Notizie Notizie Italia Fmi su Italia: “Resiliente, ma manca produttività”. Scontro sulla Flat Tax

Fmi su Italia: “Resiliente, ma manca produttività”. Scontro sulla Flat Tax

16 Settembre 2025 09:29

Un’Italia resiliente, ma poco produttiva e che deve cancellare la flat tax. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) scatta una fotografia con poche luci e molte ombre sull’economia italiana meritevole “in un contesto di incertezza economica globale” di aver investito e applicato in modo rigoroso il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.

Molti i “ma” evidenziati nel focus sull’Italia tracciato dall’Fmi.

I meriti

Secondo Lone Christiansen, il capo missione per il Belpaese del Fondo monetario internazionale, gli investimenti sono stati uno dei fattori chiave che hanno sostenuto la crescita dello 0,7% lo scorso anno, in particolare attraverso la solida attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Anche il mercato del lavoro ha registrato buone performance, con un aumento dei posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato. E nonostante l’aumento dell’incertezza commerciale di quest’anno, la quota di occupati in percentuale sulla popolazione in età lavorativa ha raggiunto un livello record.

I punti deboli

Tuttavia, Roma dovrebbe “raddoppiare gli sforzi di riforma” per aumentare la produttività e stimolare la partecipazione alla forza lavoro, così da aiutare la crescita frenata in parte dall’invecchiamento della popolazione.

Il contesto non è dei più semplici: si profilano diverse sfide e rischi, molti dei quali provenienti dall’esterno. Uno di questi è l’incertezza commerciale e i nuovi dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. In effetti, dati recenti indicano già che il commercio ne sta risentendo. Anche l’intensificarsi dei conflitti regionali, che fa aumentare i prezzi delle materie prime, rappresenta un rischio, poiché l’Italia dipende dalle importazioni di energia. E le condizioni meteorologiche estreme potrebbero danneggiare l’agricoltura e il turismo

Non solo, il Fmi “raccomanda all’Italia di procedere ad un consolidamento fiscale più ampio rispetto a quanto previsto per quest’anno e il prossimo”, perché si prevede che “il tasso di interesse sul debito pubblico supererà la crescita economica” e che l’invecchiamento della popolazione aumenterà la pressione sulla spesa pensionistica e sanitaria.

La fiscalità

“Il buon andamento fiscale dello scorso anno ha determinato un avanzo primario dello 0,4%, il che rappresenta un ottimo inizio. Guardando al futuro, il governo è determinato ad abbattere l’elevato debito e il piano fiscale-strutturale a medio termine conferma tale impegno”, ha aggiunto Christiansen, osservando come il raggiungimento di un avanzo primario pari al 3% del Pil entro il 2027 sarebbe l’obiettivo. Centrarlo “contribuirà a ridurre il debito e ad aumentare la fiducia degli investitori”, ha spiegato.

Un aumento del consolidamento fiscale potrebbe essere realizzato concentrando gli sforzi sulla “correzione delle distorsioni dell’economia.

Il riferimento riguarda i lavoratori autonomi. Occorrerebbe perseverare verso il rafforzamento dell’adempimento fiscale, razionalizzare le spese fiscali ed “eliminare il regime forfettario preferenziale applicabile ai lavoratori autonomi. La limitazione delle garanzie pubbliche rafforzerebbe la resilienza e ridurrebbe i rischi”, ha osservato Christiansen.

In merito, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha invece ribadito che il Governo “vuole estendere la flat tax, l’ultima cosa intelligente è cancellare l’aliquota al 15%”.

Donne e lavoro

Per compensare il calo del numero di persone in età lavorativa e ravvivare la produttività, l’Italia – secondo l’istituto di Washington – dovrebbe promuovere la partecipazione delle donne alla forza lavoro, adottare politiche che valorizzino il capitale umano e definirne altre che sostengano il settore privato nella produzione e in una più rapida adozione dell’innovazione.

Una annosa questione che l’Fmi liquida con qualche numero. “Un pacchetto di riforme volto ad incrementare la partecipazione delle donne, ad aumentare il livello delle competenze e rafforzare la produttività potrebbe determinare un aumento della crescita annua compreso fra 0,1 e 0,4 punti percentuali” fra il 2025 e il 2026, ha messo in evidenza lo studio.

Il genio italico e mercato unico

Le imprese italiane, ha osservato ancora il Fmi, hanno difficoltà a espandersi o generare nuove idee e questo è frutto di una combinazione di fattori nazionali e comunitari, quali la frammentazione del mercato europeo.

D’altra parte, molte piccole imprese hanno difficoltà a reperire finanziamenti di capitale di rischio per l’innovazione e i professionisti qualificati scarseggiano. Paradossalmente, alcuni incentivi fiscali per le piccole imprese ne ostacolano la crescita. Affrontare questi vincoli è essenziale per promuovere l’innovazione e l’adozione della tecnologia.

“Ecco perché è importante consolidare il mercato unico e l’unione dei mercati finanziari. I vantaggi congiunti degli interventi nazionali ed europei – ha concluso Christiansen – potrebbero essere determinanti per risollevare le prospettive di crescita dell’Italia”.