Notizie Notizie Mondo Addio doppia A, Francia mai così in basso. Ecco i riflessi su Btp e mosse Bce

Addio doppia A, Francia mai così in basso. Ecco i riflessi su Btp e mosse Bce

15 Settembre 2025 09:30

Downgrade doveva essere e downgrade è stato. Parigi finisce sotto la scure delle agenzie di rating con Fitch che venerdì sera ha abbassato di un gradino il merito di credito della Francia da AA- ad A+, il livello più basso mai registrato nel paese, con Outlook stabile e avvertendo che senza un’azione rapida, il debito della nazione continuerà a gonfiarsi.

L’avvertimento di Fitch: debito schizzerà al 121% del Pil

Fitch vede il debito pubblico transalpino continuare a lievitare nei prossimi anni arrivando al 121% del pil nel 2027 dal 113,2% di fine 2024. “Il crescente indebitamente pubblico limita la capacità di rispondere a nuovi shock senza un ulteriore deterioramento delle finanze pubbliche”, spiega l’agenzia di rating che vede l’ennesima crisi di governo, con la caduta dell’esecutivo Bayrou, come emblema della crescente frammentazione e polarizzazione della politica interna. Dalle elezioni legislative del 2024, la Francia ha avuto tre governi diversi. “Questa instabilità indebolisce la capacità del sistema politico di realizzare un sostanziale risanamento di bilancio e rende improbabile che il deficit possa scendere sotto il 3% del pil entro il 2029”, si legge nel report con cui Fitch ha accompagnato il taglio del rating.

Parigi all’angolo, ma per i mercati è una “non notizia”

Parigi prende atto della decisione di Fitch e il nuovo premier Sébastien Lecornu è al lavoro nell’arduo compito di compattare le forse politiche “in vista dell’adozione di una finanziaria per la nazione, allo scopo di proseguire gli sforzi di risanamento delle nostre finanze pubbliche”, rimarca il ministro dell’Economia uscente, Eric Lombard.

Il debito francese aumenta di 5.000 euro al secondo. L’ex primo ministro François Bayrou aveva cercato di tagliare bruscamente la spesa per domare il deficit, ma le sue proposte hanno trovato lo sbarramento della maggioranza dei partiti. Sui social media, Bayrou ha bollato la Francia “un paese le cui élite la portano a rifiutare la verità ed è condannata a pagarne il prezzo”.

Moderata per il momento la reazione degli investitori. I contratti futures con scadenza dicembre per i titoli di Stato francesi a 10 anni sono scesi di circa lo 0,1% in avvio di giornata. Gli operatori avevano ampiamente previsto un declassamento, il che significa che la cattiva notizia di venerdì era già stata in gran parte prezzata. “Non sorprende che il debito francese e l’euro non abbiano reagito in modo significativo alla decisione di Fitch – spiegano gli esperti di Ing – e adesso l’attenzione è rivolta alla rapidità, se mai ci riuscirà, con cui il nuovo primo ministro francese Sébastien Lecornu riuscirà a concentrare l’attenzione di un’Assemblea Nazionale eterogenea sulla strada impopolare ma essenziale del consolidamento fiscale”.
La prossima agenzia ad esprimersi sulla Francia sarà S&P Global a novembre.

Btp meglio degli Oat, per analisti il trend continuerà

Settimana scorsa si è consumato momentaneamente il sorpasso dei Btp verso gli Oat con Roma e Parigi che  si contendono il non invidiabile primato di Paese più rischioso agli occhi degli investitori. “Un ulteriore deterioramento del sentiment nei confronti della Francia potrebbe portare a un ulteriore apprezzamento dei Btp in termini relativi, nel breve termine”, rimarca Stephen Spratt, strategist di Societe Generale.

Mentre lo spread Oat-Bund si è progressivamente allargato nell’ultimo anno, la carta italiana è stata protagonista di un percorso inverso con differenziale Btp-Bund sceso ai minimi a 15 anni in scia al risanamento dei conti pubblici portato avanti dagli ultimi governi e deficit atteso scendere sotto il 3% nel 2026 e c’è chi non esclude una sorpresa già alla fine di quest’anno.

Per il momento nelle settimane in cui Oltralpe si è consumata l’ennesima crisi politica nessun reale effetto contagio si è visto nell’Eurozona. Gli spread Btp-Bund e Bonos-Bund sono saliti solo leggermente, rimanendo su livelli molto contenuti. Tra il 14 e il 27 agosto, con l’avanzare delle tensioni sul debito transalpino, gli spread Btp-Bund e Bonos-Bund sono aumentati rispettivamente di 10 e 7 punti base.

Rischio Francia e riflessi su mosse Bce

Il rischio Francia rischia di trasformarsi anche in un elemento di forte pressione per la stabilità dell’eurozona e per le decisioni della Bce. La seconda economia dell’area euro, con un debito pubblico oltre il 110% del PIL e un deficit persistente, si trova in una condizione di instabilità politica che ostacola l’adozione di misure fiscali credibili.

La Francia pesa per oltre il 20% del debito complessivo dell’area euro e più della metà dei suoi titoli è detenuta da investitori esteri, rendendola particolarmente vulnerabile a un eventuale shock di fiducia.

Questo scenario ha dirette implicazioni per la politica monetaria della Bce. Un peggioramento delle condizioni di finanziamento generalizzato, rimarca un paper del Centro studi di Unimpresa, potrebbe spingere l’istituto di Francoforte a un taglio dei tassi. Invece, se le tensioni rimanessero circoscritte al debito francese, lo strumento di riferimento sarebbe il TPI (Transmission Protection Instrument). Tuttavia, come chiarisce l’analisi di Unimpresa, il TPI non può essere usato per compensare problemi derivanti da scelte politiche interne o fiscali insostenibili, limitando l’intervento della Bce alla sola gestione di un eventuale effetto di contagio. Secondo il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, la stabilità dell’intera eurozona dipende dalla credibilità fiscale della Francia. L’Italia, dopo aver compiuto importanti sforzi di disciplina, ha un chiaro interesse affinché la stabilità europea non sia messa a rischio da problemi politici altrui.