Notizie Notizie Italia Orcel punta Siena, Mps rovente in Borsa. Intanto analisti in coro alzano asticella tp su Unicredit

Orcel punta Siena, Mps rovente in Borsa. Intanto analisti in coro alzano asticella tp su Unicredit

14 Gennaio 2026 08:22

Se Oltreoceano è iniziata ieri la stagione delle trimestrali bancarie, con i numeri di JP Morgan sotto le attese, in Italia per i conti delle big del credito bisognerà attendere ancora qualche settimana. Il settore, grande protagonista in Borsa nel 2025, ha cominciato l’ano con intonazione ancora costruttiva e l’affiorare di nuovi potenziali scenari di risiko, in particolare la suggestiva ipotesi di un avvicinamento tra Mps e Unicredit.

Risiko banche, Orcel guarda a Mps?

Ieri Banca Mps ha messo a segno un’altra seduta positiva (+1,3% a 9,3 euro) bissando i rialzi di inizio settimana. Dopo le parole della premier Giorgia Meloni, che ha aperto a una futura cessione della quota in mano al Mef, tra gli operatori continuano a tenere banco i rumor di possibili discussioni tra Unicredit e Delfin per una possibile passaggio di consegne della quota del 17,5% in mano alla holding dei Del Vecchio.
Le ultime indiscrezioni dell’agenzia Reuters parlano di colloqui tra il ceo di Unicredit Andrea Orcel e e il presidente di Delfin, Francesco Milleri. “Per Unicredit implicherebbe un esborso di poco inferiore a 5 miliardi e la posizionerebbe come primo azionista di Mps, un primo step verso una potenziale acquisizione integrale della banca, oltre a costituire una leva per esplorare possibili spazi di collaborazione con Generali”, è la view di Equita che stima, in caso di acquisizione interamente in cassa, un impatto negativo sul CET1 pari a circa -160bps, con un CET1 pro-forma che si attesterebbe in area 13%.

Conti Unicredit in arrivo l’8 febbraio

Intanto ieri Unicredit ha reso noto che il cda chiamato ad approvare i risultati del quarto trimestre e dell’anno 2025 si riunirà l’8 febbraio, con presentazione dei risultati al mercato (pubblicazione e conference call del ceo Andrea Orcel) il giorno successivo.

L’istituto di piazza Gae Aulenti è atteso continuare a macinare utili anche se a un ritmo inferiore rispetto alla prima metà dell’anno. La preview di Banca Akros indica Unicredit un quarto trimestre 2025 con un utile netto di 1.716 milioni di euro (-13% su base annua, contro un consensus di 1.977 milioni). ricavi in calo del 5% su base annua che beneficeranno della crescita delle commissioni (+2% su base annua) e dei proventi assicurativi, mentre il margine di interesse netto dovrebbe diminuire del 10% su base annua. “Il risultato netto dovrebbe risentire negativamente delle azioni previste dal management a sostegno della futura crescita della redditività”, asseriscono gli analisti della merchant bank milanese che vede i costi operativi (+3% su base annua) continuare a essere ben sotto controllo e coefficiente CET1 in area 14,2%.

Per il nuovo anno Akros indica un utile netto 2026 pari a 10.344 milioni di euro, contro i 10,59 miliardi di euro del consensus, per poi salire progressivamente11 miliardi nel 2027 e 11,44 mld nel 2028.

Tra gli analisti prevalgono i buy su UCG

In generale tra gli analisti prevalgono i giudizio positivi sul titolo Unicredit. Il 58,3% dice buy, il 29,2% è hold, mentre il 12,5% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 74,12 euro, con quindi un potenziale upside del 3,7%.

Akros nei gironi scorsi ha ritoccato al rialzo le stime su Unicredit con target price passato da 65 a 72 euro (rating neutral). Lunedì invece JP Morgan ha incrementato il prezzo obiettivo a 83 euro dai precedenti 78 euro con raccomandazione “overweight”. Tra i più positivi spicca anche Bank of America che nei giorni scorsi ha alzato il target da 80 a 85 euro indicando UniCredit sulla buona strada per toccare i 12 miliardi di euro di profitti entro il 2027, ossia il 6% sopra al consensus.