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Yahoo! prova a voltare pagina: nominato ceo Scott Thompson in arrivo da PayPal

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Le indiscrezioni circolate in mattinata sul cambio al vertice di Yahoo! sono state confermate. Poco prima dell’apertura di Wall Street il colosso internet californiano ha annunciato che Scott Thompson, presidente di Paypal, divisione di eBay, assumerà la carica di nuovo amministratore delegato del gruppo. La nomina, che sarà effettiva a partire da lunedì 9 gennaio, è arrivata a distanza di quattro mesi dal licenziamento in tronco di Carol Bartz avvenuto lo scorso settembre. Ad interim Bartz era stata sostituita da Tim Morse, che ora tornerà ad assumere il suo ruolo di direttore finanziario.
Il celebre portale Usa, fondato nel 1994 da due studenti Jerry Yang e David Filo, prova dunque a voltare pagina in uno dei momenti di maggiore incertezza della sua storia: la società che rappresenta uno dei pionieri della rivoluzione del web negli anni ’90 continua infatti a soffrire pesantemente l’agguerrita concorrenza di quello che è considerato ora ben più di un motore di ricerca, ovvero Google.

La notizia non è stata accolta positivamente dal mercato. Il titolo Yahoo! cede infatti oltre il 2%. Reazione negativa anche da parte di eBay che lascia sul parterre quasi il 4%, una delle peggiori dell’S&P 500.

Conosciamo meglio Scott Thompson. Il manager, come accennato, è stato presidente di PayPal del gruppo eBay, dove ha continuato a registrare nel corso degli anni una forte crescita grazie ad un indirizzamento del consumatore basato su solide piattaforme tecnologiche. Sotto la sua leadership PayPal ha consolidato la sua posizione nel mercato globale dei servizi di pagamento online, espandendo la propria base di utenti attivi da 50 milioni a oltre 104 in 190 Paesi sparsi per il mondo.

Thompson prende il posto di Carol Bartz silurata a sorpresa a inizio settembre. Bartz era arrivata ufficialmente in Yahoo! il 13 gennaio del 2009, prendendo il posto lasciato dal co-fondatore Jerry Yang che aveva rimesso le sue dimissioni dopo essere stato oggetto di critiche da parte di alcuni investitori a seguito del rifiuto dell’offerta di acquisto messa sul piatto da  Microsoft.