Oro, una nuova fase rialzista: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
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Dopo un periodo di relativa stabilità, l’oro sta vivendo una (nuova) fase di forte crescita, alimentata da una combinazione di fattori economici, geopolitici e di mercato. Dall’inizio dell’anno l’oro spot ha messo a segno una performance positiva (quasi +39% YTD), con un’ulteriore accelerazione nell’ultimo mese.
“Con le aspettative di un taglio dei tassi della Fed e le persistenti tensioni geopolitiche, l’oro si è stabilizzato in una fase di consolidamento ‘high-level'”, afferma Dilin Wu, research strategist di Pepperstone, sottolineando che questa settimana, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti e la riunione del FOMC sono gli eventi chiave da monitorare, che potrebbero potenzialmente determinare la ripresa di un trend direzionale dell’oro.
Ma quali sono le prospettive per il metallo prezioso nei prossimi mesi? Il meglio deve ancora venire, secondo alcuni esperti.
Le nuove stime di UBS Global Wealth Management
Per Mark Haefele, chief investment officer di UBS Global Wealth Management, il metallo giallo ha ripreso slancio in un contesto in cui i mercati scommettono sempre più su possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Nonostante l’oro abbia già registrato un incremento di quasi il 40% nel corso del 2025, confermandosi tra gli asset con le migliori performance dell’anno, Haefele evidenzia che il rialzo potrebbe non essere ancora concluso. Le nuove stime prevedono un possibile raggiungimento di 3.900 dollari all’oncia entro giugno 2026, in aumento rispetto ai precedenti 3.700.
Oro: cosa sostiene il rally
Ma cosa spinge il rialzo? Secondo l’analista di UBS, il sostegno ai prezzi deriva principalmente dalla riduzione dei rendimenti reali, che dovrebbe continuare man mano che la Fed riprende l’allentamento monetario, mentre le pressioni sui prezzi restano presenti. In questo scenario, la domanda di oro potrebbe toccare livelli record non visti dal 2011. L’incertezza economica, geopolitica e normativa rafforza l’importanza di includere l’oro come copertura nei portafogli. La strategia consigliata rimane long, con una percentuale di allocazione a cifra singola per chi mostra maggiore affinità con il metallo.
Secondo Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte, il rally dell’oro, iniziato in agosto dopo mesi di oscillazioni tra 3.200 e 3.400 dollari l’oncia, è principalmente guidato da motivazioni geopolitiche. Dal 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina e il congelamento delle riserve valutarie russe, molte banche centrali hanno iniziato a diversificare le loro riserve spostando quote significative dal dollaro all’oro.
La domanda da parte delle banche centrali è cresciuta in modo significativo dice Cesarano. La Banca Centrale polacca ha registrato acquisti record sia nel 2024 che nel 2025, mentre quella ceca figura tra i primi sei acquirenti a livello mondiale. Alcune istituzioni, inoltre, richiedono la restituzione dei depositi aurei detenuti all’estero, come nel caso della Bundesbank con la Federal Reserve e dell’India con la Bank of England. Questi fattori geopolitici hanno assunto oggi un peso maggiore rispetto agli elementi tradizionali, come il valore del dollaro o i tassi reali. Anche l’influenza degli ETF fisici sull’andamento dell’oro appare marginale, nonostante i record storici registrati tra il 2023 e il 2024.
Cesarano osserva infine che due grandi detentori di riserve globali, Cina e India, detengono ancora una quota relativamente bassa di oro (rispettivamente 7% e 13%). Se questi Paesi portassero le loro riserve tra il 40% e il 50%, ciò comporterebbe acquisti per 1.000-1.300 miliardi di dollari, quasi l’intera produzione annuale mondiale, pari a 3.600 tonnellate nel 2024. Questo significa che anche un piano quadriennale di accumulo da parte di poche banche centrali potrebbe assorbire la produzione globale, senza considerare la domanda aggiuntiva di altri Paesi.
L’oro nei portafogli
In questo contesto, naturalmente, gli investitori dovrebbero sempre considerare l’oro all’interno delle allocazioni complessive del portafoglio secondo Kowshik e Bindelli di Lombard Odier. “Continuiamo a valorizzare il ruolo dell’oro nei portafogli come strumento di diversificazione e copertura del rischio, e come complemento ad altre esposizioni in un contesto che riteniamo ancora favorevole a un approccio equilibrato al rischio di investimento” concludono gli esperti.