Piazza Affari chiude in lieve rialzo, tonfo per Ubi e Unicredit
Segno più per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,09% a 18.216 punti. I riflettori sono già proiettati al discorso di Janet Yellen in programma domani che potrebbe chiarire maggiormente le idee sull'effettiva intenzione della Fed di alzare i tassi già il prossimo mese. Tra le commodity rally del petrolio con Wti a ridosso della soglia dei 50 dollari al barile, sui massimi dallo scorso 12 ottobre, in scia ai riscontri sulle scorte di petrolio statunitensi scese di 4,2 milioni di barili nella settimana al 20 maggio, più di quanto gli analisti avevano stimato.
A frenare il listino milanese è stata la debolezza del comparto bancario. Spicca il nuovo passo falso di Unicredit scesa del 3,83% a 3,01 euro. A dominare la scena è sempre il cambio al vertice dell'istituto di piazza Gae Aulenti con la scelta del successore di Federico Ghizzoni che potrebbe richiedere oltre un mese. Tra i papabili spiccano sempre i nomi di Marco Morelli (ex Intesa e Mps), Alberto Nagel (ceo di Mediobanca) e Sergio Ermotti (Ubs).
Pioggia di vendite anche sul titolo Ubi Banca che ha segna un calo del 5,98% a quota 3,49 euro dopo essere stato sospeso più volte per eccesso di ribasso. Pesano le nuove indiscrezioni stampa che ipotizzano un possibile interesse dell'istituto bergamasco verso Veneto Banca in vista dell'aumento di capitale da 1 miliardo di euro che l'istituto veneto ha in programma il prossimo mese. Tra i possibili interessati al dossier Veneto Banca ci sarebbe anche Bper.
In calo anche Poste (-0,8%) dopo l'annuncio del passaggio del 35% del capitale dal Tesoro a Cdp e l'intenzione di cedere il restante 29,7% sul mercato. Tra i titoli in rialzo spicca il +4,15% di Telecom Italia.
A frenare il listino milanese è stata la debolezza del comparto bancario. Spicca il nuovo passo falso di Unicredit scesa del 3,83% a 3,01 euro. A dominare la scena è sempre il cambio al vertice dell'istituto di piazza Gae Aulenti con la scelta del successore di Federico Ghizzoni che potrebbe richiedere oltre un mese. Tra i papabili spiccano sempre i nomi di Marco Morelli (ex Intesa e Mps), Alberto Nagel (ceo di Mediobanca) e Sergio Ermotti (Ubs).
Pioggia di vendite anche sul titolo Ubi Banca che ha segna un calo del 5,98% a quota 3,49 euro dopo essere stato sospeso più volte per eccesso di ribasso. Pesano le nuove indiscrezioni stampa che ipotizzano un possibile interesse dell'istituto bergamasco verso Veneto Banca in vista dell'aumento di capitale da 1 miliardo di euro che l'istituto veneto ha in programma il prossimo mese. Tra i possibili interessati al dossier Veneto Banca ci sarebbe anche Bper.
In calo anche Poste (-0,8%) dopo l'annuncio del passaggio del 35% del capitale dal Tesoro a Cdp e l'intenzione di cedere il restante 29,7% sul mercato. Tra i titoli in rialzo spicca il +4,15% di Telecom Italia.