Nvidia investe altri 2 miliardi in CoreWeave: focus su capacità di calcolo e nuova CPU
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Nvidia, oggi la società a maggiore capitalizzazione al mondo, ha annunciato una nuova operazione che segna un ulteriore passaggio nella sua strategia di espansione lungo la filiera dell’intelligenza artificiale. Dopo aver impegnato decine di miliardi di dollari nel comparto AI negli ultimi tre anni, il gruppo ha comunicato un investimento da 2 miliardi di dollari in CoreWeave, operatore statunitense specializzato in cloud computing ad alte prestazioni per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale. L’operazione si accompagna al debutto della CPU Vera, la prima volta in cui Nvidia propone un processore di questo tipo come prodotto standalone, segnando l’ingresso diretto in un segmento finora esterno al proprio perimetro storico.
Più che una semplice operazione finanziaria, l’investimento rappresenta un segnale di svolta strategica. Nvidia sta progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione oltre il dominio delle GPU, avvicinandosi a territori presidiati da Intel, AMD e dai grandi operatori cloud. Una mossa che rafforza il controllo sull’infrastruttura dell’AI, ma che riporta al centro del dibattito le questioni legate alla concorrenza, alla concentrazione del mercato e alla sostenibilità di un ciclo di investimenti sempre più intensivo in capitale.
Nuovi concorrenti per Nvidia
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia con cui Nvidia, grazie alla propria forza finanziaria, orienta l’evoluzione dell’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale. Il gruppo, con la maggiore capitalizzazione mondiale, ha destinato decine di miliardi di dollari a investimenti nel comparto AI, sostenendo la costruzione di nuove infrastrutture basate sui propri chip e rafforzando così il controllo lungo la catena del valore.
In questo contesto, l’ingresso nel mercato delle CPU segna un passaggio rilevante: Nvidia si posiziona in concorrenza diretta con Intel e AMD nei data center e, al tempo stesso, propone un’alternativa alle soluzioni sviluppate internamente dai grandi operatori cloud, come i processori Graviton di Amazon. Il nuovo chip Vera, finora adottato da CoreWeave, rompe con il passato, quando le CPU Nvidia erano disponibili esclusivamente all’interno di sistemi integrati. “Vera è completamente rivoluzionaria”, ha dichiarato il CEO Jensen Huang, lasciando intendere che l’adozione non resterà circoscritta a un singolo cliente. Forte di una posizione dominante nel mercato delle GPU, fondamentali per il training e l’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale, Nvidia amplia così il proprio perimetro anche verso il cuore computazionale dei sistemi, estendendo ulteriormente la propria influenza sull’architettura del computing di nuova generazione.
CoreWeave, una delle maggiori Ipo del 2025
CoreWeave, quotata in Borsa lo scorso anno in una delle IPO più rilevanti del 2025 e oggi valutata intorno ai 47 miliardi di dollari, si è affermata come uno dei principali “neocloud”: operatori di cloud computing altamente specializzati, costruiti attorno alle esigenze dell’intelligenza artificiale. L’ingresso di Nvidia nel capitale rappresenta un rafforzamento della struttura finanziaria della società, soprattutto perché contribuisce ad attenuare le criticità legate all’elevato fabbisogno di investimenti.
L’accordo prevede infatti un coinvolgimento diretto di Nvidia nel supporto all’acquisizione dei terreni e nell’approvvigionamento energetico delle infrastrutture, oltre alla promozione delle architetture e del software AI di CoreWeave presso partner cloud e grandi clienti corporate. Le dimensioni del piano industriale danno la misura dell’ambizione del progetto: una capacità prevista di cinque gigawatt, equivalente alla produzione di cinque grandi reattori nucleari, con un singolo gigawatt in grado di sostenere il fabbisogno energetico di circa 750.000 abitazioni statunitensi in un dato momento.
L’accordo: i circular deals
Le risorse messe a disposizione da Nvidia rappresentano una quota limitata, pari a circa il 2% degli investimenti complessivi che CoreWeave prevede di sostenere. Una percentuale contenuta che non ridimensiona, tuttavia, la portata del piano industriale “Quest’anno realizzeremo una quantità enorme di infrastrutture, e il ritmo accelererà ulteriormente nei prossimi tre anni”, ha affermato il CEO della neocloud. Prima dell’accordo annunciato a inizio settimana, Nvidia risultava già il quarto maggiore azionista di CoreWeave, con una partecipazione di circa il 6%, secondo dati Bloomberg.
Il gruppo di Santa Clara giustifica questa strategia con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli all’adozione dell’intelligenza artificiale. Ma la crescente entità degli investimenti incrociati tra i principali operatori del settore, sta alimentando interrogativi sui cosiddetti “circular deals”: operazioni in cui un’azienda investe in soggetti che sono al tempo stesso clienti strategici. Oltre a CoreWeave, Nvidia ha infatti assunto partecipazioni in realtà chiave dell’ecosistema AI come OpenAI, Anthropic e xAI, contribuendo a intrecciare sempre più strettamente capitale, tecnologia e domanda lungo l’intera filiera.
Di nuovo rischio bolla?
La strategia perseguita da Nvidia ha contribuito ad alimentare il dibattito su una possibile bolla dell’intelligenza artificiale, un’ipotesi che Jensen Huang e altri manager del settore continuano a ridimensionare. Secondo il CEO del gruppo, la velocità di adozione delle nuove tecnologie è tale da rendere già tangibili i ritorni sugli investimenti, mentre il principale fattore limitante resta la disponibilità di capacità di calcolo.
Sul piano operativo, i numeri non segnalano una decelerazione: Nvidia aveva stimato ricavi per circa 500 miliardi di dollari dai chip per data center entro la fine del 2026 e, nelle ultime settimane, ha indicato che le prospettive si sono ulteriormente rafforzate. In questo contesto, Huang ha ribadito che la domanda complessiva rimane “enorme”, suggerendo che la questione centrale per il settore non sia tanto l’eccesso di investimenti quanto la capacità dell’infrastruttura globale di tenere il passo con l’espansione dell’intelligenza artificiale.