Tutti i segnali per cui S&P500 potrebbe crescere ancora
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Il sentiment sui mercati finanziari è ampiamente rialzista dopo che l’aggiornamento di ieri dell’indice dei prezzi alla produzione statunitense ha suggerito un calo significativo dell’inflazione dei prezzi in ingresso ad agosto. Sia l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) generale che quello di base sono inaspettatamente diminuiti il mese scorso, portando i dati annuali al 2,6% per l’indice generale e al 2,8% per quello di base. Sebbene ancora stabili intorno al 3%, questi dati non incidono sulle aspettative accomodanti della Federal Reserve (Fed), né le rafforzano. I rendimenti statunitensi a 2 anni sono leggermente scesi, mentre l’S&P 500 ha raggiunto un nuovo record prima di cedere i guadagni.
Sul fronte azionario, Oracle si è distinta con un rally del 35% dopo che i risultati trimestrali hanno impressionato grazie a un accordo da 300 miliardi di dollari con OpenAI. Nvidia ha guadagnato il 3,85% dopo che TSMC ha registrato il suo secondo miglior mese di vendite ad agosto, mentre CoreWeave è balzata di quasi il 17%. I titoli legati all’intelligenza artificiale continuano a registrare ottimi risultati e ad alimentare il rally, ma non tutti prosperano e i rischi permangono. Ieri Synopsys è crollato del 35%, a ricordare che la guerra commerciale resta una minaccia importante e che la retorica tariffaria di Trump non è mai lontana.
Le prospettive di tassi più bassi rappresentano un ulteriore fattore di spinta per i titoli tecnologici. Le valutazioni delle aziende in crescita dipendono fortemente dallo sconto sui ricavi futuri, e tassi più bassi implicano un fattore di sconto inferiore e valutazioni più elevate. Con questi dati in mente, l’S&P 500 e il Nasdaq attendono l’aggiornamento odierno dell’IPC vicino ai massimi storici, pronto a salire ulteriormente. Molti analisti bancari stanno rivedendo al rialzo i loro obiettivi per l’S&P 500, alcuni dei quali ora puntano a quota 7.000 tra quest’anno e il prossimo. I segnali di stress rimangono limitati, con l’indice VIX ancora debole.
Tutti gli occhi sono ora puntati sul rapporto odierno sull’IPC. Si prevede che l’inflazione headline salirà al 2,9% dal 2,7% del mese precedente, mentre l’inflazione core si manterrà stabile al 3,1% su base annua. Un insieme di dati più deboli del previsto potrebbe alimentare le scommesse su un taglio significativo della Fed la prossima settimana per sostenere un mercato del lavoro in indebolimento, mentre dati più forti del previsto rafforzerebbero la tesi secondo cui la Fed dovrebbe iniziare con un taglio di 25 punti base e proseguire con altri due. In tal caso, potremmo assistere a un consolidamento dei rendimenti a 2 anni e del dollaro, e solo a un appetito incrementale limitato per le azioni. I mercati delle opzioni implicano un’oscillazione dello 0,7% dell’S&P 500 in base all’andamento odierno dell’IPC, inferiore alla tipica variazione dello 0,9% per una pubblicazione dell’IPC e inferiore a quella prevista per il prossimo rapporto sull’occupazione. Ciò suggerisce che gli investitori stanno attribuendo maggiore importanza ai dati sull’occupazione rispetto all’inflazione, prevedendo che la Fed dia priorità a un mercato del lavoro in indebolimento rispetto alle pressioni sui prezzi derivanti dai dazi (che non si sono ancora materializzate).
Sul mercato valutario, il dollaro è stabile questa mattina, ancora al di sotto della sua media mobile a 50 giorni, mentre l’EUR/USD si consolida sotto 1,17 dopo il calo di ieri, in parte a causa delle turbolenze politiche francesi e dell’ampliamento dello spread di rendimento a 10 anni tra i titoli di Stato francesi e tedeschi. La Banca Centrale Europea (BCE) si riunisce oggi e si prevede che lascerà i tassi invariati intorno al 2% e ribadirà la sua posizione, basata sui dati. Con una maggiore chiarezza sui dazi, una crescita più forte del previsto e le recenti sorprese al rialzo sull’inflazione, le probabilità di un altro taglio da parte della BCE sono all’incirca del 50%. La divergenza tra le aspettative leggermente più aggressive della BCE e le prospettive più deboli della Fed sostiene i rialzisti dell’EUR/USD, ma l’ampliamento degli spread franco-tedeschi potrebbe limitare il rialzo in vista di un aggiornamento del rating Fitch sulla Francia, attentamente monitorato.
A proposito di Francia, il paese è stato di fatto bloccato ieri dalle proteste popolari contro Macron, il governo diviso e l’impasse di bilancio. I politici si alternano nel proporre le proprie misure di bilancio, ma è improbabile che vengano approvate. Eppure, guardando il CAC 40, non te ne accorgeresti nemmeno.
La guerra in Ucraina ha preso una piega ancora più brutta dopo che la Russia ha lanciato droni sulla Polonia questa settimana, un atto che Varsavia ritiene sia stato un test deliberato della risposta della NATO. La Polonia ha abbattuto i droni, diventando il primo paese NATO a sparare durante la guerra in Ucraina, e le capitali europee stanno ora valutando sanzioni più severe contro la Russia. Il petrolio ha registrato un rialzo dell’1,5% ieri, ma un aumento di quasi 4 milioni di barili nelle scorte statunitensi limita i guadagni. Gli orsi indicano un rallentamento delle economie e un aumento dell’offerta OPEC, mentre i rialzisti si concentrano su un dollaro più debole e sull’aumento dei rischi geopolitici. Il supporto è visto intorno ai 62 dollari al barile, con una resistenza intorno ai 65 dollari al barile, un livello chiave di Fibonacci racchiuso tra le medie mobili a 50 e 100 giorni.