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Usa: banche in difficoltà su esposizione alla Grecia, titoli e cds sull’ottovolante

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Non solo in Europa, ma anche sull’altra sponda dell’Atlantico le banche non se la passano bene. E la ragione sembrerebbe ancora una volta legata alla crisi del debito sovrano in alcuni Paesi dell’Eurozona, in particolare della Grecia. Ieri, dopo giorni di ribassi, è arrivata l’ennesima mazzata per i principali istituti finanziari americani: Bank of America ha iniziato il nuovo trimestre con un calo del 9,64%, mentre Morgan Stanley è scesa del 7,7%. Tra le peggiori giornate dall’inizio dell’anno. Nella prima seduta del mese di ottobre lo S&P 500 ha fatto segnare un calo del 2,85% scivolando sotto la soglia dei 1.100 punti per la prima volta dal settembre 2010. I minimi di chiusura del 2011 erano stati toccati lo scorso 8 agosto a quota  1.119,46 punti.


A preoccupare gli investitori d’Oltreoceano è l’esposizione delle banche Usa alla Grecia e ai Paesi periferici d’Europa. O meglio, agli istituti francesi e tedeschi, che a loro volta sono i più esposti al debito greco. Lo dimostra l’andamento dei Cds (credit default swap, ossia quei contratti di assicurazione che proteggono dal rischio fallimento) dei big della finanza statunitense, schizzati ai livelli massimi del dopo-fallimento di Lehman Brothers, a ottobre 2008. Secondo quanto rilevato dall’inglese Cma, i cds a cinque anni di Morgan Stanley sono saliti ieri di 92 punti base a un prezzo base di 583 punti, mentre quelli di Goldman Sachs sono aumentati di 65 punti a quota 395. In deciso rialzo anche i cds di Bank of America aumentati di 33 punti a 457, mentre quelli di Aig sono schizzati di 76 punti a 545.

Un trend che prosegue. Oggi i cds di Morgan Stanley sono nuovamente saliti, superando la soglia dei 600 punti. Difficilmente l’istituto rilascerà dettagli sulla sua esposizione alla Grecia e ai Paesi periferici dell’Eurozona, almeno fino alla diffusione dei risultati trimestrali, previsti in agenda il prossimo 17 ottobre. Intanto la banca Usa incassa un altro pesante calo a Wall Street. Dopo la prima ora di contrattazioni il titolo perde oltre 4 punti percentuali sotto quota 12 dollari, sui minimi da dicembre 2008. Calo del 3% per Goldman Sachs e del 5% per Bank of America.

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