Caos Francia, Lecornu si dimette. Borsa di Parigi ko, ansia sugli Oat
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Sébastien Lecornu, nominato premier da Emmanuel Macron solo alcune settimane fa, ha rassegnato le dimissioni, accettate dall’Eliseo.
Il governo di Sébastien Lecornu passa alla storia come il più breve della storia repubblicana francese e getta nuovamente nel caos il paese transalpino. Il premier in pectore, designato da Emmanuel Macron lo scorso 9 settembre, ha rassegnato le dimissioni travolto da un intreccio di tensioni parlamentari, fragilità economiche e diffidenza dei mercati.
Il governo di “continuità” cade prima di iniziare
Il cosiddetto “gabinetto di continuità”, annunciato da Lecornu a fine settembre, avrebbe dovuto rappresentare la transizione ordinata dopo la caduta del governo Bayrou. Si è invece rivelato un déjà-vu politico sulla falsariga dell’instabilità governativa che ha segnato la Francia in questi ultimi anni.
Ieri Lecornu aveva diramato la lista dei 18 ministri del nuovo esecutivo, i cui due terzi faceva già parte del precedente esecutivo. Questo segnale di conservazione ha irritato la sinistra e deluso i centristi, trasformando il nuovo governo in un bersaglio bipartisan nel corso della travagliata giornata di ieri.
Tra gli investitori cresce il timore che la crisi politica sfoci in elezioni anticipate. Jordan Bardella, presidente di Rassemblement national, ha subito invocato che il presidente Emmanuel Macron sciolga l’Assemblea Nazionale andando quindi ad elezioni anticipate. “Non ci può essere stabilità senza un ritorno alle urne e senza lo scioglimento dell’Assemblea nazionale”, ha detto Bardella stamattina dopo l’annuncio delle dimissioni di Lecornu.
Il contraccolpo sui mercati: spread Oat-Bund ai massimi da nove mesi
La crisi politica si è immediatamente riflessa sui mercati azionari obbligazionari. Immediatamente dopo l’annuncio di stamattina delle dimissioni la Borsa di Parigi ha virato in forte rosso arrivando a cedere il 2%. Spiccano i crolli delle banche con Societe Generale che arretra del 6,7%, Bnp Paribas segna -5,7% e Credit Agricole fa -5,3%.
Banche che pagano impennarsi del rischio paese con vendite sui titoli di Stato transalpini. Il premio di rischio sui titoli francesi a dieci anni rispetto ai Bund tedeschi è salito a 86 punti base, il livello più alto da gennaio, dopo aver toccato a fine 2024 un picco di 90 punti, il massimo dal 2012. Il rendimento del decennale francese è balzato di sette punti base al 3,58%, segnale della crescente sfiducia degli investitori nella stabilità politica e nella sostenibilità dei conti pubblici.
Una spada di Damocle sulla Francia è rappresentata dalla stesura del budget 2026, cruciale per ridurre in modo significativo il deficit che risulta tra i più alti dell’Eurozona.
Negli ultimi mesi la Banque de France, per voce del governatore François Villeroy de Galhau, ha ammonito che l’impasse politica stava diventando un freno per l’economia: “La Francia deve ritrovare coesione istituzionale per evitare che il debito soffochi la crescita.
Il caso Francia torna a spaventare l’Europa
Il rialzo dello spread Francia-Germania riaccende timori di contagio finanziario nell’Eurozona. Con un differenziale a 86 punti base, Parigi rimane sotto la lente dei mercati.
Per la Banca Centrale Europea, l’instabilità francese è un test di credibilità: un Paese core dell’area euro non può permettersi di scivolare in una spirale di sfiducia. Se la volatilità dovesse protrarsi, la pressione sui titoli periferici – Italia in primis – potrebbe intensificarsi, riaprendo la questione della coesione finanziaria europea a soli sei mesi dalle elezioni continentali.