Rame: il Pmi cinese spinge al ribasso le quotazioni
Il Pmi cinese, per il terzo mese consecutivo sotto quota 50 punti, spinge al ribasso le quotazioni del rame. -113 dollari per il rame che dopo aver toccato i massimi degli ultimi 4 mesi scende a 8.270 dollari la tonnellata in scia delle indicazioni arrivate dalla stima preliminare (85-90% del totale) diffusa da Hsbc relativa la fiducia del comparto manifatturiero cinese, che a gennaio ha registrato un modesto miglioramento da 48,7 a 48,8 punti. Si tratta del terzo risultato consecutivo sotto quota 50 punti, che separa espansione e recessione dell'attività economica. La Cina rappresenta il primo consumatore mondiale del metallo rosso.
Ieri nel suo Commodity Outlook, Unicredit ha alzato da 7.500 a 8.400 dollari la stima sul prezzo medio del rame nel 2012. "La Cina si sta lentamente avviando -si legge nel report- verso una politica monetaria più accomodante. Come conseguenza il deficit di offerta che caratterizza il mercato del rame sarà maggiore delle attese".
Ieri nel suo Commodity Outlook, Unicredit ha alzato da 7.500 a 8.400 dollari la stima sul prezzo medio del rame nel 2012. "La Cina si sta lentamente avviando -si legge nel report- verso una politica monetaria più accomodante. Come conseguenza il deficit di offerta che caratterizza il mercato del rame sarà maggiore delle attese".