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Seduta positiva per Piazza Affari. Male Bpm, svetta Telemedia -1

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo virando in territorio positivo in scia all’andamento di Wall Street. Ieri il listino meneghino aveva subito una fresca frenata per i timori sullo stato di salute dell’economia statunitense a causa dei deludenti dati sul mercato del lavoro Usa usciti settimana scorsa. Nel frattempo il fronte greco resta caldo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Trichet ha esortato le banche a riscadenzare il debito di Atene su base volontaria. Ma dopo Fitch anche Moody’s ha messo in chiaro che un eventuale rollover del debito ellenico, ovvero un reinvestimento dei bond in scadenza, sarebbe considerato alla stregua di un default. “È difficile che nelle attuali condizioni il rollover del debito di Atene possa essere effettuato su base volontaria”, ha dichiarato Bart Oosterveld, direttore generale della divisione Rischio Sovrano di Moody’s. Il mercato è ora in attesa del discorso che Ben Bernanke, governatore della Fed, terrà questa sera (21.45 ora italiana) ad Atlanta di fronte alla platea di banchieri. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo +0,24 a 20.574 punti a punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,17% a quota 21.337.
Male il comparto bancario, con Bpm che veste la maglia nera del paniere principale (-4,29% a 1,694 euro). Indiscrezioni di stampa riportano che l’ispezione di Banca d’Italia avrebbe fatto emergere maggiori crediti problematici per oltre un miliardo. “Secondo i nostri calcoli questi potrebbero portare a maggiori accantonamenti su crediti per circa 150 milioni – sostiene Intermonte nella nota odierna – il che vorrebbe dire che l’utile da noi atteso per il 2011 (pari a 140 milioni) sarebbe a forte rischio azzeramento”. La società ha emesso una nota per dichiarare che “il Consiglio di Amministrazione di oggi definirà le controdeduzioni in relazione agli esiti dell’accertamento ispettivo di Banca d’Italia conclusosi nel marzo 2011”. La società ha inoltre precisato che “il bilancio annuale 2010 e la prima trimestrale 2011 riflettono già le osservazioni dell’Organo di Vigilanza”. In rosso anche Ubi (in flessione del 3,09% a 4,458 euro) nel secondo giorno dell’aumento di capitale e Mps (-1,65 a 0,773 euro), dopo una partenza positiva all’indomani dell’assemblea straordinaria che ha conferito al Cda di Rocca Salimbeni di effettuare l’aumento di capitale da 2,47 miliardi di euro. La ricapitalizzazione dovrebbe partire a fine mese e permetterà di rimborsare gli 1,9 miliardi di euro di Tremonti Bond e di raggiungere gli obiettivi del piano industriale al 2015. In controtendenza Intesa SanPaolo che ha segnato un rialzo dell’1,91 a 1,81 euro e Unicredit che ha chiuso in progresso dello 0,66% attestandosi a 1,53 euro.