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Tim: nuova battaglia tra Vivendi-Elliott, i francesi chiedono assemblea revocare i consiglieri del fondo Usa

Un copione già visto per Telecom Italia, con Vivendi ed Elliott che si danno ancora battaglia. I francesi puntano il dito contro “la disorganizzazione”

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Vivendi esce allo scoperto sul fronte Telecom Italia. I francesi, primo azionista di Tim con una quota di quasi il 24%, hanno chiesto al consiglio di amministrazione del gruppo italiano di convocare nuova assemblea per la nomina di nuovi consiglieri, revocando quelli di Elliott. Dopo la nota ufficiale del gruppo della famiglia Bolloré a Piazza Affari Telecom Italia ha accelerato al rialzo: il titolo del gruppo di tlc mostra un rialzo di oltre l’1% a 0,5546 euro. In media il consensus raccolto da Bloomberg indica per Telecom Italia un target price pari a 0,73 euro con un rendimento potenziale di circa il 32,7 per cento.

La richiesta di Vivendi

Vivendi ha rotto gli indugi, decidendo di scrivere al consiglio di amministrazione di Timprima della fine della settimana, per spingerlo a convocare un’assemblea il più presto possibile per nominare i nuovi revisori, revocare cinque dei dieci membri del Consiglio riconducibili alla lista Elliott, in particolar modo coloro che sono stati coinvolti nei problemi di governance, e proporre la nomina di cinque nuovi amministratori“.
“Nonostante la recente e forte raccomandazione del Collegio Sindacale, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, composto in maggioranza da membri sostenuti da Elliott, ha deciso il 6 dicembre di non convocare un’Assemblea per votare per la nomina di nuovi revisori”, spiegano da Vivendi rimarcando che “questa decisione, come molte altre prima, va contro tutte le regole di governance ed è fonte di disorganizzazione”.

 

Vivendi aveva promesso battaglia dopo il ribaltone ai vertici dello scorso novembre. Al posto dell’a.d. Amos Genish è stato nominato dal cda di Tim lo scorso 18 novembre, Luigi Gubitori. L’ex commissario straordinario di Alitalia ha avuto la meglio sull’altro candidato forte che circolava: l’ex responsabile dell’area Emea in Fca, Alfredo Altavilla. Gubitosi è il quarto amministratore delegato negli ultimi quattro anni a testimonianza del fermento per la tlc italiana che oltre ai problemi di governance deve fare i conti con il difficile scenario competitivo.

 

Per Telecom Italia c’è un’altra questione sul tavolo. Secondo quanto rivela “Il Messaggero” in edicola oggi, l’Autorità di garanzia per le Comunicazioni (AGCOM) sarebbe pronta a rivedere i prezzi di accesso alla rete Telecom. “Si tratta di un dossier parallelo a quello dello scorporo – scrive il quotidiano romano -. Fino ad oggi i due provvedimenti sono stati considerati come una sorta di pacchetto unico, all’interno del quale è contenuta anche la proposta di separazione della rete presentata, ormai da un anno, dal vecchio amministratore delegato del gruppo, Amos Genish all’Agcom”. Il progetto di Genish che non è mai stato ritirato potrebbe essere sottoposto a consultazione.