Alibaba lancia guanto sfida a Nvidia: Ai è il cuore della strategia
Fonte immagine: iStock
Titolo Alibaba protagonista sui mercati, con un vero e proprio rally di inizio settembre. A trainare all’insù le azioni del colosso cinese l’ultima trimestrale da cui emerge un chiaro guanto di sfida lanciato a Nvidia nella corsa all’intelligenza artificiale.
Vediamo nel dettaglio i numeri trimestrali
Alibaba: ricavi in crescita, utile sopra le stime
Nel primo trimestre fiscale chiuso a giugno, i ricavi del colosso cinese si sono attestati a 247,65 miliardi di yuan (34,6 miliardi di dollari), leggermente al di sotto delle attese degli analisti, che prevedevano 252,9 miliardi. L’utile netto ha però sorpreso in positivo, raggiungendo 43,11 miliardi di yuan contro i 28,5 miliardi stimati e segnando un incremento del 78 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un miglioramento sostenuto anche dai guadagni derivanti da investimenti e dalla vendita della controllata turca Trendyol, che hanno compensato il calo dell’utile operativo. Senza queste componenti straordinarie, l’utile netto sarebbe invece sceso del 18 per cento.
Il traino del cloud
La divisione cloud ha confermato il suo ruolo di motore principale per il gruppo fondato da Jack Ma. I ricavi del Cloud Intelligence Group sono saliti a 33,4 miliardi di yuan, con una crescita del 26% anno su anno, in accelerazione rispetto al trimestre precedente. “Trainato dalla solida domanda di AI, il Cloud Intelligence Group ha registrato un’accelerazione dei ricavi, e i prodotti legati all’AI rappresentano ormai una quota significativa delle vendite a clienti esterni”, ha dichiarato l’amministratore delegato Eddie Wu. La società ha segnalato una crescita a tre cifre dei ricavi da prodotti di intelligenza artificiale per l’ottavo trimestre consecutivo, mentre l’Ebitda della divisione è aumentato del 26%.
Parallelamente, Alibaba sta sviluppando un nuovo chip AI con l’obiettivo di rafforzare il proprio posizionamento competitivo, puntando più a consolidare la crescita che a migliorare i margini nel breve periodo.
E-commerce in chiaroscuro
Sul fronte e-commerce, che rappresenta oltre metà dei ricavi complessivi, i risultati sono stati però contrastanti. Le vendite hanno raggiunto 19,6 miliardi di yuan, con un incremento del 10% su base annua, e la voce legata ai servizi per i merchant, il cosiddetto Customer Management Revenue, è aumentata dello stesso ritmo. Tuttavia, l’utile operativo rettificato della divisione è calato del 21 per cento, appesantito dagli investimenti nel quick commerce. La nuova offerta, lanciata quest’anno su Taobao, consente consegne entro un’ora e ha già generato 14,8 miliardi di yuan di ricavi, in aumento del 12 per cento. Secondo Jiang Fan, responsabile del comparto commerciale, questi investimenti hanno portato a una crescita del 20% degli utenti sulla piattaforma principale in soli quattro mesi.
La concorrenza resta però serrata. La guerra dei prezzi con JD.com e Meituan, in particolare nel food delivery, sta mettendo sotto pressione l’intero settore. JD ha visto dimezzarsi gli utili trimestrali, mentre Meituan ha avvertito di forti perdite, tanto da provocare un’ondata di vendite in Borsa da 27 miliardi di dollari sulle tre società la scorsa settimana.
IA al centro della strategia di Alibaba
Gli analisti leggono nei risultati trimestrali un segnale di trasformazione per l’azienda. “Gli utili di Alibaba sottolineano una biforcazione all’interno del tech cinese: l’IA sta generando crescita scalabile, mentre i segmenti tradizionali consumer restano intrappolati in una competizione sui prezzi distruttiva”, ha commentato Charu Chanana, chief investment strategist di Saxo Markets, a Bloomberg.
“Il balzo a tre cifre dei ricavi da AI e la robusta crescita del cloud mostrano che Alibaba si sta riposizionando per contare nel lungo termine nel settore tech, non solo come leader retail”, ha aggiunto.
Alibaba punta tutto sull’IA: quali le prossime mosse?
Gli investitori continuano quindi a premiare Alibaba, soprattutto per la sua esposizione all’intelligenza artificiale. “L’intelligenza artificiale generale è ormai la priorità dell’azienda”, aveva affermato il CEO Wu già a febbraio. Negli ultimi mesi Alibaba ha aggiornato il proprio modello open source per la generazione video e ha presentato una serie di nuove soluzioni. Per gli investitori, la sfida resta capire se Alibaba riuscirà a trasformare gli investimenti in AI in una fonte stabile di utili in un mercato sempre più competitivo, dove rivali come Baidu e Tencent continuano a lanciare modelli a ritmo serrato.
Per rafforzare le proprie tecnologie di intelligenza artificiale, Alibaba ha sviluppato anche un microchip di nuova generazione, più flessibile e performante rispetto ai modelli precedenti. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, rivela che il semiconduttore è attualmente in fase di test ed è stato realizzato da un’azienda cinese: un passaggio significativo, se si considera che in passato la produzione veniva affidata a Tsmc, colosso taiwanese leader mondiale nel settore.
La Cina, infatti, non dispone ancora delle stesse competenze avanzate nella progettazione e nella fabbricazione di chip che caratterizzano gli Stati Uniti o i loro alleati. Ciò la rende fortemente dipendente da fornitori esteri, in particolare da Nvidia, gigante californiano dei processori e fornitore chiave proprio per Alibaba.
Negli ultimi anni, tuttavia, le restrizioni imposte da Washington sulle esportazioni hanno reso impossibile alle aziende americane – e perfino a gruppi non statunitensi come Samsung o Asml – vendere alla Cina le tecnologie più sofisticate. Questa situazione ha spinto Pechino a investire con decisione nello sviluppo interno dei semiconduttori, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero. Nonostante i progressi, il divario tecnologico con gli Stati Uniti e Nvidia rimane ancora marcato, ma mosse come quella di Alibaba indicano la direzione in cui la Cina intende muoversi.