Notizie Notizie Mondo Meeting Fed alle porte: Powell e la sua strategia “wait-and-see”. Le attese sui tassi

Meeting Fed alle porte: Powell e la sua strategia “wait-and-see”. Le attese sui tassi

7 Maggio 2025 11:06

Tassi ancora in pausa, con una Federal Reserve (Fed) in modalità “wait-and-see”. L’imminente riunione della banca centrale usa, la terza di questo 2025, si preannuncia “povera” di sorprese sul fronte del costo del denaro che dovrebbe restare invariato nel range tra il 4,25% e il 4,5%.

Prima del periodo di silenzio che precede di consueto la riunione, gli interventi dei membri della Fed hanno messo in evidenza che, sebbene l’incertezza sia elevata, la politica monetaria è ancora in una buona posizione per bilanciare i propri target: la massima occupazione e la stabilità dei prezzi.

Massima attenzione, quindi, alle dichiarazioni del presidente Jerome Powell che potrebbe cercare di rassicurare i mercati.

Powell, l’equilibrista

Grande attesa per le parole di Powell. Gli annunci della Fed sui tassi sono attesi alle 20 ora italiana, a cui seguirà 30 minuti dopo la conferenza del governatore. “Powell probabilmente cercherà di rassicurare il mercato sulla salute dell’economia, giustificando l’attuale strategia attendista che non collima con le richieste di Trump di tagli immediati. Al momento il primo taglio è prezzato pienamente per luglio“, suggeriscono gli strategist di Mps Capital Services.

In questi due giorni di lavori, il Fomc ha passato al setaccio i recenti dati macro, tra cui il Pil del primo trimestre 2025.  Note positive, invece, dall’inflazione che ha rallentato a marzo, e dal lavoro con il tasso di disoccupazione che è rimasto stabile al 4,2% ad aprile.

“I dati concreti reggono ancora”, ha affermato Sarah House, economista senior di Wells Fargo, ripresa da Bloomberg. “Probabilmente verrà ribadito che l’incertezza resta elevata e che sono pronti ad agire, o non agire, a seconda delle necessità, per cercare di soddisfare il doppio mandato”. Gli investitori sono alla finestra e certamente ascolteranno con attenzione se Powell ripeterà il mantra che “non hanno fretta” di adeguare i tassi.

Quanto al comunicato ufficiale, potrebbe essere ripetuta la “formula” del 19 marzo: “siamo attenti ai rischi su entrambi i lati del doppio mandato” in attesa di chiarezza sulle politiche commerciali dell’amministrazione Trump. Secondo Bloomberg, potrebbero essere apportate alcune piccole modifiche al testo del primo paragrafo della dichiarazione, che descrive le condizioni economiche. Una contrazione del prodotto interno lordo del primo trimestre, trainata dalle importazioni, impedirà al comitato di ribadire che l’attività economica complessiva “ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto”.

“Ci attendiamo che Powell indicherà una rinnovata priorità alla stabilità dei prezzi – segnalano da Bloomberg Economics -. Tuttavia, i funzionari della Fed potrebbero nuovamente basarsi sui segnali di un mercato del lavoro “solido” per giustificare la loro politica attendista. È probabile che i responsabili politici ripetano che l’incertezza sulle prospettive economiche è aumentata o rimane elevata”.

I dati da monitorare: inflazione e lavoro

I dati da osservare sono sicuramente quelli relativi alla disoccupazione e al mercato del lavoro, dati fondamentali per la Fed“, suggerisce David Pascucci, analista dei Mercati per XTB. Le richieste continue di sussidi di disoccupazione, aggiornate con frequenza settimanale, sono fondamentali in quanto un loro aumento risulta essere correlato con un aumento della disoccupazione. “Proprio questo dato ha visto un nuovo record durante la scorsa settimana, con 1916k richieste di sussidi che risulta il massimo dal post-pandemia – sottolinea l’esperto -. Una partenza forte al rialzo del dato potrebbe aprire la pista per possibili tagli nel corso della prossima riunione. Anche l’inflazione é sotto l’attenzione della Fed in quanto sembra aver intrapreso un nuovo sentiero ribassista riportandosi ai livelli di settembre 2024 con l’uscita del dato scorso, dato che verrà aggiornato prossima settimana”.

Le attese sulle prossime mosse

Intanto, le attese sui mercati indicano attualmente un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione della Fed del 29-30 luglio, e altri due o tre entro la fine dell’anno. Gli economisti interpellati da Bloomberg prevedono, invece, solo due tagli, a partire da settembre.

Secondo la view di Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia, “resta un certo grado di incertezza su quanto verrò deciso nella riunione di giugno, dove l’ipotesi di un primo taglio dei tassi appare sempre più credibile. Tre elementi principali sostengono questa prospettiva”.

In primo luogo, spiega l’esperto, l’economia statunitense mostra segnali evidenti di rallentamento: nel primo trimestre il PIL ha registrato una contrazione dello 0,3%, un campanello d’allarme rilevante per la crescita. In secondo luogo, la Fed potrebbe voler attenuare gli effetti negativi delle tensioni commerciali e delle politiche protezionistiche, che stanno incidendo negativamente sulla domanda interna attraverso l’aumento dei costi per imprese e famiglie. Infine, l’inflazione mostra segnali di equilibrio, offrendo alla banca centrale un margine d’azione per un allentamento della politica monetaria senza alimentare nuove pressioni sui prezzi.