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Piazza Affari chiude poco mossa, male Buzzi e petroliferi

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Piazza Affari ha chiuso poco mossa dopo i rialzi delle ultime sedute dovuti alle forti aspettative del mercato su un intervento deciso da parte della Bce nella riunione del prossimo 3 dicembre. A far rumore è stato il crollo della Borsa di Shanghai, con l’indice Composite che ha perso circa 5,5 punti percentuali in scia al cosiddetto “scandalo broker”. L’altra notizia di giornata è stato il superamento dei nuovi esami Bce (Srep) da parte delle banche italiane. Trend confermato per i titoli di Stato italiani: il Tesoro ha collocato oggi Btp a 5 e 10 anni per complessivi 4,19 miliardi di euro. I tassi sono scesi allo 0,37% per il titolo quinquennale, mentre il rendimento del decennale italiano è scivolato all’1,36%. Sotto l’1,40% si è portato anche il tasso del Btp a dieci anni sul mercato secondario. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso sulla parità a 22.570 punti.

Contrastate le banche dopo l’esito dei nuovi esami Bce (Srep): Mps ha guadagnato il 2,25% a 1,495 euro, Intesa SanPaolo lo 0,62% a 3,216 euro. Le vendite hanno invece colpito Popolare dell’Emilia Romagna (-1,15% a 7,25 euro), Ubi Banca (-1,15% a 6,395 euro) e Unicredit (-0,62% a 5,55 euro). Male Buzzi Unicem (-3,16% a 17,11 euro) che ha sofferto l’avvio da parte dell’Antitrust di un’istruttoria nei confronti di quattro tra le maggiori imprese nazionali che producono e commercializzano cemento sull’ipotesi di un’intesa orizzontale che sarebbe stata attuata coordinando gli aumenti del prezzo di vendita del cemento. In rosso i titoli più sensibili all’andamento del petrolio, con il Wti che sta mostrando una flessione di circa 2 punti percentuali: Eni ha perso lo 0,97% a 15,28 euro, Saipem è arretrata dello 0,73% a 8,135 euro, Tenaris ha lasciato sul parterre l’1,62% a 12,12 euro.