Notizie Europa Mercato auto europeo in ripresa. Divari ancora ampi sull’elettrico: l’Italia resta indietro

Mercato auto europeo in ripresa. Divari ancora ampi sull’elettrico: l’Italia resta indietro

27 Gennaio 2026 12:31

Il mercato dell’auto europeo chiude il 2025 con un segno positivo per il terzo anno consecutivo, sostenuto dalla crescente diffusione di veicoli elettrici e ibridi a prezzi più accessibili. Le immatricolazioni di nuove auto hanno raggiunto i 13,3 milioni di unità, in aumento del 2,4% su base annua secondo i dati dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA). Una dinamica che conferma una ripresa graduale, ma ancora incompleta: i volumi restano infatti circa il 15% inferiori ai livelli precedenti alla pandemia. Un quadro di crescita moderata che, come evidenziato dal Centro Studi Promotor, segnala come il mercato dell’Europa occidentale — includendo UE, EFTA e Regno Unito — non abbia ancora colmato il divario accumulato negli anni più difficili.

Una graduale ripresa

Le immatricolazioni complessive si sono registrate in aumento del 2,4% rispetto al 2024, ma inferiori del 16% rispetto al 2019. Il dato, diffuso dal Centro Studi Promotor, conferma come l’Europa resti in ritardo rispetto ad altre aree del mondo, dove le vendite di autovetture hanno già superato i livelli antecedenti alla crisi. Secondo il centro studi, a pesare sul mercato europeo è soprattutto il percorso scelto dall’Unione europea per la transizione energetica nel settore automotive, che avrebbe inciso negativamente su domanda e produzione senza produrre, finora, risultati ambientali proporzionati.

Dopo una prima parte del 2025 segnata dall’incertezza economica, legata anche ai dazi statunitensi, la domanda è tornata a rafforzarsi nella seconda metà dell’anno. A dicembre le vendite di auto in Europa sono cresciute del 7,6%, sesto mese consecutivo di rialzo, grazie alla buona dinamica in Germania e nei Paesi Bassi, a fronte di una maggiore debolezza in Francia, Spagna e Italia.

L’elettrico spinge l’intero comparto

La dinamica positiva del mercato è stata sostenuta in larga parte dal recupero delle vendite di veicoli elettrici, favorito dall’ampliamento dell’offerta di modelli con prezzi intorno ai 20.000 euro, e dal forte sviluppo delle ibride plug-in. Queste ultime hanno registrato una crescita del 33%, affermandosi come la tipologia di alimentazione più dinamica nel 2025. Tra i modelli che hanno contribuito al risultato figurano la city car Citroën ë-C3 di Stellantis e diversi veicoli importati dalla Cina, tra cui quelli del gruppo BYD.

Nel corso dell’anno le immatricolazioni di auto completamente elettriche hanno raggiunto 2,59 milioni di unità, pari al 19,5% del mercato complessivo, con un incremento prossimo al 30% su base annua. Una quota che conferma come i veicoli a batteria rappresentino ormai circa un quinto del mercato europeo. Ancora più marcata la crescita delle ibride plug-in, salite del 33,4%, anche grazie alle misure annunciate a livello europeo il 16 dicembre, che potrebbero consentirne l’immatricolazione oltre il 2035.

Transizione elettrica lenta per l’Italia che resta indietro

L’analisi dei principali mercati europei, nel confronto con il 2019, mette in luce un recupero ancora molto diseguale. La Spagna è il Paese che ha colmato maggiormente il divario rispetto ai livelli pre-pandemici, con una contrazione limitata all’8,7%, seguita dal Regno Unito (-12,6%). Più ampio il gap per Italia e Germania, entrambe ancora distanti di oltre il 20% dai volumi del 2019, mentre la Francia evidenzia la flessione più marcata (-26,3%).

Le differenze emergono con chiarezza anche sul fronte della transizione verso l’elettrico. Se Germania e Paesi del Nord Europa mostrano una penetrazione in costante crescita dei veicoli a batteria, l’Italia continua a scontare un ritardo strutturale. La quota di auto elettriche sul totale delle immatricolazioni resta infatti ben al di sotto della media europea, condizionata da politiche di incentivo discontinue, da prezzi ancora elevati e da una rete di ricarica percepita come insufficiente.

I dati confermano un’Europa a più velocità: a fronte di una media continentale pari al 19,5%, il Regno Unito guida la classifica con una quota del 23,4%, seguito da Francia (20%) e Germania (19,1%). Più distaccata la Spagna (8,8%), mentre l’Italia chiude la graduatoria dei grandi mercati, con le auto elettriche ferme al 6,2% delle nuove immatricolazioni.

Stime di un futuro in crescita

Lo sguardo al 2026 restituisce un quadro leggermente più costruttivo, almeno in alcuni mercati chiave. In Germania, l’annuncio di un piano di incentivi da 3 miliardi di euro a sostegno dei veicoli elettrici potrebbe fornire nuovo slancio alle immatricolazioni. Secondo le stime di Bloomberg, il mercato europeo dell’auto è destinato a tornare su un sentiero di crescita, mentre i costruttori cinesi sono attesi rafforzare ulteriormente la propria presenza, in particolare nel Regno Unito.

Restano tuttavia elementi di forte incertezza. «Il quadro complessivo del mercato dell’auto dell’Europa occidentale continua a destare grande preoccupazione», ha osservato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, richiamando l’assenza di una strategia industriale chiara da parte dell’Unione europea per affrontare la crisi del settore. Le aperture annunciate a dicembre rappresentano un primo segnale, ma appaiono ancora insufficienti, mentre il dibattito sugli effetti di lungo periodo sull’industria e sull’occupazione resta aperto.