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Tim diffida Vivendi dal diffondere ulteriori notizie false e fuorvianti che danneggiano la società

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Tim replica duramente agli attacchi arrivati dal socio Vivendi. TIM diffida Vivendi (che risulta primo azionista con quasi il 24%), WanSquare e Yves de Kerdrel dal diffondere ulteriori notizie false e fuorvianti, che hanno l’unico effetto di danneggiare la società e tutti i suoi azionisti formulando in proposito ogni più ampia riserva.

Tim precisa, tra l’altro, che la maxi-svalutazione da 2 miliardi, fortemente criticata da Vivendi, decisa settimana scorsa è stata implementata dallo stesso Genish, designato dai francesi.

TIM fa riferimento alle dichiarazioni diffuse da Vivendi in data 8 novembre (tramite alcuni suoi portavoce) e 5 settembre 2018 (mediante apposito comunicato stampa), nonché con riferimento all’articolo pubblicato il 9 novembre 2018 su www.WanSquare.com a firma di Yves de Kerdrel e intitolato “Elliott manipule maintenant les comptes de Telecom Italia” (“Elliott manipola adesso i conti di Telecom Italia”) e specifica che il cda della tlc italiana è stato nominato in sostituzione di un consiglio venuto meno per effetto delle volontarie dimissioni dei consiglieri nominati da Vivendi rassegnate al fine di evitare la revoca di una parte di essi chiesta in considerazione di gravi carenze di governance. Inoltre il cda è interamente composto da soggetti indipendenti rispetto ai fondi di investimento gestiti da Elliott; TIM ha mantenuto come amministratore delegato Amos Genish (designato dal socio Vivendi), il quale aveva accettato di rimanere in carica a condizione che fosse confermato (come in effetti è accaduto) il piano industriale approvato dal precedente consiglio di amministrazione, sotto la direzione e il coordinamento di Vivendi e composto per la maggioranza da consiglieri designati da quest’ultima.

In ultimo, relativamente alle dichiarazione di Vivendi di “deplorare” la decisione di non convocare l’assemblea dei soci per procedere al rinnovo dei revisori, si precisa che trattasi di dichiarazione non veritiera (non avendo ancora il Cda assunto una decisione a tale riguardo) e fuorviante (attesa l’inesistenza di alcuna norma che imponga la nomina dei revisori in data anteriore all’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018).