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Wall Street si conferma negativa, Wti scende a 27,5 dollari

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I listini statunitensi si allontanano dai minimi ma si confermano negativi. A due ore dalla chiusura degli scambi il Dow Jones segna un -2,33%, lo S&P500 arretra del 2,25% e il Nasdaq perde l’1,45%. Il comparto energetico è quello più colpito (-4,5%) in scia del calo di oltre 5 punti percentuali messo a segno dal Wti, sceso fino a 27,56 dollari il barile (nuovo minimo dal terzo trimestre del 2003).

A livello di singole performance spicca il -2,54% di Goldman Sachs che ha chiuso il quarto trimestre dell’anno con profitti in flessione del 65% dopo l’accordo da 5,1 miliardi di dollari con le autorità americane per chiudere la vicenda dei Residential mortgage backed security. Nel periodo in esame gli utili sono scesi a 765 milioni di dollari, ossia 1,27 dollari ad azione, contro i 2,17 miliardi, ossia 4,38 dollari ad azione, registrati un anno prima. I ricavi sono scivolati a 7,27 miliardi dai 7,69 miliardi conseguiti nel corrispondente periodo nel 2014, ma hanno battuto le aspettative degli analisti pari a 7,17 miliardi. Arrivati anche i numeri di International Business Machines (-6,02%) che ha presentato un outlook 2016 particolarmente debole e quelli di Netflix (-0,82%) che limita le perdite in scia della crescita dei clienti, pari a 5,59 milioni nel quarto trimestre (contro i 5,15 milioni stimati).

Per quanto riguarda l’agenda macro, indicazioni deludenti dall’inflazione, scesa dicembre dello 0,1% su base mensile (+0,7% annuo). Il consensus degli analisti era per una lettura mensile invariata. Nell’ultimo mese dell’anno i permessi edilizi sono scesi del 3,9% a 1,23 milioni di unità (stime a 1,20 milioni) mentre i nuovi cantieri edili sono arretrati a 1,149 milioni (1,20 milioni).