Petrolio: l’IEA taglia la stima sulla crescita della domanda nel 2012
Il mercato petrolifero a gennaio è stato caratterizzato da un "equilibrio instabile" frutto da un lato dalle tensioni dal fronte geopolitico e dall'altro dal deterioramento delle prospettive economiche. È quanto si legge nell'Oil Market Report, il documento mensile pubblicato oggi dall'Agenzia internazionale dell'Energia (IEA). Nel report la domanda di greggio nel 2012 è pronosticata a 89,9 milioni di barili al giorno, +0,8 milioni (+0,9%) rispetto all'anno precedente. La crescita delle richieste è stata tagliata di 0,3 milioni di barili rispetto al rapporto pubblicato a gennaio a causa della revisione al ribasso della crescita economica globale dal 4 al 3,3%.
Stando ai dati contenuti nel report, la produzione di greggio in arrivo dai Paesi non facenti parte dell'Opec a gennaio è scesa di 0,2 milioni a 53,2 milioni di barili al giorno mentre l'output del cartello è salito a 30,9 milioni, il livello massimo dall'ottobre 2008. L'incremento è attribuibile "all'incremento della produzione libica ed agli elevati livelli produttivi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi". Il brent in versione spot quotato all'ICE in questo momento si attesta in quota 116,67 dollari (+0,28%), non lontano dai recenti massimi dal luglio 2011, mentre lo statunitense wti sale dell'1,1% a 99,84 dollari.
Stando ai dati contenuti nel report, la produzione di greggio in arrivo dai Paesi non facenti parte dell'Opec a gennaio è scesa di 0,2 milioni a 53,2 milioni di barili al giorno mentre l'output del cartello è salito a 30,9 milioni, il livello massimo dall'ottobre 2008. L'incremento è attribuibile "all'incremento della produzione libica ed agli elevati livelli produttivi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi". Il brent in versione spot quotato all'ICE in questo momento si attesta in quota 116,67 dollari (+0,28%), non lontano dai recenti massimi dal luglio 2011, mentre lo statunitense wti sale dell'1,1% a 99,84 dollari.