Notizie Notizie Italia Dividendi Piazza Affari: Unipol svetta per generosità, ecco gli altri titoli nella top 5

Dividendi Piazza Affari: Unipol svetta per generosità, ecco gli altri titoli nella top 5

16 Gennaio 2026 08:44

Tra qualche settimana i nuovi piani industriali di big quali Intesa Sanpaolo (2 febbraio) e Unicredit (9 febbraio) potrebbero riservare sorprese positive per gli azionisti, alzando l’asticella dei dividendi distribuiti. In generale le attese per quest’anno sono di una continuazione del trend di rialzo dell’entità delle cedole.

Verso un anno di cedole record

Secondo le stime di Allianz Global Investors, i dividendi distribuiti dalle società dell’indice STOXX Europe 600 potrebbero raggiungere circa 454 miliardi di euro nel 2026, in aumento del 4% rispetto ai circa 437 miliardi di euro del 2025. Crescita più marcata, nell’ordine del 7%, per i dividendi delle società italiane incluse nell’indice STOXX Europe 600 che potrebbero distribuire circa 38,6 miliardi di euro di dividendi nel 2026.

Italia generosa, ma in Europa c’è chi fa meglio

Anche il dividend yield (il rapporto percentuale tra dividendo unitario distribuito e prezzo corrente dell’azione) segue il trend di aumento dei dividendi in termini assoluti: nel 2026 dovrebbe attestarsi al 3,2%. Per le società italiane incluse nello STOXX Europe 600 si prevede un dividend yield del 4,9% nel 2026.

L’Italia è quindi in prima linea sul fronte dei dividendi, ma nella classifica europea c’è chi è più generoso: la Norvegia, calcola AllianzGI, potrebbe conquistare il primo posto, con un dividend yield atteso del 5,8%.

Graduatoria a 5 anni: Unipol davanti a Banca Mediolanum e Intesa

Considerando l’indice Msci Italy, composto da 26 titoli, ben 23 società hanno alzato la cedola rispetto all’anno precedente, due l’hanno confermata e una sola l’ha tagliata.

Negli ultimi cinque anni a guidare la classifica per cedole più ricche figura Unipol, con uno rendimento (yield) medio del 7,38%; seguono a stretto giro Banca Mediolanum al 7,18% e Intesa Sanpaolo al 6,68%. A ridosso del podio Poste Italiane (6,23%) ed Eni (6,21%).

Guardando invece al valore assoluto delle cedole staccate, Enel primeggia con 5 miliardi medi staccati negli ultimi cinque anni, poi Intesa (4,2 miliardi), Stellantis (4 miliardi), Eni (3 mld) e Unicredit (2,4 mld).

Doppio ruolo dei dividendi in portafoglio

I dividendi costituiscono una parte significativa, e spesso ancora sottovalutata, del rendimento totale di un investimento azionario e sono ideali per generare un “reddito aggiuntivo”. Dallo studio Allianz Global Investors Dividend Study 2026 emerge infatti che negli ultimi 40 anni, quasi il 39% del rendimento totale annualizzato degli investimenti azionari con riferimento all’indice MSCI Europe è stato determinato dal contributo dei dividendi alla performance. Nel Nord America (MSCI North America) e nell’area Asia-Pacifico (MSCI Pacific), ai dividendi è attribuibile rispettivamente poco meno del 21% e poco più del 49% della performance complessiva.

“Grazie alla costanza delle politiche di distribuzione, i dividendi apportano anche stabilità al portafoglio. Inoltre, i portafogli composti da società con rapporti di distribuzione (payout ratio) più elevati mostrano una volatilità inferiore rispetto a quelli composti da azioni con un payout ratio basso”, afferma Hans-Jörg Naumer, autore dello studio sui dividendi e Director Capital Markets & Thematic Research presso AllianzGI.

I settori in prima linea per generosità

“Analizzando i settori, emerge che i portafogli che includono il 25% delle società con i dividendi più elevati sia nello STOXX Europe 600 che nell’S&P 500, presentano una quota significativamente maggiore di utility, telecomunicazioni e beni di consumo non ciclici. Al contrario, i portafogli con il 25% delle società con i dividendi più bassi, sono maggiormente investiti in tecnologia, beni di consumo ciclici ed energia”.

Le società che distribuiscono dividendi tendono inoltre ad avere una politica dei dividendi stabile, spesso orientata a ulteriori aumenti. Negli ultimi 20 anni, nello STOXX Europe 600, la stragrande maggioranza delle società ha aumentato i dividendi rispetto all’anno precedente, mentre solo una percentuale significativamente inferiore li ha ridotti. Hans-Jörg Naumer sottolinea: “Grazie alla loro crescita costante e alla loro significativa contribuzione ai rendimenti complessivi, i dividendi possono rappresentare una fonte valida per generare un reddito aggiuntivo dagli investimenti, che ad esempio può essere utilizzato per l’istruzione dei figli, le vacanze o per integrare la pensione, e questo è particolarmente importante in tempi di grandi cambiamenti”.