Titoli Mps e Mediobanca tornano a correre prima del piano. BoFa dice buy su Siena
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In scena oggi il rimbalzo del comparto finanziario a Piazza Affari, dopo i ribassi della vigilia. Tra le migliori del listino la coppia Mps-Mediobanca, con i due titoli che mostrano un rialzo di oltre il 3% in vista del Capital market day del 27 febbraio nel corso della quale verrà presentata la business combination con Piazzetta Cuccia. Il titolo Mediobanca conquista la vetta del Ftse Mib con un rialzo del 3,8% a 19,51 euro, mentre Mps sale del 3,4% a 8,76 euro.
Ad accendere il faro sul titolo della banca senese a pochi giorni dall’appuntamento, gli esperti di BofA che mantengono la valutazione buy su Mps (top pick), con un target price di 11,5 euro (potenziale upside del 32,7%).
Il nuovo piano con Mediobanca: la presentazione il 27 febbraio
L’attesa è quasi finita, tra pochi giorni la banca senese presenterà al mercato il piano industriale (business combination con Mediobanca), con un focus che verterà – come anticipato da Mps nella presentazione dei conti 2025 “sulla creazione di valore per tutti gli stakeholder”. Secondo gli analisti di BoFa, che si sono soffermati sul titolo del gruppo guidato da Lovaglio nel report “Catalyst watch: CMD delivery key – a make or break“, “il mercato si concentrerà sulla politica di distribuzione, sulle leve per la crescita dei ricavi e sulle sinergie di costo”.
La banca d’affari americana stima “un DPS in crescita” e spiega che “insieme al significativo eccesso di capitale e minorities buyout di Mediobanca, ci porta a ritenere che questo sia un catalizzatore chiave per il rialzo delle azioni”. Le stime degli analisti indicano un utile netto a circa 3,5 miliardi di euro nel 2028, +20% rispetto al consensus.
Monte Paschi punta a circa 400 milioni di euro di sinergie in termini di ricavi. Per BoFa le sinergie dovrebbero essere pari a 700 milioni di euro, equamente suddivise tra costi e ricavi. “Questo porta il rapporto costi/ricavi al 38% e il Rote a circa il 16% nel 2028”, suggeriscono gli esperti, secondo i quali il dividendo è destinato a crescere da qui in poi. “Con una crescita progressiva della cedola da 0,86 euro nel 2025 a 1,07 euro nel 2028″.
Nella sua analisi BofA pone poi l’accento su un’altra questione: la nuova entità Mps-Mediobanca offre un’offerta interessante in termini di prodotti. Mediobanca apporta, in particolare, “preziose fabbriche prodotto nel credito al consumo, corporate and investment banking, wealth management e una quota del 13% in Generali, valutata da sola circa 7 miliardi di euro”. Secondo gli esperti, legal entity separate offrono ulteriori opzioni di M&A, sia come potenziale acquirente sia come target, un fattore chiave per il consolidamento italiano.
Mps: le date chiave a marzo e aprile
Una volta archiviato l’appuntamento di venerdì 27 febbraio, quando l’amministratore delegato Luigi Lovaglio presenterà e illustrerà il piano industriale (con la business combination con Mediobanca), il mercato si soffermerà su altre due date chiave di questo 2026 per Mps.
La prima è quella del 3 marzo, con il consiglio di amministrazione chiamato ad approvare la lista del board. La seconda è quella del 15 aprile 2026, quando i soci si esprimeranno sulla nomina del nuovo board con le nuove regole introdotte dalla Legge Capitali (i soci di Mps hanno dato il via libera alle modifiche nell’assise dello scorso 4 febbraio).