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Nvidia può arrivare a 190 dollari. Ai e data center motore del rally

14 Luglio 2025 09:24

Nvidia senza freni. Dopo aver toccato il record di 3.900 miliardi di dollari, fissato da Apple a dicembre del 2024, il 9 luglio l’azienda informatica statunitense ha superato i 4mila miliardi di dollari, aggiornando il record che l’aveva portata a essere la società con il più alto valore in Borsa al mondo sorpassando prima Microsoft e poi Apple.

Basti pensare che un investimento di 100.000 dollari in Nvidia di due anni e mezzo fa varrebbe ora più di 1,1 milioni di dollari.

Ma dove può arrivare l’azione? E cosa spinge il mercato dei chip, dove peraltro gioca un ruolo chiave anche l’italo francese Stm?

Il mercato dei chip AI

Nvidia detiene il 90% circa del mercato dei microchip usati per l’intelligenza artificiale. Ed è proprio lo sviluppo in questo settore che la sta facendo volare. Inizialmente Nvidia era infatti nota soprattutto per la produzione di schede grafiche, le schede elettroniche che elaborano i segnali video nei pc, mentre negli ultimi anni ha investito nella produzione di processori molto potenti e adatti allo sviluppo di alcuni dei software più conosciuti, come ChatGPT di OpenAI.

Il sorprendente rally arriva dopo la correzione registrata dal lancio dell’applicazione cinese di intelligenza artificiale DeepSeek e con i piani tariffari di Donald Trump. Dal 4 aprile, quando molti titoli tecnologici hanno toccato minimi storici in seguito al Freedom Day di Trump, il prezzo delle azioni Nvidia è aumentato del 69%, superando quello delle altre 7 grandi aziende. Meta è cresciuto del 45%, Microsoft del 40%, Amazon del 29%, Tesla del 27%, Alphabet del 19% e Apple del 13%.

Nell’anno fiscale conclusosi a gennaio 2025, la società ha generato un utile netto per azione di 2,90 dollari, quindi il prezzo delle sue azioni di 164 dollari implica un rapporto P/E di 56 volte. Alla luce degli utili attesi nel 2025, questo rapporto scende a 37 volte.

Dove può arrivare Nvidia

Secondo gli analisti di Citi, la leadership di Nvidia è legata proprio alle applicazioni di intelligenza artificiale che stanno anche aumento la domanda di chip. Ma non solo, i data center hanno un ruolo chiave. Il prezzo delle azioni di Nvidia potrebbe aumentare di un altro 17%, a 190 dollari, poiché la domanda di semiconduttori per data center di intelligenza artificiale porterà le vendite a 293,611 miliardi di dollari nel 2027, più del doppio rispetto al 2025. L’utile per azione raggiungerà i 6,37 dollari.

D’altra parte, “l’intero settore dei semiconduttori ha rappresentato un terzo della performance del Nasdaq 100 dall’inizio anno e quasi il 30% di quella dello S&P 500. All’interno dell’ETF VanEck Semiconductor (SMH), Nvidia pesa il 20,7% del portafoglio e ha spiegato 447 punti base su un rendimento complessivo dell’ETF pari al 18,5%. Numeri che trasformano una leadership tecnologica in un dominio narrativo e finanziario”, commenta Gabriel Debach, analista di mercato di eToro aggiungendo che “Nvidia non è semplicemente parte del mercato. Oggi, lo plasma”.

E il lungo termine non racconta una storia diversa. Negli ultimi dieci anni, Nvidia ha generato un rendimento di oltre il 34.000%, diventando il miglior titolo a larga capitalizzazione dell’universo azionario occidentale con market cap superiore ai 5 miliardi di dollari.

“Dietro quei numeri non c’è solo innovazione. C’è la capacità di incarnare una narrativa dominante e trasformarla in struttura di portafoglio. Nvidia è passata dall’essere un motore grafico per videogiochi all’essere la dorsale computazionale dell’intelligenza artificiale globale. E finché l’AI resta il paradigma guida dell’allocazione, Nvidia resta il suo assetto centrale”.

Gli ostacoli sul percorso di Nvidia

Il successo del gruppo non è comunque privo di insidie. Gli Usa hanno imposto restrizioni all’esportazione dei suoi chip a Pechino, temendo che i player cinesi nel settore dell’intelligenza artificiale potessero superare gli americani. Questo ha costretto Nvidia ad accettare un onere una tantum di 4,5 miliardi di dollari nel primo trimestre del suo anno fiscale posticipato.

“Perdere l’accesso al mercato cinese dell’intelligenza artificiale, che si stima raggiungerà quasi i 50 miliardi di dollari, avrebbe un impatto negativo significativo sulla attività e andrebbe a vantaggio dei concorrenti in Cina e altrove”, ha avvertito Colette Kress, direttore finanziario dell’azienda.

Ora, però, Nvidia prevede di lanciare un nuovo chip per l’intelligenza artificiale messo a punto per la Cina in settembre. E ha una discussione aperta con Donald Trump con cui ha dialogato proprio venerdì alla Casa Bianca.