Risparmio: buona fase per il reddito fisso area euro (fondionline.it)
Uno dei principi cardine degli investimenti finanziari risiede nel rispetto della proporzione tra il rendimento potenziale degli strumenti finanziari e il rischio che ciascun investitore intende accollarsi. Una breve analisi della grande varietà di opzioni che attualmente esistono nel mercato dei fondi comuni obbligazionari in Italia, permette di rendersi conto che gli ultimi dodici mesi sono stati molto favorevoli ai risparmiatori che hanno deciso di assumersi un livello di rischio superiore alla media.
Il comportamento del mercato obbligazionario europeo sta calamitando l'attenzione degli operatori a causa della continua riduzione dei rendimenti offerti dai titoli di stato dell'area Euro. Nelle ultime settimane, il bund decennale tedesco si è avvicinato alla barriera storica del 3%. La persistenza del trend decrescente seguito dai rendimenti obbligazionari di lungo periodo negli ultimi anni, si è tradotto in un incremento dei prezzi di mercato dei bond e nella realizzazione di ottime performance per i numerosi fondi comuni di investimento che si dedicano a questa tipologia di strumenti finanziari.
Le otto categorie delineate dagli esperti di Lipper per distinguere le diverse tipologie di fondi comuni che prediligono il reddito fisso, dimostrano quanto siano varie le opzioni di investimento offerte dall'industria del risparmio gestito all'investitore. Le diverse tipologie vanno dai prodotti caratterizzati da un livello di rischio molto basso (i fondi monetari ), a quelli che presentano livelli di rischio e volatilità elevati ( fondi high yield, prodotti che puntano sull'ottenimento di elevate performance a patto di accollarsi rischi molto superiori alla media del mercato dei titoli di debito).
I prodotti a basso rischio sembrano aver perso parte della loro popolarità negli ultimi dodici mesi. Il calo è imputabile in larga misura alle scarse performance, intimamente legate alla fase di tassi di interesse ai minimi storici che sta vivendo l'area euro. La performance media offerta da questi fondi si è fermata all'1,39%, e le prospettive per il breve termine appaiono poco entusiastiche. Al contrario, appare certa la probabilità che non si incorra in perdite di capitale e che si continui ad ottenere rendimenti simili anche per i prossimi trimestri. Questa convinzione viene ulteriormente rafforzata dando una rapida occhiata alla volatilità media.
La volatilità media, misurata dalla deviazione standard annualizzata relativa all'ultimo triennio, è di appena lo 0,16%. Il significato di questo dato si traduce in una variazione quotidiana minima dei prezzi e in una possibilità nulla di incorrere in perdite del capitale investito. In generale, possiamo sostenere che una volatilità storica inferiore all'1,5% ci garantisce un livello di protezione del capitale molto elevato.
Sul fronte opposto troviamo i fondi obbligazionari area euro ad alto rendimento o high yield, che accumulano una performance cumulata annua e triennale pari rispettivamente all'8,2% e al 42,07%. La volatilità media di questi prodotti è del 3,81% sulla distanza temporale dei dodici mesi e del 4,61% sui tre anni. Le probabilità di incorrere in perdite del capitale investito sono molto elevate (come avvenuto durante la scorsa primavera). Di fatto, un'ipotetica fase di recessione, caratterizzata da un elevato numero di corporate impossibilitate a fare affidamento su elevati livelli di affidabilità creditizia, potrebbe comportare pesanti perdite per i sottoscrittori di questi strumenti.
Tra i due estremi esistono numerose opzioni: obbligazionari a breve termine, monetari dinamici ( con volatilità inferiore all'1% e performance vicine al 3% nel corso dell'ultimo anno), inflation linked bond fund ( performance annua del 4,5% e volatilità del 2,65%), obbligazionari a medio termine ( performance sui dodici mesi al 3,88% e volatilità all'1,1%), obbligazionari lungo termine etc. A cura di www.fondionline.it
Il comportamento del mercato obbligazionario europeo sta calamitando l'attenzione degli operatori a causa della continua riduzione dei rendimenti offerti dai titoli di stato dell'area Euro. Nelle ultime settimane, il bund decennale tedesco si è avvicinato alla barriera storica del 3%. La persistenza del trend decrescente seguito dai rendimenti obbligazionari di lungo periodo negli ultimi anni, si è tradotto in un incremento dei prezzi di mercato dei bond e nella realizzazione di ottime performance per i numerosi fondi comuni di investimento che si dedicano a questa tipologia di strumenti finanziari.
Le otto categorie delineate dagli esperti di Lipper per distinguere le diverse tipologie di fondi comuni che prediligono il reddito fisso, dimostrano quanto siano varie le opzioni di investimento offerte dall'industria del risparmio gestito all'investitore. Le diverse tipologie vanno dai prodotti caratterizzati da un livello di rischio molto basso (i fondi monetari ), a quelli che presentano livelli di rischio e volatilità elevati ( fondi high yield, prodotti che puntano sull'ottenimento di elevate performance a patto di accollarsi rischi molto superiori alla media del mercato dei titoli di debito).
I prodotti a basso rischio sembrano aver perso parte della loro popolarità negli ultimi dodici mesi. Il calo è imputabile in larga misura alle scarse performance, intimamente legate alla fase di tassi di interesse ai minimi storici che sta vivendo l'area euro. La performance media offerta da questi fondi si è fermata all'1,39%, e le prospettive per il breve termine appaiono poco entusiastiche. Al contrario, appare certa la probabilità che non si incorra in perdite di capitale e che si continui ad ottenere rendimenti simili anche per i prossimi trimestri. Questa convinzione viene ulteriormente rafforzata dando una rapida occhiata alla volatilità media.
La volatilità media, misurata dalla deviazione standard annualizzata relativa all'ultimo triennio, è di appena lo 0,16%. Il significato di questo dato si traduce in una variazione quotidiana minima dei prezzi e in una possibilità nulla di incorrere in perdite del capitale investito. In generale, possiamo sostenere che una volatilità storica inferiore all'1,5% ci garantisce un livello di protezione del capitale molto elevato.
Sul fronte opposto troviamo i fondi obbligazionari area euro ad alto rendimento o high yield, che accumulano una performance cumulata annua e triennale pari rispettivamente all'8,2% e al 42,07%. La volatilità media di questi prodotti è del 3,81% sulla distanza temporale dei dodici mesi e del 4,61% sui tre anni. Le probabilità di incorrere in perdite del capitale investito sono molto elevate (come avvenuto durante la scorsa primavera). Di fatto, un'ipotetica fase di recessione, caratterizzata da un elevato numero di corporate impossibilitate a fare affidamento su elevati livelli di affidabilità creditizia, potrebbe comportare pesanti perdite per i sottoscrittori di questi strumenti.
Tra i due estremi esistono numerose opzioni: obbligazionari a breve termine, monetari dinamici ( con volatilità inferiore all'1% e performance vicine al 3% nel corso dell'ultimo anno), inflation linked bond fund ( performance annua del 4,5% e volatilità del 2,65%), obbligazionari a medio termine ( performance sui dodici mesi al 3,88% e volatilità all'1,1%), obbligazionari lungo termine etc. A cura di www.fondionline.it