Mps-Mediobanca, l’offerta va in goal con adesioni al 38,5%. Oggi parola a Piazzetta Cuccia
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Monte dei Paschi di Siena ha superato la soglia del 35% del capitale di Mediobanca. La condizione soglia minima dell’offerta risulta avverata con adesioni all’Opas che hanno superato il 38,5%. La finestra delle adesioni rimarrà aperta fino a lunedì, per poi riaprire dal 16 fino al 22 settembre. È stato decretato così il successo dell’operazione che si avvia ora a raccogliere altre azioni entro il termine dell’8 Settembre. Toccherà comunque oggi al consiglio di amministrazione (cda) di Mediobanca tornare a esprimersi sul nuovo prezzo messo sul piatto da Siena.
Intanto a Piazza Affari i due titoli in questione hanno aperto la seduta quasi piatti: Mps (-0,20%), Mediobanca (+0,15%).
Le adesioni
Oltre a Edizione della famiglia Benetton con il 2,2%, al 2% dell’Enpam, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri, e all’1,1% della famiglia Tortora, altri investitori hanno apportato i loro pacchetti o sono in procinto di farlo. Si attende seguano i maggiori azionisti di Piazzetta Cuccia, la Delfin degli eredi di Del Vecchio e il gruppo Caltagirone – entrambi presenti anche nel capitale di Siena – anche Enasarco, Cassa Forense, Unicredit, Anima, Amundi e il fondo Tages.
E, nei prossimi giorni le attese sono per un ulteriore spinta che potrebbe poratre l’offerta oltre la soglia del 50% del capitale, aspetto fondamentale per sbloccare il godimento anticipato dei crediti fiscali da perdite pregresse (Dta) portandole a 500 milioni annui (anziché 300 milioni).
Il cda di Mediobanca
Stamattina, intanto, il consiglio d’amministrazione di Mediobanca si riunirà per esprimere un giudizio sul rilancio da 750 milioni annunciato martedì da Siena. L’offerta con ogni probabilità verrà definita ancora come ostile fortemente distruttiva di valore, contraria agli interessi di Mediobanca e priva di razionale industriale e finanziario.
Mediobanca si è ripetutamente opposta all’offerta di acquisizione, affermando che il prezzo era “totalmente inadeguato” e inferiore di circa il 32% rispetto a quanto ritenuto equo dal consiglio di amministrazione della banca.
Quanto al destino del numero uno Alberto Nagel e dell’attuale board, se le adesioni dovessero superare la soglia del 50% è probabile che i soci chiedano già le dimissioni del board il prossimo 28 Ottobre.
Il rilancio chiave
Il rilancio cash da 750 milioni di Mps, per accelerare le adesioni, e la rinuncia alla soglia del 66,67%, che avrebbe potuto comportare la fusione tra i due gruppi (scenario che resta comunque) hanno avuto il merito di accelerare il consenso dell’operazione. Il controvalore monetario implicito complessivo dell’offerta è salito così a 13,5 miliardi, di cui 12,8 come corrispettivo iniziale in azioni e il resto, appunto, in denaro contante con una componente di 0,9 euro ad azione.
Titoli e analisti
A Piazza Affari le due banche hanno perso terreno nei giorni scorsi, a dimostrazione del fatto che il mercato legge la partita come conclusa. Il premio del corrispettivo offerto da Siena (-1,97% a 7,48 euro) rispetto al prezzo di chiusura di ieri di Piazzetta Cuccia (-1,99% a 19,7 euro) è infatti pari a poco più dello 0,7 per cento.
Equita, che è advisor di Piazzetta Cuccia, nel frattempo ha abbassato il giudizio sulla banca milanese a hold alla luce dell’upside più limitato rispetto ai livelli di prezzo attuali e delle “complessità legate all’integrazione” col Monte dei Paschi. Equita vede inoltre il rischio di “potenziale overhang sul titolo”, cioè di pressione in vendita in Borsa, per effetto del disimpegno dei soci del patto di consultazione.
Deutsche Bank, invece, vede un forte razionale strategico nell’operazione Mediobanca, che può contribuire a “diversificare gli utili, accelerando la redditività del capitale”.