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Tassi negativi e caccia ai rendimenti: per UBS l’opportunità è nei bond cinesi

Da un report recente di Fitch emerge che il valore dei debiti sovrani globali che presentano tassi negativi sia di $8,6 trilioni.

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Nell’arco dei prossimi cinque anni, il valore del mercato dei bond cinesi raddoppierà il proprio valore rispetto agli attuali $9 trilioni, superando il Giappone e diventando il secondo al mondo, appena dietro quello degli Stati Uniti. E’ quanto prevede un report di UBS Asset Management.

A rafforzare la crescita saranno, secondo la divisione di ricerca del colosso svizzero, gli effetti di una legge che è stata promulgata nel 2015, che vieta alle città e alle province del paese di contrarre prestiti con le banche.

La norma, volta a tutelare il sistema bancario cinese, richiede che le amministrazioni locali contraggano prestiti  accedendo piuttosto al mercato obbligazionario.

UBS, di conseguenza, ritiene che “saranno sempre di più le aziende cinesi che raccoglieranno capitali nel mercato dei bond osnshore, visto che il mercato domestico è già sufficientemente grande e liquido al punto da attrarre nuovi investitori”.

Di conseguenza, la banca prevede che il mercato dei titoli governativi locali crescerà a un valore superiore ai $3 trilioni, nel corso dei prossimi tre anni, rispetto al valore attuale di $1 trilione.

Bond cinesi, UBS: ecco perchè sono appetibili

Tali prospettive di crescita, secondo UBS, unite alle riforme finanziarie che Pechino sta portando avanti, rendono il mercato dei bond cinese un investimento appetibile, soprattutto in un’era caratterizzata da tassi bassi.

“In seguito alla crisi finanziaria globale, l’adozione di politiche monetarie non ortodosse ha provocato un’inflazione dei prezzi in tutte le classi tradizionali di asset. Tale situazione, a sua volta, ha creato una compressione dei rendimenti, tanto che Fitch Ratings, nel report che risale al mese di marzo di quest’anno, ritiene che il valore dei debiti sovrani globali che presentano tassi negativi, sia di $8,6 trilioni“.

I bond cinesi, invece, offrono “rendimenti attraenti” sia sia base reale che nominale, e presentano anche “un potenziale di guadagni in conto capitale, nel caso in cui i tassi dovessero scendere rispetto ai livelli attuali”.

Ancora, UBS ritiene che i bond del paese presentino “caratteristiche che li rendono difensivi (hanno un rating ‘investment grade’ e sono emessi da un paese creditore netto).

La view di UBS deve essere considerata tuttavia insieme a quella di altri strategist, che lanciano da mesi diversi avvertimenti sul mercato del reddito fisso della Cina.

Bond cinesi, attenzione a inversione curva rendimenti

In una nota di questa settimana, per esempio, Issac Meng, gestore di portafoglio dei mercati emergenti di Pimco, ha fatto notare come l’inversione della curva dei rendimenti, che ha portato i tassi decennali dei bond governativi cinesi a scendere al di sotto di quelli a 1 anno – fattore che era accaduto solo una volta in precedenza, nel giugno del 2013 – sia avvenuta in un contesto “di grave contrazione di liquidità nel mercato interbancario”. Una condizione che dovrebbe essere, a suo avviso, attentamente monitorata sia dalle autorità monetarie che dagli investitori.