Notizie Notizie Mondo Wall Street si prepara al test nonfarm payrolls. La preview e le due date chiave prima del meeting Fed

Wall Street si prepara al test nonfarm payrolls. La preview e le due date chiave prima del meeting Fed

4 Settembre 2025 11:12

A Wall Street sta per arrivare l’aggiornamento mensile sui dati sul mercato del lavoro Usa per il mese di agosto. Domani pomeriggio (14:30 ora italiana) sono attesi i nonfarm payrolls, il report occupazionale per il mercato americano. Un dato chiave in vista della prossima riunione della Federal Reserve (Fed) del 16-17 settembre che permetterà di tracciare con maggiore precisione la traiettoria futura dei tassi della banca centrale Usa.

Mercato del lavoro protagonista questa settimana, con diversi fronti aperti. Ieri sono arrivati i Jolts che hanno indicato un ulteriore raffreddamento del mercato del lavoro Usa e oggi è atteso il sondaggio ADP.

“Le pressioni al rialzo sui rendimenti governativi sono in parte rientrate nella giornata di ieri, contribuendo ad un clima di maggiore “serenità” sui mercati e portando ad un tendenziale rimbalzo dei listini azionari. A supportare il movimento sui bond è stato il dato USA sui Jolts (posizioni lavorative disponibili), che è sceso più delle attese, offrendo un ulteriore segnale di raffreddamento del mercato del lavoro. Questo ha contribuito a consolidare le attese di tagli da parte della Fed, con gli OIS che prezzano ormai quasi al 100% una riduzione di 25pb nella riunione del prossimo 17 settembre”, commentano gli strategist di Mps Capital Services aggiungendo che  il Beige Book ha dipinto un’economia in una fase di stallo (“little or no change in economic activity”), in indebolimento rispetto al precedente giudizio (attività che registra “slight or modest gains”).

Preview su job report

Le stime del consensus degli analisti interpellati da Bloomberg indicano una crescita ancora sotto la soglia chiave di 100.000 nuovi posti di lavoro. Più nel dettaglio, la variazione dei salari non agricoli è attesa a +75mila rispetto a quella di +73mila della passata lettura. Il tasso di disoccupazione di agosto è atteso in ulteriore rialzo dal 4,2% al 4,3%. Per quanto riguarda il salario medio orario è visto al 3,7% su base annua rispetto al precedente 3,9% e stabile allo 0,3% su base mensile.

Jolts ieri, oggi test ADP

Ieri i dati JOLTS statunitensi hanno confermato che il mercato del lavoro è in calo. Mentre le offerte di lavoro sono diminuite più del previsto a 7,2 milioni, è l’aumento dei licenziamenti a 1,8 milioni a destare maggiore preoccupazione.

“Erano assai più attesi i dati macro USA nel pomeriggio, visto con quanta attenzione si guarda ai numeri occupazionali dopo il fiasco di luglio dei payrolls – sottolinea Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr. E il job openings di luglio ha visto meno offerte di lavoro delle attese, una revisione al ribasso di quelle di giugno, e un dato di licenziamenti assai sopra attese, con revisione al rialzo di quello di giugno. Solo le dimissioni volontarie sono uscite meglio del consenso, ad indicare una certa dinamicità del mercato. In generale un dato che indica una domanda di lavoro in calo”.

Con una precisazione però: “Bisogna però tenere conto del fatto che questi numeri si riferiscono, appunto, a luglio, quando il labour market report ha sorpreso clamorosamente al ribasso. In questo senso, confermano che luglio è stato un mese debole, ma forse il consenso, che proiettava un deterioramento marginale, era un po’ ottimista. In ogni caso per il mercato questo report, anche se relativo al mese scorso (i dati di domani e dopo sono relativi ad agosto) costituisce una conferma che la domanda di lavoro sta calando.

Tra l’altro, nel pomeriggio il membro Fed Waller (diventato super colomba presumibilmente col fine di ingraziarsi Trump e ottenere la presidenza) aveva dichiarato di attendersi molteplici tagli nei prossimi mesi“.

E oggi l’attenzione va al sondaggio ADP che sono da monitorare da vicino per due ragioni, secondo Francesco Pesole di ING. “In primo luogo, dopo le revisioni ufficiali sull’occupazione, sembra che i dati ADP abbiano avuto un discreto potere predittivo per le buste paga. In secondo luogo, il dissidente della Fed (e favorito per la presidenza) Christopher Waller ha affermato che i report settimanali ricevuti da ADP hanno mostrato un continuo deterioramento”. Per il sondaggio ADP, il consensus stima un rallentamento da +104mila a +68mila.

9/9 D-day per lo stato dell’occupazione USA. In arrivo un jumbo-cut da 50 bp?

Ma c’è chi come Alessio Garzone, Portfolio manager Gamma Capital Markets, guarda oltre e indica come “vero appuntamento da seguire” non è il Job Report del 5 settembre, bensì la revisione delle buste paga del Bureau of Labour Statistics attesa il 9 settembre. Questa revisione, spiega, può introdurre correzioni rilevanti ai dati sull’occupazione, cambiando radicalmente la lettura del mercato del lavoro.

Secondo Garzone, se emergesse una debolezza significativa, la Fed potrebbe essere spinta non a un taglio standard di 25 punti base, ma a un “jumbo cut” da 50 punti. Nell’immediato i mercati reagirebbero con entusiasmo, ma una mossa così ampia verrebbe presto interpretata come segnale di fragilità economica, con il rischio di passare dall’euforia ai timori di stagnazione e inflazione insieme.  Infine, i rendimenti a lungo termine che restano elevati non riflettono solo la traiettoria dei tassi, ma anche i dubbi sulla sostenibilità del debito americano e sulla credibilità istituzionale. Un mix che rende più complesso lo scenario per gli asset rischiosi. Lo so io, lo sai tu, lo sa anche Jerome Powell.

Prima della riunione della Fed del 17 settembre ci sono due appuntamenti chiave:

  •  il Job Report del 5 settembre, che ci dirà come sta andando l’occupazione;
  • la revisione del BLS del 9 settembre, che può correggere in modo anche significativo i dati passati sul mercato del lavoro (è già successo nel 2024).

“Se questa revisione dovesse mostrare un mercato del lavoro più debole del previsto, la Fed potrebbe sentirsi costretta a tagliare non 25 punti base, ma 50 punti”, conclude.