Crisi del gas: Marangoni di Althesys, ci costerà 3,8 mld
La crisi del gas tra Russia e Ucraina fa salire per gli italiani i "costi del non fare", cioè quelle spese che paghiamo perché non vengono costruiti gli impianti programmati: un costo aggiuntivo che oggi è stimabile in 3,8 miliardi di euro. Questa la stima dell'economista Alessandro Marangoni, docente all'Università Bocconi di Milano e a capo del centro ricerche Althesys di Milano, specializzato nelle analisi energetiche e ambientali e nello studio dei "costi del non fare". I rigassificatori importano via nave il metano liquefatto e sono "svincolati" dalla servitù dell'importazione via conduttura. L'Italia ha solamente uno di questi impianti, ed è il piccolo rigassificatore di Panigaglia (La Spezia). «Pochi anni fa, il "costo del non fare" per i rigassificatori necessari era di 5,9 miliardi. Per fortuna è in allestimento l'impianto al largo di Rovigo - ricorda Marangoni - il quale porta all'Italia un "beneficio dall'aver fatto" stimabile attorno a un miliardo di euro». Ma il ritardo di realizzazione dell'impianto di Rovigo (circa cinque anni di attesa inutile) è costato all'Italia 500 milioni. «Gli italiani pagano sulle bolletta del gas e della corrente elettrica anche altri impianti che mancano per ridurre la dipendenza dalle incertezze internazionali. Per esempio - conclude Marangoni dell'Althesys - da anni sono in attesa di essere avviati una decina di nuovi stoccaggi di gas».