Intesa Sanpaolo ai massimi in Borsa, ma Unicredit ha un altro passo. Per analisti la trimestrale sarà senza sussulti
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Dopo i numeri record snocciolati da Unicredit, Piazza Affari attende la risposta di Intesa Sanpaolo. la maggiore banca italiana diffonderà i conti il 30 luglio, Mediobanca il giorno successivo, mentre per le altre big bisognerà attendere la settimana prossima (Banco Bpm il 5 agosto, Mps e Bper il 6 agosto).
Intesa costretta a rincorrere Unicredit
Il titolo Intesa da inizio anno segna un progresso di oltre il 31% e i ieri nell’intraday ha aggiornato i massimi a 18 anni a 5,14 euro. Negli ultimi 12 mesi Intesa Sanpaolo è balzata in avanti del 37% e presenta una capitalizzazione di 89 miliardi, circa 6 mld sotto quella di Unicredit.
Nel corso di quest’anno Intesa ha perso terreno rispetto a Unicredit (+60% Ytd) che ha avuto dalla sua l’appeal speculativo per i vari fronti di M&A aperti da Andrea Orcel, oltre ai ripetuti risultati record e alla doppia revisione al rialzo della guidance.
Intesa Sanpaolo dal canto suo continua a mantenersi fuori dai giochi di M&A forte del suo ruolo di prima potenza in Italia con una quota di mercato del 21% che complica eventuali mosse a causa dei vincoli antitrust e non solo. Negli scorsi mesi l’ad Carlo Messina ha rimarcato che a suo avviso la strada del consolidamento è stata intrapresa da tanti perché altrimenti “non riusciranno nel 2026 a ottenere gli stessi risultati di questi anni”.
Preview conti secondo trimestre 2025
Intesa Sanpaolo è reduce da un 2024 record (8,7 miliardi di utili) e nel primo trimestre ha continuato a macinare utili nonostante il contesto di tassi di interesse più bassi, andando a trovare contromisure al calo del margine d’interesse netto. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo guidato da Carlo Messina ha registrato il miglior risultato netto trimestrale di sempre, 2,6 miliardi, che corrisponde a un ROE annualizzato pari al 20%, confermando le previsioni di un utile netto per il 2025 a ben oltre 9 miliardi.
Per il secondo trimestre gli analisti si attendono un calo dei ricavi in virtù dell’indebolimento del margine di interesse netto trimestrale, che già nel primo trimestre aveva leggermente deluso le stime; allo stesso tempo, un recupero dei volumi probabilmente contribuirà a un aumento sequenziale delle entrate. “Le stime per l’intero anno per le spese operative non sono cambiate molto dal primo trimestre, nonostante siano state inferiori del 3% rispetto alle aspettative dello scorso trimestre. La situazione potrebbe cambiare se i costi del secondo trimestre presenteranno nuovamente sorprese positive”, argomentano gli esperti di Bloomberg Intelligence che vedono inoltre gli accantonamenti per perdite su crediti normalizzarsi rispetto ai minimi del primo trimestre, ma potrebbero attestarsi al di sotto delle stime per il secondo trimestre, pari a quasi 330 milioni di euro.
Barclays stima profitti netti per 2,47 miliardi nel secondo trimestre, margine d’interesse pari a 3,67 miliardi, in crescita dell’1% rispetto al trimestre precedente ma il 9% sotto i livelli toccati nel secondo trimestre dello scorso anno. I ricavi totali sono visti a 6,34 miliardi (6,8 mld considerando anche l’insurance).
Gli analisti di Banca Akros si attendono che Intesa riporti un utile netto di 2,39 miliardi di euro (-3% a/a, -9% t/t), leggermente sotto quelle che sono le attuali attese di consensus. In calo anche i ricavi (-2%) dove il calo del margine d’interesse NII (-9% a/a) non dovrebbe essere completamente compensato da commissioni più elevate (+2% a/a) e reddito da trading (stimato a 208 milioni di euro). A livello di ratio patrimoniali, atteso in Cet1 al 13,4% dal 13,3% a fine 1° trimestre.
Nessuna sorpresa attesa sul fronte guidance 2025, anche se non è da escludere visto che Unicredit settimana scorsa ha sorpreso rivedendo al rialzo l’asticella su utili e non solo.
Gli analisti dicono ancora buy
Tra gli analisti su Intesa prevalgono nettamente sono i giudizi positivi che sono il 73,1% del totale con 19 “buy”, 6 “neutral” e un solo “sell”. Il prezzo obiettivo medio ammonta a 5,35 euro, ossia un potenziale upside del 10% rispetto ai prezzi attuali. Tra i più positivi spiccano Morgan Stanley con target a 6,2 euro e JP Morgan a 6 euro.
Tra gli analisti prevalgono ancora nettamente i giudizi ‘buy’ (73,1%) sul titolo Intesa, con il 23,1% che dice ‘hold’ e solo il 3,8% ‘sell’. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 5,41 euro, ossia circa il 6% sopra i livelli attuali. Tra i più positivi spicca Jp Morgan che indica overweight e target a 6 euro, ossia con un upside del 18% circa.
Barclays dice “Overweight” su Intesa per tre motivi: la diversificazione dei ricavi che dovrebbe portare a una crescita superiore; il rendimento del capitale che deriva da un bilancio solido e da attività a basso impiego di capitale (come la gestione patrimoniale); e, terzo, ulteriori margini di miglioramento dell’efficienza, in particolare grazie alle recenti operazioni di M&A.