Asset digitali boom in Borsa. Da Gemini alle prossime Ipo crypto
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Gemini Space Station, la società di criptovalute fondata da Cameron e Tyler Winklevoss, ha fissato il prezzo dell’Ipo a 28 dollari per azione, un valore superiore al range previsto, compreso tra 24 e 26 dollari, il che porterebbe la società a una valutazione di 3,3 miliardi di dollari. Per le criptovalute è un momento d’oro e anche sulla spinta del presidente Usa Donald Trump, le quotazioni nel settore si moltiplicano.
Il caso Gemini
Fondata dai fratelli Winklevoss nel 2014, Gemini a fine luglio deteneva oltre 21 miliardi di dollari di asset sulla sua piattaforma.
Le sue azioni saranno negoziate sul Nasdaq con il simbolo “GEMI”. La società e gli azionisti venditori hanno concesso ai propri sottoscrittori – guidati da Goldman Sachs, Citigroup e Morgan Stanley – un’opzione di 30 giorni per vendere rispettivamente ulteriori 452.807 e 380.526 azioni. Fino al 30% delle azioni offerte sarà riservato agli investitori al dettaglio tramite Robinhood, SoFi, Futu Securities con sede a Hong Kong, Moomoo Financial di Singapore, Webull e altre piattaforme.
Nel 2024 Gemini ha registrato una perdita netta di 159 milioni di dollari e nella prima metà del 2025 ha perso 283 milioni di dollari.
Ma, nonostante questo, la fiducia nei suoi confronti non manca. Anzi, Gemini ha ricevuto un’importante conferma a livello istituzionale quando il Nasdaq ha annunciato un investimento strategico di 50 milioni di dollari nella società crypto. Tra i due si prepara una business combination. Il Nasdaq sta cercando di offrire ai propri clienti l’accesso ai servizi di custodia di Gemini e di acquisire un partner di distribuzione per il suo sistema di gestione delle transazioni noto come Calypso.
Esempi di successo
Le società operanti nel settore crypto e blockchain continuano ad attirare l’attenzione degli investitori.
In un’altra quotazione pubblica, le azioni di Figure Technologies hanno debuttato giovedì sul Nasdaq, con un balzo del 24,4% nel primo giorno di negoziazione. Sebbene lpo di Figure abbia avuto successo, non ha eguagliato l’interesse degli investitori per la stablecoin Circle e il crypto exchange Bullish. Circle ha aumentato la sua Ipo per raccogliere 1 miliardo di dollari e le sue azioni sono balzate del 167% nel primo giorno di negoziazione
D’altra parte l’emittente di crypto exchange-traded fund (ETF) Bitwise aveva previsto che il 2025 sarebbe stato l’anno delle Ipo del settore delle cripto.
Ma chi sono i prossimi candidati? La crypto exchange Kraken, la crypto bank Anchorage Digital e la società di analisi blockchain Chainalysis.
Sebbene non si tratti di un’Ipo, anche Mega Matrix, società editrice di videogiochi trasformata in società di tesoreria di asset digitali, ha visto le sue azioni salire dopo aver annunciato l’intenzione di guardare verso il settore delle stablecoin: negli ultimi sei mesi ha segnato un rialzo del 150%
I numeri di settore e il trend
A luglio si è verificato un notevole rafforzamento nel comparto di criptovalute. La capitalizzazione complessiva di questo segmento di mercato ha registrato un’impennata del 13,3%. Secondo una ricerca di Binance Research, a tale fenomeno hanno contribuito il raggiungimento di nuovi massimi da parte del Bitcoin, un crescente interesse da parte di investitori istituzionali nei confronti degli asset digitali di maggiore rilievo, e un quadro normativo sempre più favorevole, reso ancora più solido da recenti aggiornamenti legislativi negli Stati Uniti. Il tutto è stato ulteriormente favorito da una ritrovata propensione al rischio tra gli investitori, alimentata da un quadro macroeconomico che appare in miglioramento. Nonché dalle previsioni di un’imminente riduzione dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Secondo Moneyfarm, “l’attenzione degli investitori sembra dunque orientarsi con sempre maggiore convinzione verso la componente tecnologica delle criptovalute, con particolare riferimento alle applicazioni della finanza decentralizzata (DeFi), che oggi rappresentano uno dei segmenti innovativi del mercato”. Gli ETP collegati a ETH hanno infatti raccolto afflussi netti record per 4 miliardi di dollari, mentre gli strumenti su Bitcoin hanno registrato deflussi per circa 600 milioni.
Non solo, “a influenzare il sentiment ha sicuramente contribuito la decisione della Federal Reserve di chiudere il suo programma di vigilanza speciale sulle attività bancarie legate a criptovalute e fintech, integrandole nei consueti processi di supervisione. Il mercato ha interpretato la mossa come il segnale di un atteggiamento più accomodante da parte del regolatore, con potenziali implicazioni favorevoli in termini di una maggiore integrazione dei servizi crypto nel sistema bancario tradizionale e di sviluppo di nuove soluzioni in ambito DeFi”.