Intesa Sanpaolo cerca sponda nuovo piano per accendere la Borsa. I nuovi target degli analisti sul titolo
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Doppio appuntamento il 2 febbraio per Intesa Sanpaolo. La maggiore banca italiana per attivi diffonderà i conti del quarto trimestre 2025 e contestualmente toglierà i veli dal nuovo piano strategico al 2028.
Serve assist per nuovo allungo in Borsa
Il mercato attende al varco numeri e obiettivi a medio-lungo termine per trovare nuovi spunti rialzisti sul titolo che negli ultimi 12 mesi ha messo a segno un rally del 46% e lo scorso 6 gennaio ha toccato i nuovi massimi intraday a 6,10 euro. La market cap è di quasi 104 miliardi, dietro di circa 3 miliardi Unicredit (107 mld) che con il prepotente rally dello scorso anno l’ha superata al primo posto tra i pesi massimi del listino milanese.
La presentazione del nuovo piano sarà occasione per un aggiornamento circa le intenzioni di Intesa sul fronte M&A. Il fermento è alto – con Unicredit in prima linea – e gli analisti sottolineano come per l’Italia si tratti del round di consolidamento più importante degli ultimi 20 anni, ma Intesa per ora si è mantenuta ben distante da ogni discorso. Il ceo Carlo Messina sarà probabilmente sollecitato sulle possibili mosse nell’asset management con il mercato che periodicamente riaccende la speculazione su possibili abboccamenti con Generali dopo che per Trieste è saltato l’accordo nell’asset management con il francesi di Natixis. Un’alleanza tra le due big italiane creerebbe un polo nazionale di wealth management di dimensioni importanti con oltre 1.500 miliardi di euro di AuM. Intesa Sanpaolo è già il primo gestore in Italia, con il suo polo di wealth management che ha raggiunto 909 miliardi di AuM nel primo semestre.
Preview conti quarto trimestre
La preview di Banca Akros indica per il quarto trimestre un utile netto di Intesa in area 1,504 miliardi di euro, invariato su base annua, contro un consensus di 1,845 miliardi. “Prevediamo che la pressione sul margine di interesse (-3% su base annua) sarà interamente compensata dall’aumento dei proventi da commissioni (+4% su base annua) e dei proventi da negoziazione (stimati a 40 milioni)”, osservano gli analisti che hanno raccomandazione “accumulate” su Intesa con target price a 6,4 euro. I costi operativi dovrebbero rimanere sotto controllo, mentre a livello di ratio patrimoniali il CET1 pro-forma fully phased-in è atteso al 13,8%.
Nel terzo trimestre Intesa ha riportato utili netti pari a 2,4 miliardi di euro, portando il totale sui nove mesi dell’anno a 7,6 miliardi di euro. Per l’intero anno l’istituto guidato da Carlo Messina stima un utile netto a “ben oltre” 9 miliardi.
Le attese per il nuovo anno
Guardando al nuovo anno, Akros indica un utile netto 2026 di 9,56 miliardi di euro contro il consensus di 10,1 miliardi, per poi salire a 10,51 miliardi nel 2028. Relativamente al nuovo business plan, Banca Akros si aspetta un’ulteriore accelerazione delle commissioni di gestione e protezione del patrimonio, l’ottimizzazione dei costi e l’attenzione alla remunerazione degli azionisti (con l’attuale payout del 70% da considerare come un minimo).
Coro di buy sul titolo
Tra gli analisti prevalgono ancora i buy sul titolo Intesa. Il 63% dice ‘buy’, il 22,2% è ‘hold’, mentre il 14,8% ha un giudizio ‘sell’. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 6,4 euro, con un rendimento potenziale del 7% circa rispetto ai livelli attuali.
Tra i più positivi su Intesa spicca Morgan Stanley che dice buy e indica 7,2 euro come prezzo obiettivo; target a 7,1 euro invece quello indicato da Equita. Di contro Goldman Sachs è tra i più cauti con il giudizio sull’’istituto capitanato da Carlo Messina fermo a neutral con tp a 6,1 euro ritenendo ci siano pochi catalizzatori rimasti in grado di spingere ulteriormente la capitalizzazione.
Infine, Bank of America settimana scorsa ha incrementato il prezzo obiettivo su Intesa da 6 a 6,5 euro.