C’è l’accordo Usa-Ue sui dazi, ecco i dettagli. La reazione delle Borse e i titoli da seguire oggi
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Accordo doveva essere ad accordo è stato. Con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 1 agosto, Stati Uniti e Unione Europea hanno trovato l’intesa sui dazi, formalizzata ieri sera dal presidente Donald Trump dopo un incontro dopo l’incontro in Scozia con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Borse Ue toniche, focus su Stellantis & co.
La reazione dei mercati è attesa molto positiva con futures delle Borse europee in rialzo di oltre l’1%. Riflettori soprattutto sui settori maggiormente coinvolti, a partire da quello auto con Stellantis & co., che ha visto le aliquote uniformarsi al 15% rispetto al 25% precedentemente indicato.
Sotto i riflettori anche i fornitori di componenti auto come Valeo, Forvia e Pirelli & C. Da monitorare anche la reazione dei produttori di beni di lusso, tra cui LVMH, Kering e le italiane Salvatore Ferragamo, Moncler e Cucinelli. Il Nord America rappresenta un mercato importante per il settore del lusso e settimana scorsa Lvmh ha fatto intendere che è pronta ad aumentare la produzione diretta negli Stati Uniti.
Infine sguardo anche ai produttori di bevande, tra cui Diageo Plc, Remy Cointreau, Pernod Ricard e Campari.
Già venerdì scorso i titoli maggiormente esposti al rischio dazi si erano mossi al rialzo sulle attese per un possibile accordo nel weekend.
Per mercati cade un elemento di incertezza
L’intesa su un livello tariffario al 15%, in linea con quanto fatto anche per il Giappone, toglie dal campo il rischio di escalation della guerra commerciale e pone comunque il livello dei dazi ben sotto il 30% minacciato per inizio agosto in mancanza di un’intesa. Gli investitori quindi vedono svanire un importante elemento di incertezza anche se le ricadute economiche non mancheranno sia per Europa che Usa.
“L’UE e gli Stati Uniti hanno concordato che i consumatori statunitensi debbano pagare più tasse, fissate al 15% per le importazioni dall’Ue. La presidente dell’UE von der Leyen ha promesso in modo vago di acquistare beni e investire negli Stati Uniti, senza l’autorità necessaria per concretizzare tali promesse”, commenta Paul Donovan di Ubs. “Il risultato è migliore per l’economia statunitense rispetto allo scenario peggiore, ma peggiore rispetto alla situazione di gennaio di quest’anno, ma si tratta di cattive notizie che i mercati probabilmente avevano previsto”, aggiunge l’esperto.
I dettagli dell’accordo e la reazione di Roma
L’intesa prevede l’imposizione di dazi del 15% sulla maggior parte delle esportazioni, comprese le automobili. La Von der Leyen ha affermato che i dazi saranno onnicomprensivi, sebbene Trump abbia precisato che non includeranno prodotti farmaceutici e metalli. I dazi sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti passano quindi da una media del 4,8% pre-Trump al 15%, compresi quelli sulle auto, sui semiconduttori e sui prodotti farmaceutici. Le esenzioni con tariffe zero riguardano aerei e loro componenti, alcuni prodotti chimici, farmaci generici, apparecchiature per semiconduttori, alcuni prodotti agricoli, risorse naturali e materie prime critiche. I dettagli di queste esenzioni saranno definiti nelle prossime settimane. “Continueremo a lavorare per aggiungere altri prodotti a questo elenco”, ha rimarcato la von der Leyen che ha definito il 15% “certamente una sfida per alcuni, ma non dobbiamo dimenticare che ci permette comunque l’accesso al mercato americano”. L’Ue si impegna ad acquistare 750 miliardi di dollari in prodotti energetici americani per i prossimi tre anni e a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti.
Soddisfazione dall’Italia. “Il governo italiano accoglie positivamente la notizia del raggiungimento di un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti sui dazi e le politiche commerciali, che scongiura il rischio di una guerra commerciale in seno all’Occidente, che avrebbe avuto conseguenze imprevedibili”, rimarca nota congiunta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini.