Banche giù a Piazza Affari. Il punto sugli annunci di Unicredit, Banco Bpm e Mps
Fonte immagine: Getty Images
Giornata intonata al ribasso per i bancari di Piazza Affari che accusano cali di oltre il 2%. In una seduta in calo per l’indice Ftse Mib che cede lo 0,34% poco dopo le 12, movimenti negativi per Bper e Popolare Sondrio, ma anche per Intesa Sanpaolo e Mps.
Diversi gli annunci arrivati delle ultime ore dalla big del comparto bancario del Ftse Mib, a cominciare dalla banca di piazza Gae Aulenti sotto la lente le decisioni del consiglio di amministrazione che ha deciso di convocare per il 31 marzo l’assemblea dei soci. Tra i punti all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2025 e la destinazione dell’utile di esercizio. Ieri l’assemblea straordinaria di Banco Bpm ha, invece, dato il via libera alle modifiche statutarie necessarie per recepire le indicazioni della Legge Capitali.
Si attende, infine, il business plan 2026-2030 di Mps, con tanto di piano di integrazione con Mediobanca che verrà presentato dal Ceo luigi Lovaglio venerdì 27 febbraio.
Bancari soffrono
Sui mercati europei, Piazza Affari compresa è l’incertezza ad essere protagonista anche nella giornata di oggi. In coda al listino i principali titoli del comparto bancario, come Bper e Popolare sondrio che cedono quasi il 3%, seguite da Intesa Sanpaolo e Mps che segnano ribassi rispettivamente del 2,4% e del 2,3%. E ancora, giù anche Unicredit e Banco Bpm che perdono circa l’1,9%.
Oltre alla decisione della Corte Suprema Usa sui dazi voluti da Trump, gli investitori sono nuovamente in preda all’ansia, in contesto di mercato in cui si susseguono le notizie “problematiche sull’AI”. Il tutto mentre si attendono i conti di Nvidia che verranno annuncati domani a mercati chiusi, un termometro ormai di come sta andando la domanda per l’intelligenza artificiale.
“La settimana inizia con un mercato che continua a penalizzare i comparti che dovrebbero risultare sfavoriti dallo sviluppo dell’AI. Ieri, oltre al settore dei software USA, già sotto pressione da diverse settimane, è stato il turno delle società di pagamenti (American Express, Visa e Mastercard) così come quelle di private equity”, commentano gli strategist di Mps Capital SErvices che citano la nota della società di ricerca Citrini Research nella quale viene ipotizzato per il 2028 uno scenario in cui agenti AI sostituiscono modelli di business basati sull’intermediazione, con potenziali implicazioni anche per il settore sofware sostenuto dal private equity.
LEGGI ANCHE
Unicredit, acconto dividendo a novembre
Unicredit ha annunciato che il consiglio di amministrazione ha convocato per il 31 marzo l’assemblea dei soci. Nella parte ordinaria all’ordine del giorno figurano l’approvazione del bilancio 2025 e la destinazione dell’utile di esercizio ma anche l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie finalizzaro alla remunerazione degli azionisti. Nella parte straordinaria, l’assemblea dovrà decidere sulla delega al cda per gli aumenti di capitale al servizio dei piani di incentivazione.
In linea con la politica di distribuzione e subordinatamente alle necessarie approvazioni societarie e regolamentari, la banca guidata da Orcel prevede nel mese di novembre 2026 il pagamento di un acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2026 pari a circa il 45% del dividendo complessivo atteso per l’esercizio 2026, determinato sulla base di un pay-out target del 50% dell’utile netto.
Proprio ieri il board di UniCredit si è riunito per l’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, che registra un risultato netto pari a 8,121 miliardi di euro per UniCredit e di 10,915 miliardi a livello consolidato. Con una precisazione: “il trasferimento della riserva ‘extra-profitti’ (1,125 miliardi) alla riserva statutaria, che interverrà successivamente al pagamento, da eseguire nel 2026, del contributo straordinario previsto dalla Legge di Bilancio”.
Banco Bpm: Equita, “incertezze su presentazione lista cda”
Sotto la lente anche gli annunci di Banco Bpm. L’assemblea che si è tenuta ieri ha approvato con il 95,4% dei voti le modifiche statutarie necessarie per recepire le indicazioni della Legge Capitali per quanto riguarda la presentazione della lista del board; ridefinire il numero dei seggi spettanti alle minoranze da un minimo di tre a un massimo di sei e introdurre l’obbligo di nominare il Presidente del Comitato Controllo Interno e Rischi tra gli amministratori indipendenti non espressi dalla lista del cda.
Secondo quanto riportato da fonti di stampa, ricordano gli analisti di Equita, non è tuttavia certo che il cda uscente presenterà una propria lista in vista dell’assemblea di aprile che dovrà rinnovare il board, considerando le incertezze legate alla votazione individuale dei candidati della lista del board. Il termine per la presentazione è fissato per il 6 marzo. “Dall’altro lato sembra sempre più probabile che Credit Agricole (azionista con il 20% e possibilità di salire fino al 29,9%) possa presentare una propria lista di minoranza, assicurandosi almeno tre posti nel nuovo cda di Banco Bpm e la presidenza del Comitato Rischi”, indicano ancora da Equita.
Mps e indiscrezioni su Passera presidente
Il conto alla rovescia è ormai iniziato per Mps. Venerdì 27 febbraio è la data in cui l’amministratore delegato Luigi Lovaglio presenterà e illustrerà il piano industriale 2026-2030, con la business combination con Mediobanca. Ma ci sono altre due date da segnarsi in calendario per la banca senese: 3 marzo (data in cui il cda dovrà approvare la lista del cda) e quella del 15 aprile 2026, quando l’assemblea dei soci della banca senese in unica convocazione sarà chiamata a votare il nuovo board con le nuove regole introdotte dalla Legge Capitali (i soci di Mps hanno dato il via libera alle modifiche nell’assise dello scorso 4 febbraio).
In attesa di questi due appuntamenti chiave circolano alcuni possibili nomi su chi verrà nominato presidente. Secondo alcune indiscrezioni riportate oggi da “La Repubblica” nell’articolo a cura di Andrea Greco dal titolo “Corrado Passera in position per la presidenza al Monte dei Paschi”, l’ex banchiere ed ex ministro Corrado Passera sarebbe in lizza per la poltrona di presidente. “Il banchiere comasco, come trapela dalle interlocuzioni tra il comitato nomine del cda e l’advisor Korn Ferry, ha le qualità per ambire alla presidenza Mps, come figura di garanzia che traghetti in acque sicure il nuovo polo, già in una fase delicata”, si legge sul quotidiano romano.