori. Parallelamente, gli importanti accordi siglati nel settore della difesa, insieme all’aumento di capitale concluso con il pieno supporto del mercato, pongono basi solide per una nuova fase di crescita, in Europa e negli Stati Uniti, rafforzando il posizionamento strategico di Avio come attore di riferimento nello spazio e nella difesa”, ha commentato Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio.
Per il 2026 la società prevede ricavi compresi tra 560 e 590 milioni di euro, un Ebitda reported tra 27 e 35 milioni (29-37 milioni su base adjusted) e un utile netto tra 8 e 13 milioni. Il portafoglio ordini è atteso a fine anno in un range tra 2 e 2,1 miliardi di euro. Le indicazioni fornite risultano nel complesso in linea con le attese del mercato, anche se una parte degli investitori si attendeva un ritmo di crescita più sostenuto, alla luce del contesto favorevole per gli investimenti nei settori spazio e difesa.