Bce, luci e ombre nelle aspettative dei consumatori: inflazione stabile, crescita in calo, mutui meno cari
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Luci e ombre nelle aspettative dei consumatori nell’area euro. Sono rimaste stabili lo scorso novembre le aspettative di inflazione, mentre sono leggermente peggiorate quelle riguardanti l’economia. Al palo le prospettive di crescita e il mercato del lavoro. Migliora l’attesa sul prezzo dei mutui. I dati emergono dalla rilevazione effettuata dalla Bce, che coinvolge mensilmente un campione di 19.000 persone di 11 paesi dell’area valutaria, tra cui l’Italia.
L’inflazione percepita
L’inflazione percepita dai consumatori sull’insieme degli ultimi 12 mesi è rimasta invariata al 3,1% per il decimo mese consecutivo. Di fatto l’inflazione che la media dei consumatori nell’area valutaria ritiene di subire è di circa un punto percentuale superiore a quella rilevata da Eurostat.
Tutte le misure sulle aspettative di inflazione sono rimaste invariate: al 2,8% per i prossimi 12 mesi, al 2,5% per i prossimi 3 anni e al 2,2% per i prossimi 5 anni.
Nel dettaglio, l’evoluzione generale delle percezioni e delle aspettative di inflazione è rimasta relativamente allineata tra le fasce di reddito. Gli intervistati più giovani (18-34 anni) hanno continuato a segnalare percezioni e aspettative di inflazione inferiori rispetto agli intervistati più anziani (35-54 anni e 55-70 anni).
Crescita al palo
Per la crescita economica, i cittadini pensano che l’economia sia in contrazione, laddove le previsioni ufficiali delle varie istituzioni Ue stimano crescita, per quanto moderata. Le attese dei consumatori per i prossimi 12 mesi sono leggermente peggiorate al -1,3%, a fronte del -1,1% della rilevazione precedente. Le aspettative sulla disoccupazione sono invece leggermente migliorate al 10,9% a novembre, dall’11% di ottobre.
Per quanto riguarda le attese sui redditi nominali, sono rimaste invariate ad un più 1,2%, sempre sui prossimi 12 mesi, mentre la percezione della crescita delle spese è leggermente aumentata al 5%, dal 4,9% di ottobre. Le aspettative sulla crescita della spesa nominale per i prossimi 12 mesi si sono limate al 3,4%, dal 3,5% di ottobre.
Redditi fermi e disoccupazione
Le aspettative di crescita del reddito nominale dei consumatori nei prossimi 12 mesi sono rimaste invariate all’1,2% a novembre. La crescita percepita della spesa nominale nei 12 mesi precedenti è aumentata al 5%, dal 4,9% di ottobre. La crescita della spesa nominale a un anno è scesa al 3,4%, dal 3,5% di ottobre, con gli intervistati nei tre quintili di reddito più bassi che hanno mostrato aspettative di crescita della spesa leggermente superiori rispetto a quelli nei due quintili più alti.
Come nei mesi precedenti, le famiglie a basso reddito prevedevano il tasso di disoccupazione più alto nei 12 mesi successivi (13,4%), mentre le famiglie a reddito più alto prevedevano il tasso più basso (9,4%). I consumatori hanno continuato ad aspettarsi che il tasso di disoccupazione futuro fosse solo leggermente superiore al tasso di disoccupazione percepito attuale (10,4%), suggerendo prospettive di mercato del lavoro sostanzialmente stabili.
Accesso all’alloggio e al credito
I consumatori si aspettavano che il prezzo della loro casa aumentasse del 3,4% nei successivi 12 mesi, in calo rispetto a ottobre (3,5%). Il dato è rimasto sostanzialmente allineato tra le diverse categorie di reddito, attestandosi rispettivamente al 3,5% e al 3,2%.
Guardano ai mutui le aspettative sono scese al 4,6% a novembre, dal 4,7% di ottobre. Come nei mesi precedenti, le famiglie a basso reddito si aspettavano i tassi di interesse sui mutui più elevati nei prossimi 12 mesi (5,3%), mentre le famiglie a reddito più elevato si aspettavano i tassi più bassi (4,1%). La percentuale netta di famiglie che segnalavano un inasprimento (rispetto a quelle che segnalavano un allentamento) dell’accesso al credito nei 12 mesi precedenti è diminuita rispetto a ottobre, mentre la percentuale netta di famiglie che prevedevano condizioni di credito più restrittive nei prossimi 12 mesi è rimasta invariata.