Notizie Notizie Mondo Oro, spunta lo scenario di prezzo più estremo. La previsione shock di Goldman Sachs, ma solo se…

Oro, spunta lo scenario di prezzo più estremo. La previsione shock di Goldman Sachs, ma solo se…

4 Settembre 2025 09:02

L’ultimo rally dell’oro sta trovando linfa in un mix di fattori, a partire dalla forte domanda da parte delle banche centrali e le aspettative di tagli dei tassi statunitensi. Ma tra i rischi che stanno spingendo gli investitori a fare accumulo di metallo giallo che un altro elemento sempre riconducibile alla banca centrale americana, ossia le crescenti preoccupazioni per la sua indipendenza con il presidente Donald Trump che si è mosso per affermare un maggiore controllo sulla Fed con il licenziamento della governatrice Lisa Cook che ha allertato non poco i mercati.

Record su record, lingotti a ruba

Oggi il prezzo spot dell’oro si attesta in area 3.530 dollari l’oncia, dopo l’ennesimo record a 3.578 dollari toccato ieri. In ritracciamento di circa l’1% anche i futures sull’oro che tornano sotto la soglia dei 3.600 dollari.

Da inizio 2025 l’oro è balzato di oltre un terzo. Negli ultimi 12 mesi il rally del metallo prezioso per eccellenza è di oltre +44%.

“Le aspettative sui tassi di interesse reali statunitensi, rappresentate dai rendimenti dei TIPS decennali statunitensi, sono scese dal 2,1% di giugno all’attuale 1,8% circa. Il calo riflette la combinazione di aspettative di inflazione più elevate e imminenti tagli dei tassi da parte della Fed. La prospettiva di tassi reali più bassi è vantaggiosa per i prezzi dell’oro e riteniamo che gli effetti soglia saranno importanti”, asserisce Peter Kinsella, Global Head of Forex Strategy di UBP.

Una sponda importante per l’oro così come per le altre commodity, tutte denominate in dollari usa, è la persistente debolezza del biglietto verde. Il dollaro è sceso di quasi l’11% da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca a gennaio.

Goldman Sachs non esclude balzo a 5.000 $

Tra gli analisti le view bullish sull’oro non mancano e c’è chi vede spazio per un rally ancora più prepotente in determinati scenari. In particolare gli strategist di Goldman Sachs hanno indicato quota 5.000 dollari l’oncia come possibile approdo per l’oro se l’indipendenza della Federal Reserve venisse compromessa e gli investitori spostassero solo una piccola parte dei loro investimenti dai Treasury Usa ai lingotti. “Uno scenario in cui l’indipendenza della Fed fosse compromessa porterebbe probabilmente a un aumento dell’inflazione, a un calo dei prezzi delle azioni e delle obbligazioni a lunga scadenza e a un’erosione dello status di valuta di riserva del dollaro. Al contrario, l’oro è una riserva di valore che non si basa sulla fiducia istituzionale”, argomenta Samantha Dart, co-head Global Commodities Research di Goldman Sachs.

I tre possibili scenari di prezzo per il metallo giallo

Goldman Sachs ha delineato diversi possibili esiti per l’oro. Lo scenario di base è prezzi a 4.000 dollari l’oncia entro la metà del 2026, mentre lo scenario di “rischio estremo” vede i prezzi spingersi fino a 4.500 dollari, se non addirittura a quasi 5.000 dollari se si ipotizza che solo l’1% del mercato privato dei titoli di stato statunitensi dovesse confluire nell’oro.

“Stimiamo che se l’1% del mercato dei titoli del Tesoro Usa privati ​​si riversasse sull’oro, il prezzo dell’oro salirebbe a quasi 5.000 dollari l’oncia, a parità di altre condizioni”, hanno affermato gli analisti della banca d’affari statunitense.