Ubi Banca: utile netto I sem. raddoppiato a 251,7 mln, Core Tier 1 all'8,2%

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 30/08/2011 - 08:28
Quotazione: UBI BANCA
Ubi Banca ha chiuso il primo semestre con un utile netto più che raddoppiato a 251,7 milioni di euro rispetto ai 102,1 milioni dell'analogo periodo del 2010. In crescita dello 0,6% il risultato della gestione operativa attestatosi a circa 471 milioni per effetto del favorevole andamento degli oneri operativi che sono diminuiti dell'1,6% (-19,7 milioni) a 1,23 miliardi e che ha più che compensato la riduzione dei proventi operativi scesi dell'1% (17 milioni) a 1,7 miliardi di euro. Il margine d'interesse è stato pari a 1,04 miliardi di euro, in flessione di 9,7 milioni (-0,9%) rispetto al primo semestre 2010 seguito del cambiamento di perimetro dell'attività di Banca 24/7 (abbandono dei prestiti finalizzati e dei prestiti personali a clientela non captive, con impatto sul margine d'interesse di -17,9 milioni di euro). A parità di perimetro, il margine d'interesse segnerebbe un incremento dello 0,8 per cento. Le commissioni nette sono risultate essere pari a 586,6 milioni, mostrando un decremento di 21 milioni rispetto ad un anno fa dovuto a minori commissioni sul collocamento di obbligazioni di terzi (-25,1 milioni) e ad una variazione di perimetro, in quanto il 2011 non include più le commissioni di banca depositaria (7,7 milioni), presenti invece nel 2010. Al netto di tali voci, le commissioni nette registrano una crescita del 2,1% anno su anno e del 4,3% secondo trimestre rispetto al primo trimestre 2011.
Al 30 giugno 2011, il patrimonio netto consolidato del gruppo escluso l'utile di periodo, si attesta a 11,8 miliardi (10,8 miliardi di euro a fine dicembre 2010), anche per effetto dell'inclusione dell'aumento di capitale per i 923 milioni incassati a fine giugno. In riferimento alla solidità patrimoniale il Core Tier 1 è pari all'8,2%, mentre il Total Capital Ratio al 13,02%.
"La dinamica dei proventi operativi continuerà ad essere influenzata dalla crisi del debito sovrano
con le conseguenti tensioni sui mercati finanziari e sul livello dei tassi", si legge nel comunicato del gruppo bancario. "Sono state comunque implementate azioni commerciali finalizzate a poter conseguire, nel secondo semestre, un livello dei proventi operativi complessivamente superiore a quello registrato nella prima parte dell'anno. Per quanto riguarda la qualità del credito, l'attuale dinamica, anche a fronte di un contesto congiunturale sfavorevole, dovrebbe consentire di raggiungere un livello annuo del costo del credito inferiore al quello del 2010. Se si dovessero confermare le attuali quotazioni di borsa, si renderebbe necessario apportare ulteriori svalutazioni alla partecipazione in Intesa Sanpaolo".
COMMENTA LA NOTIZIA