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Piazza Affari sui massimi dal 6 gennaio 2016 grazie ad UniCredit, miglior bancario d’Europa

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Festa grande nei listini azionari europei all’indomani del voto francese che ha visto il candidato liberale Emmanuel Macron e l’estremista di destra Marine Le Pen aggiudicarsi il ballottaggio del prossimo 7 maggio, sbaragliando la concorrenza degli avversari schierati da sinistra a destra dai partiti tradizionali.

“La possibile vittoria di Macron anche ai ballottagi potrebbe rilanciare e dare nuova linfa al progetto europeo e inoltre sancisce in un certo senso il crollo dell’establishment francese visto che chiunque vinca il ballottaggio non rappresenterà nessuno dei partiti che sono stati al potere negli ultimi 30 anni”, ha commentato Tim Stevenson, gestore di Henderson Global Investors.

I mercati festeggiano, per ora, il vantaggio di Macron sulla rivale: 23,9% contro il 21,7%, due punti di vantaggio circa che potrebbero diventare ancor di più nel ballottaggio del prossimo 7 maggio visto l’appoggio che il 39enne ex banchiere potrebbe ricevere dagli avversari sconfitti.

Un assist che i mercati reputano verosimile viste le prime reazioni nei mercati finanziari, in primis quello obbligazionario. Il risveglio del secondario dei titoli di Stato ha fatto registrare infatti un ribasso generalizzato degli spread, specie quello sui titoli francesi e italiani. Ecco che il differenziale di rendimento fra BTp e Bund con scadenza decennale è sceso di nuovo intorno ai 180 punti base per poi assestarsi a 184 basis point in chiusura.

Un movimento, quello degli spread, gradito alle banche che hanno ringraziato con rialzi diffusi un po’ in tutti i listini e specialmente dalle parti di Piazza Affari dove UniCredit ha portato a casa un bottino del +13,2 punti percentuali, il più cospicuo di tutto il continente, salendo nuovamente a 15,44 euro.

Da Milano a Francoforte dove, sempre grazie al traino di Commerzbank e Deutsche Bank, l’indice domestico DAX ha aggiornato i record storici, bissando i precedenti 12.390 risalenti al 10 aprile 2015. Un’accelerazione che ha visto il proprio motore nella pubblicazione delle rilevazioni dell’IFO Institute for Economic Research ha annunciato che l’indicatore che misura il sentiment di 7 mila operatori economici della prima economia europea, nel mese corrente si è attestato a 112,9 punti (112,4 punti, dato rivisto, a marzo). Gli analisti avevano stimato un dato sostanzialmente in linea con il precedente. 112,9 punti rappresenta il livello maggiore dal luglio del 2011.

Numeri che incoraggiano anche alla luce dell’appuntamento elettorale che aspetta i tedeschi il 24 settembre prossimo ma ancor più fomentano il dibattito all’interno dell’Eurotower circa un adeguamento delle nuove strategie monetarie per tenere conto della nuova fase congiunturale che l’economia europea sta attraversando. In tal senso i riflettori del mercato sono già proiettati a giovedì 27 aprile quando a Francoforte si svolgerà una riunione del Board Bce per discutere della questione.

In questo quadro Piazza Affari ha chiuso sui massimi dal 6 gennaio 2016 con l’indice FTSE Mib in rialzo del +4,775% a 20.684,41 punti. Oltre a UniCredit, miglior bancario d’Europa, hanno convinto anche UBI Banca, +10,36% a euro, e Intesa Sanpaolo, +7,48% a 2,70 euro.

Al di fuori del bancario si è distinta Enel, +6,25% a 4,45 euro, grazie all’assist arrivato da Credit Suisse che ha confermato la raccomandazione “Outperform”, con un prezzo obiettivo che passa da 4,8 a 5,7 euro ad azione.

Pochi e limitati i fuori dal coro, fra cui si nota la performance praticamente piatta di Tenaris a 15,04 euro, e il guadagno prossimo allo zero di ENI, +0,137% a 14,54 euro.