News Notizie Italia Affitto a canone concordato non sfonda a Milano, ecco perchè conviene meno

Affitto a canone concordato non sfonda a Milano, ecco perchè conviene meno

Pubblicato 10 Novembre 2019 Aggiornato 19 Luglio 2022 17:19
Il canone concordato è sempre più gettonato sul mercato degli affitti. L’ufficio studi Solo Affitti evidenzia che la tipologia contrattuale più utilizzata nelle città capoluogo di regione è quella a canone concordato che aumenta ancora: dal 68,2% del 2018 al 72,3% di quest’anno. Al risultato hanno contribuito i contratti 3+2 (42,3%), quelli per studenti universitari fuori sede (12,9%) e quelli transitori (17,2%). A favorire il successo del contratto a canone concordato è la possibilità per i proprietari di accedere alla cedolare secca al 10% (anziché al 21%) e allo sconto del 25% sull’IMU, misure al momento confermate nella manovra finanziaria del Governo. Tutti i nuovi contratti di locazione sottoscritti dalle agenzie Solo Affitti nell’ultimo anno ad Ancona e Bari seguono lo schema del canone concordato mentre si arriva a una percentuale di utilizzo del 90% a Cagliari, Genova e Perugia. Solo Affitti ha registrato percentuali di utilizzo molto basse a Milano (20,7%), città in cui i prezzi di affitto calmierati (“concordati” tra associazioni dei proprietari e degli inquilini) sono ancora lontani dai canoni di mercato, rendendo questa formula contrattuale non conveniente per i proprietari di casa nonostante le interessanti agevolazioni fiscali. In deciso calo l’utilizzo del contratto “libero 4+4” (dal 27,2% al 24,8% del 2019) e di quelli completamente liberi (dal 4,6% al 2,9% di quest’anno).