Orcel punta Siena, Mps rovente in Borsa. Intanto analisti in coro alzano asticella tp su Unicredit
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Se Oltreoceano è iniziata ieri la stagione delle trimestrali bancarie, con i numeri di JP Morgan sotto le attese, in Italia per i conti delle big del credito bisognerà attendere ancora qualche settimana. Il settore, grande protagonista in Borsa nel 2025, ha cominciato l’ano con intonazione ancora costruttiva e l’affiorare di nuovi potenziali scenari di risiko, in particolare la suggestiva ipotesi di un avvicinamento tra Mps e Unicredit.
Risiko banche, Orcel guarda a Mps?
Ieri Banca Mps ha messo a segno un’altra seduta positiva (+1,3% a 9,3 euro) bissando i rialzi di inizio settimana. Dopo le parole della premier Giorgia Meloni, che ha aperto a una futura cessione della quota in mano al Mef, tra gli operatori continuano a tenere banco i rumor di possibili discussioni tra Unicredit e Delfin per una possibile passaggio di consegne della quota del 17,5% in mano alla holding dei Del Vecchio.
Le ultime indiscrezioni dell’agenzia Reuters parlano di colloqui tra il ceo di Unicredit Andrea Orcel e e il presidente di Delfin, Francesco Milleri. “Per Unicredit implicherebbe un esborso di poco inferiore a 5 miliardi e la posizionerebbe come primo azionista di Mps, un primo step verso una potenziale acquisizione integrale della banca, oltre a costituire una leva per esplorare possibili spazi di collaborazione con Generali”, è la view di Equita che stima, in caso di acquisizione interamente in cassa, un impatto negativo sul CET1 pari a circa -160bps, con un CET1 pro-forma che si attesterebbe in area 13%.
Conti Unicredit in arrivo l’8 febbraio
Intanto ieri Unicredit ha reso noto che il cda chiamato ad approvare i risultati del quarto trimestre e dell’anno 2025 si riunirà l’8 febbraio, con presentazione dei risultati al mercato (pubblicazione e conference call del ceo Andrea Orcel) il giorno successivo.
L’istituto di piazza Gae Aulenti è atteso continuare a macinare utili anche se a un ritmo inferiore rispetto alla prima metà dell’anno. La preview di Banca Akros indica Unicredit un quarto trimestre 2025 con un utile netto di 1.716 milioni di euro (-13% su base annua, contro un consensus di 1.977 milioni). ricavi in calo del 5% su base annua che beneficeranno della crescita delle commissioni (+2% su base annua) e dei proventi assicurativi, mentre il margine di interesse netto dovrebbe diminuire del 10% su base annua. “Il risultato netto dovrebbe risentire negativamente delle azioni previste dal management a sostegno della futura crescita della redditività”, asseriscono gli analisti della merchant bank milanese che vede i costi operativi (+3% su base annua) continuare a essere ben sotto controllo e coefficiente CET1 in area 14,2%.
Per il nuovo anno Akros indica un utile netto 2026 pari a 10.344 milioni di euro, contro i 10,59 miliardi di euro del consensus, per poi salire progressivamente11 miliardi nel 2027 e 11,44 mld nel 2028.
Tra gli analisti prevalgono i buy su UCG
In generale tra gli analisti prevalgono i giudizio positivi sul titolo Unicredit. Il 58,3% dice buy, il 29,2% è hold, mentre il 12,5% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 74,12 euro, con quindi un potenziale upside del 3,7%.
Akros nei gironi scorsi ha ritoccato al rialzo le stime su Unicredit con target price passato da 65 a 72 euro (rating neutral). Lunedì invece JP Morgan ha incrementato il prezzo obiettivo a 83 euro dai precedenti 78 euro con raccomandazione “overweight”. Tra i più positivi spicca anche Bank of America che nei giorni scorsi ha alzato il target da 80 a 85 euro indicando UniCredit sulla buona strada per toccare i 12 miliardi di euro di profitti entro il 2027, ossia il 6% sopra al consensus.