Notizie Analisi tecnica Alert Wall Street sui mercati: indici Usa in forte correzione. Ecco tutti i fattori di rischio

Alert Wall Street sui mercati: indici Usa in forte correzione. Ecco tutti i fattori di rischio

6 Marzo 2025 09:59

Dopo un inizio di anno solido ed una corsa rialzista che ha portato gli indici azionari statunitensi su nuovi massimi, il mercato sta subendo una brusca correzione bruciando gli stessi miliardi di capitalizzazione guadagnati durante il rialzo post elezioni Usa. L’S&P 500, il Nasdaq 100 ed il Russell 2000 hanno registrato ribassi significativi nelle ultime settimane, segnalando un incremento della volatilità ed un possibile cambio di sentiment tra gli investitori. Un mix di fattori macroeconomici, geopolitici e speculativi sono i principali driver che hanno spinto i vari indici verso questo ribasso massivo e trascinando con sé numerosi titoli e mercati. Di seguito il commento tecnico sugli indici.

Mercato azionario Usa sotto pressione

Dopo un rally che ha permesso ai principali indici Usa di testare nuovi livelli di massimo storico, il mercato sta ora attraversando una situazione di forte correzione, trainata da fattori di diversa natura. Durante il mese di febbraio si sono innescate una serie di vendite che si sono protese anche con l’inizio di marzo in scia ad una serie di notizie che hanno scosso i mercati ed incrementato il livello di incertezza.

A pesare sulla price action in atto sono stati i recenti sviluppi delle politiche monetarie della Fed, che continua a mantenere un atteggiamento cauto sui tassi d’interesse ed il conseguente aumento dei rendimenti obbligazionari che hanno ridotto l’attrattiva degli asset più rischiosi. A questi fattori si sono aggiunti segnali di rallentamento dell’economia statunitense ed un sentiment di mercato già indebolito da livelli di ipercomprato derivato dell’euforia, a tratti eccessiva, dei mesi precedenti.

Inoltre, sul fronte geopolitico, l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca si è concluso con un nulla di fatto, aumentando le incertezze sul supporto americano all’Ucraina e sulle tensioni con la Russia. Parallelamente, la nuova ondata di dazi imposta dall’amministrazione Trump ha alimentato il timore di una guerra commerciale su larga scala.

Questi sviluppi hanno aumentato l’incertezza geopolitica e commerciale, contribuendo alla volatilità dei mercati finanziari con ripercussioni negative sulla crescita economica globale e sugli utili aziendali. Di conseguenza, gli indici S&P 500, Nasdaq e Russell 2000 hanno registrato flessioni significative, riflettendo le preoccupazioni degli operatori di mercato riguardo ad un possibile rallentamento economico e ad un deterioramento delle relazioni internazionali.

Punto tecnico sui grafici

S&P 500

S&P 500

, l’indice che rappresenta lo stato di salute delle principali corporate Usa, appare in una fase di forte correzione e volatilità. Con una performance che al momento segna -1,9% circa da inizio anno, rispetto ai massimi storici del 19 febbraio la correzione registra un -5,5%.

Il momento negativo dell’indice si evince non tanto dal sell-off dell’ultimo periodo, quanto piuttosto dalla rottura della trendline (in blu) di medio periodo. Attualmente, il prezzo ha trovato sostegno sul supporto statico (in giallo) in area 5.770 punti, sul quale sono avvenuti due tentativi di rottura ribassista attualmente rigettati e privi di conferma. Ad ogni modo, la movimentazione in vendita risulta particolarmente significativa a causa di volumi di negoziazione molto elevati che si sono protratti per numerose sedute.

Specularmente sull’oscillatore RSI a 14 periodi l’area di ipervenduto deve ancora essere testata, ma la debolezza era percepibile da tempo: nello specifico, si segnala a riguardo la rottura in rapida successione dei supporti statici (in viola) e di quello dinamico (in verde). Inoltre, la condizione di salute dell’indice destava segnali di criticità da tempi non sospetti. Sull’RSI, infatti, si presenta un’evidente divergenza (in rosso) rispetto alla serie storica di prezzo in fase di conformazione dei nuovi massimi storici.

Alla luce di quanto sopra, pertanto, la condizione di mercato potrebbe essere tale da poter sviluppare un rimbalzo tecnico nelle prossime sedute ma senza modificare il trend di fondo che, salvo improvvisi scossoni, dovrebbe confermarsi con una visione ribassista.

Nasdaq 100

Condizione analoga anche per l’indice Nasdaq 100, rappresentativo dei principali titoli tecnologici Usa, sul quale la situazione presenta una correzione più intensa, perdendo oltre il -4,2% da inizio anno e quasi il -9% dai massimi storici di febbraio.

Grafico ricco di spunti con una fattispecie ribassista che si presenta in un contesto molto complesso per i titoli tecnologici. Si evince infatti una rottura della trendline (in blu) rialzista di medio periodo che avviene contestualmente a quella di un importante supporto statico (in giallo) in area 20.700 punti. Di seguito, sul grafico si riporta il tentativo di rottura al di sotto del livello 20.550 (in azzurro) che rappresenta la potenziale conferma di un pattern di inversione ribassista: un doppio massimo. Si solleva pertanto un contesto di elevata incertezza e debolezza che potrebbe protrarsi in un orizzonte di medio termine con target su livelli di minimo relativo a sei mesi, qualora giungessero ulteriori segnali a conferma.

Segnali ribassisti confermati anche sul fronte dei volumi, sui quali si evince una divergenza rispetto alla conformazione dei massimi storici, nonché su quello dell’RSI a 14 periodi. Su quest’ultimo si noti la rottura ribassista in rapida successione dei supporti statici (in viola) e di quello dinamico (in verde), oltre, anche in questo caso, alla divergenza rispetto alla serie storica dei prezzi.

Scenario che si prospetta quindi fortemente ribassista salvo invalidazioni significative nelle principali aree di prezzo.

Russell 2000

Indice Russell 2000 che si presenta con un bilancio decisamente peggiore rispetto agli altri due indici sopra analizzati, con una performance che ad oggi registra un -7% circa da inizio anno ed un complessivo -15% dai massimi relativi di novembre 2024.

Il grafico in questo caso presenta dei segnali contrastanti, con l’indice che ha configurato un interessante pattern a triangolo di continuazione rialzista, salvo poi invalidarlo al ribasso rompendo anche la trendline (in blu) di medio periodo. Rispetto agli altri indici, tuttavia, la movimentazione correttiva è avvenuta con anticipo e con maggior intensità, portando il Russell 2000 a testare aree di minimo relativo a sei mesi, seguito della rottura di importanti aree chiave di supporto (in giallo). Attualmente il valore dell’indice si muove all’interno di un range ampio 70 punti circa, tra le aree 2.030 e 2.100, con una buona probabilità di andare a testare livelli inferiori.

Sul fronte RSI a 14 periodi la correzione in atto è stata anticipata dalla rottura dei supporti statici (in viola) e di quello dinamico (in verde), approcciando velocemente l’area di ipervenduto. Sebbene un eventuale rimbalzo tecnico possa essere probabile nel breve termine, è bene tenere in considerazione che la resistenza dinamica risulta al momento molto distante, a testimonianza di una prevalenza di forza in vendita ancora attuale.

Per riassumere quindi, i mercati sembrano scontare un momento particolarmente negativo per l’economia americana a causa di una serie di driver che possono rallentare lo sviluppo interno. La forte caduta registrata in quest’ultimo periodo potrebbe tuttavia essere frutto di una reazione esagerata e pertanto un rimbalzo potrebbe verificarsi. Ad ogni modo, nel medio termine, i grafici suggeriscono che il trend possa essersi momentaneamente invertito.