Notizie Notizie Italia Poste brinda al migliore semestre dal 2015. Ora focus su Tim e rete

Poste brinda al migliore semestre dal 2015. Ora focus su Tim e rete

22 Luglio 2025 14:38

Poste Italiane apre le danze dei conti di bilancio di Piazza Affari con un semestre da incorniciare, il migliore dalla quotazione in Borsa risalente al 2015. La società ha chiuso il primo semestre 2025 con ricavi a 6,5 miliardi, con una crescita del 4,8% anno su anno. L’utile netto ha raggiunto 1,2 miliardi, con una crescita del 14%. Numeri che hanno spinto l’ad Matteo Del Fante a rivedere al rialzo la guidance 2025. Il titolo svetta a Piazza Affari con un rialzo di oltre il 4% a metà giornata mentre l’ad conferma il focus su Tim e sulla rete. 

I numeri di Poste: volano i ricavi

La società ha chiuso il primo semestre 2025 con ricavi a 6,5 miliardi, con una crescita del 4,8% anno su anno. Nel primo trimestre i ricavi sono stati pari a 3,3 miliardi (+ 4,5%). Il risultato operativo ha raggiunto 1,7 miliardi (+11,5% anno su anno; 864 milioni nel secondo trimestre), grazie a maggiori ricavi e alla continua attività di razionalizzazione dei costi. L’ utile netto ha raggiunto 1,2 miliardi, con una crescita del 14% (572 milioni nel secondo trimestre del 2025).

Guardando alle aree di business, nel segmento corrispondenza, pacchi e distribuzione, i ricavi del primo semestre del 2025 sono saliti a 1,9 miliardi, ( +1,1%); nei servizi finanziari sono cresciuti a 2,8 miliardi (+5,7%); nei servizi assicurativi si attestano a 906 milioni (+9,5%) e nei servizi Postepay ammontano a 802 milioni (+5,4%).

“Si tratta di risultati record in termini di crescita, mentre proseguiamo nel cammino che abbiamo tracciato con il nostro piano strategico. L’anno sta procedendo molto bene, con numeri che riflettono una posizione solida in tutti i settori, evidenziata da una crescita dei ricavi e della redditività nel primo semestre senza precedenti”, ha commentato Del Fante.

Le attività finanziarie investite (afi) dei clienti del gruppo hanno raggiunto 600 miliardi, in crescita di 9 miliardi da dicembre 2024. La posizione patrimoniale è solida: total capital ratio di Bancoposta pari al 22,7% (di cui cet1 ratio pari al 19,5%), leverage ratio pari al 3,1% e solvency ii ratio del gruppo assicurativo poste vita pari al 315%.

La guidance

Alla luce dei numeri, il gruppo ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio 2025: il risultato operativo adjusted è aumentato da 3,1 miliardi a 3,2 miliardi di euro; l’utile netto è stato rivisto al rialzo da 2,1 miliardi a 2,2 miliardi di euro e la dividend policy è stata confermata.

Gli obiettivi di Poste: Tim e rete

Ora il gruppo guarda allo sviluppo della rete in sinergia con l’investimento che l’ha portata a diventare il primo azionista di Tim. In un’intervista al TG Poste, l’amministratore delegato Del Fante, ha sottolineato che “proseguirà un avvicinamento graduale a Tim, perché nella prima metà dell’anno abbiamo fatto un investimento importante che è propedeutico a mettere in atto azioni di efficientamento reciproco, cogliendo sinergie. In particolare, Del Fante ha ribadito la volontà di Poste di essere un azionista di lungo termine e di poter trovare sinergie senza la necessità di riorganizzazioni.

Inoltre – ha proseguito – vogliamo continuare con il grande lavoro fatto nel settore della logistica e negli uffici postali per continuare ad avere il miglior assetto possibile per servire al meglio i clienti”.

Nell’ottica di una strategia omnicanale, per venire incontro alle esigenze della clientela, anche il successo della nuova super App Poste Italiane, che, ha detto Del Fante, è già utilizzata da 8 milioni di persone.

Sullo sfondo intanto si lavora al maxi piano di riassetto societario che potrebbe dare accesso al Danish Compromise: la norma contabile europea che consente alle banche che detengono quote in assicurazioni di beneficiare di uno sconto patrimoniale. Nel caso di Poste Italiane ciò avverrebbe attraverso la controllata BancoPosta che non è una banca vera e propria, ma è comunque dotata di un patrimonio destinato e separato. Lo sconto patrimoniale avverrebbe in virtù del fatto che, Poste Italiane potrebbe ottenere lo status di conglomerato finanziario, rispettando specifici requisiti di dimensione e complessità, oltre che avere il controllo completo di una compagnia assicurativa integrata, Poste Vita. In merito, Del Fante ha detto che si tratta si scelte che spettano all’azionista