Notizie Notizie Italia BTP Valore, verdetto tassi arriva domani. Raccolta e rendimenti, le attese

BTP Valore, verdetto tassi arriva domani. Raccolta e rendimenti, le attese

26 Febbraio 2026 11:50

L’ultimo importante tassello della nuova edizione del BTP Valore verrà posto domani con l’annuncio i tassi minimi garantiti. La nuova emissione (la settima, se si considera anche il BTP Più) del titolo di stato italiano rivolto alla platea degli investitori retail prenderà ufficialmente il lunedì 2 marzo ha una durata di sei anni e cedole crescenti nel tempo pagate ogni tre mesi, secondo un meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni.

Vediamo le date chiave e le attese degli esperti su raccolta e rendimenti, con un occhio allo spread  che resta in area 60 punti base.

BTP Valore: le date da monitorare

Mancano ormai pochi giorni all’avvio ufficiale del collocamento del BTP Valore che prevede cedole crescenti nel tempo pagate ogni tre mesi, secondo un meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni. Il premio finale extra per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza sarà pari allo 0,8% del capitale nominale investito.

Ecco le date chiave:

  1. L’emissione del nuovo BTP Valore prenderà il via lunedì 2 a venerdì 6 marzo (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata.
  2. Domani è atteso l’annuncio del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) che comunicherà i tassi minimi garantiti dei primi 2 anni, dei successivi 2 e degli ultimi 2 anni, insieme al codice ISIN che identifica il titolo.
  3. Una volta concluso il collocamento i tassi così comunicati potranno essere solo confermati o rivisti al rialzo, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.

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Verso rendimento poco sopra il 3% con premio fedeltà, raccolta vista ancora robusta. Sono queste le indicazioni che arrivano da Jacopo Gerosa, head of investment advisory di Vontobel Wealth Management SIM. In particolare, l’esperto spiega:

“Se guardiamo a quanto avvenuto con le precedenti emissioni di BTP Valore – che incorporavano un premio rispetto ai BTP di pari scadenza già in circolazione nell’ordine dei 10-15 punti base, a cui aggiungere l’eventuale premio di 80 punti base per chi acquista il titolo in fase di collocamento e lo detiene fino a scadenza – il rendimento del nuovo BTP Valore dovrebbe collocarsi poco al di sopra quello del BTP con scadenza a marzo 2032, pari al 2,80%”. E aggiunge: “se questo rendimento restasse tale, dunque, il nuovo titolo potrebbe attestarsi intorno al 2,90%; l’aggiunta del premio fedeltà, inoltre, porterebbe il rendimento complessivo sui 6 anni poco sopra il 3%”.

C’è però un aspetto da considerare: il flusso cedolare segue un meccanismo step-up con cedole che crescono ogni due anni. “Osservando la distribuzione delle emissioni precedenti, è probabile che la nuova emissione pagherà intorno al 2,40-2,50% per i primi due anni, 2,90-3,00% nei due anni centrali per arrivare intorno al 3,70-3,80% nei due anni finali”, chiarisce Gerosa.

In termini di raccolta, le precedenti edizioni del BTP Valore hanno riscosso successo. “Nell’ultima edizione la raccolta si è attestata a 16,5 miliardi; quelle precedenti hanno registrato tutte una raccolta abbondantemente superiore ai 10 miliardi ed è probabile che tale livello venga raggiunto anche stavolta”, conclude l’esperto.

Spread, rendimenti e la traiettoria del debito

Il consolidamento fiscale e uno scenario politico più stabile rispetto al passato ha sostenuto  e continua a sostenere la domanda dei titoli di stato, con un calo dello spread BTP-Bund. Oggi il differenziale tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco viaggia poco sopra i 60 punti base, secondo le indicazioni del terminale Bloomberg. Il rendimento del bond decennale italiano si attesta, invece, al 3,312%.

In passato, nei momenti in cui i mercati manifestavano preoccupazioni per l’evoluzione della traiettoria fiscale italiana, i titoli di Stato scambiati come asset più rischiosi. La debolezza della crescita economica, infatti, incideva negativamente sulle prospettive di sostenibilità del debito pubblico, alimentando un premio per il rischio più elevato.

Oggi, tuttavia, il quadro appare in progressivo miglioramento. L’attuale esecutivo ha compiuto passi significativi sul fronte del consolidamento fiscale e le stime indicano che il deficit di bilancio per il 2026 dovrebbe scendere al di sotto della soglia del 3% del PIL. Un risultato che collocherebbe l’Italia su un percorso coerente con una possibile uscita anticipata dalla procedura per disavanzo eccessivo.

In questo contesto, Loredana Maria Federico, chief Italian economist di UniCredit, sottolinea come “le prospettive di bilancio dell’Italia stiano gradualmente diventando più favorevoli”. Secondo l’economista, è verosimile che nel breve termine il rapporto debito pubblico/PIL registri ancora un incremento ma l’attenuarsi degli effetti del Superbonus e il rafforzamento dell’avanzo primario, l’Italia è ben posizionata per riportare il proprio debito su un percorso discendente a partire dal 2028.

Ecco alcune date chiave per l’Italia sul fronte fiscale.