Per Bpm utile record. E Castagna apre all’ipotesi di un asse con Mps
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Licenziando conti con utili record, Banco Bpm apre a una possibile integrazione con Mps e non esclude il delisting di Anima. Tutto dipende dall’esito del dossier Mps-Mediobanca, ma l’ad Giuseppe Castagna è stato piuttosto chiaro: “Aspetteremo dopo il primo round di consolidamento quale sarà la situazione. Già alcune cose possono mostrare la strada, come la nostra partecipazione in Mps per il 9%. Vedremo cosa succederà con Mps dopo la conclusione della transazione su Mediobanca”, ha detto l’ad in call con gli analisti che chiedevano senari su possibili acquisizioni. Una via che prende corpo anche alla luce del fatto che qualche giorno fa il secondo azionista del Banco Davide Leone ha detto di essere pronto a sostenere qualsiasi operazione che abbia senso e sia appoggiata dal Governo. Ricordiamo che la combinazione tra la banca senese e il Banco è stata a lungo l’opzione favorita dal Tesoro e il passo indietro di Unicredit da Bpm ha riacceso le speculazioni su un possibile merger.
I conti, utile e raccolta
Intanto il Banco ha chiuso il semestre raggiungendo un nuovo record con l‘utile netto a 1,21 miliardi (+62%) avendo “già realizzato il 62% della guidance di utile netto 2025, confermata a 1,95 miliardi nonostante la previsione di un ulteriore calo dei tassi di interesse”. L’ad Giuseppe Castagna in call con gli analisti ha definito “ottimo” l’utile netto raggiunto, “con il massimo storico di 1,2 miliardi, in linea con il nostro obiettivo di quest’anno di 1,95 miliardi. “Ottime notizie anche dal capitale siamo già al 13,3%della Cet 1 Ratio”. La raccolta diretta bancaria raggiunta nel primo semestre è di 134,9 miliardi, in crescita sia rispetto al 31 dicembre 2024 del 2,2% sia su base annua, del 3,9%.
La spinta di Anima
I risultati hanno beneficiato del “contributo significativo di Anima, sia in termini di volumi sia di redditività”. Il totale delle attività finanziarie della clientela è di 383 miliardi, di cui 156 miliardi in più derivano dal consolidamento di Anima. Inoltre, quest’ultima ha contribuito alla redditività con un +23% alle commissioni nette e +11% all’utile netto, “già in linea rispetto ai target 2027 di piano strategico” sottolinea Piazza Meda. La raccolta indiretta ha raggiunto 275,4 miliardi, 119,3 miliardi senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, con una crescita su basi omogenee di 3,1 miliardi rispetto al 31 dicembre 2024 e di 8,1 miliardi su base annua; gli impieghi netti performing “core”, costituiti da mutui, finanziamenti, conti correnti e prestiti personali, si attestano a 94,7 miliardi con un volume di nuove erogazioni per 15,3 miliardi. Su Anima, Castagna pur ritenendolo prematuro non ha escluso il delisting.
Acconto dividendi +17%
L’acconto dividendi previsto per il 2025 è pari a 700 milioni, il 17% in più rispetto al 2024 e il Banco evidenzia “un significativo ritorno cash per gli azionisti pur mantenendo una solida posizione di capitale”. La total shareholder remuneration maturata dal 6 novembre 2024, data dell’annuncio dell’offerta lanciata su Anima, ha raggiunto il 91%, “il livello più alto tra tutte le banche italiane”. La remunerazione ai soci con dividendi cumulati 2024 e interim 2025 è di 2,2 miliardi e sta proseguendo con il giusto passo verso il target 2024-2027 di remunerazione, superiore a 6 miliardi. L’istituto di Piazza Meda ha sottolineato come il modello di business sia in grado di coniugare “vicinanza al territorio e risultati eccellenti impegno costante a sostegno delle esigenze di credito dei nostri clienti”.
Il risiko, Mps e Agricole
In merito al risiko bancario, Castagna ha spiegato agli analisti che “aspetteremo di vedere come si evolverà la situazione dopo il primo round di consolidamento” ma “abbiamo già due elementi che, diciamo, possono indicare la strada”, riferendosi alla partecipazione in Mps con il 9% e all’ascesa di Crèdit Agricole come azionista di Bpm a oltre il 20 per cento. “Vedremo che cosa accadrà a Mps dopo l’operazione con Mediobanca” ha affermato Castagna e sull’azionista francese ha spiegato che “vedremo come che cosa chiederanno e che cosa vorranno fare. Lo esamineremo con indipendenza nel miglior interesse dei nostri azionisti”.
Infine, sul golden power nelle operazioni di M&A, l’ad ha aggiunto di non aver mai visto il golden power “come un limite per i nostri azionisti” tanto che “all’inizio, l’operazione di M&A” di UniCredit “era stata annunciata da 10 miliardi e ora abbiamo una banca che vale già quasi 17 miliardi. Quindi nessun limite per la nostra banca, nessun limite per la nostra banca indipendente, nessun limite per un ulteriore consolidamento. Non posso fare nulla se qualcuno è stato fermato dalla paura del golden power. Credo che siamo riusciti a fare un buon lavoro alla banca”, ha aggiunto Castagna, “abbiamo ancora un paio di centinaia di milioni da recuperare per mantenere il valore della banca fino al prossimo aggiornamento del piano. Anche la generazione di capitale sta dimostrando che forse possiamo avere di più per i nostri azionisti”.